Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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Amantea Ovunque

Il cuore di Tam Tam dedicato alla più mitica delle sezioni rossoblù: i Nuclei Sconvolti di Amantea. Quindici anni di storia e di follie, a spasso per l’Italia, con il Cosenza nella mente e l’orgoglio di provenire da uno degli angoli più affascinanti della costa tirrenica. Amantea è città antica ed ospitale, sicuramente tra le più moderne sul piano culturale. I ragazzi provenienti da quello spicchio di case addossate sulla dorsale costiera non potevano che essere colorati e festosi. Fabio, Ruby, Rodolfo, Arturo e gli altri ce l’hanno messa tutta per mantenere sempre viva la comunicazione tra le nuove generazioni di amanteoti e la curva Sud. Il risultato è stato raggiunto ed è tangibile. Non solo sono tanti i ragazzi che ogni domenica sbarcano nel San Vito per seguire i wolves, ma è indiscutibile anche il fatto che in ogni trasferta si presenta sempre un nutrito gruppo di ultrà rossoblù emigrati al nord, che nel nostro settore assume punto di riferimento lo striscione Ns Amantea. Una storia lunga e intensa la loro. Alle spalle hanno diverse stagioni di militanza negli ultras della locale squadra di calcio. Colori sociali: blucerchiati, come la Samp, che tanti anni fa scese in Calabria proprio per battezzare l’Amantea. La squadra ha navigato a lungo nei campionati dilettantistici, prima che la società fallisse. Aveva simpatizzanti anche sul versante bruzio. Qualcuno di noi ha valicato la crocetta per seguire i derby Paolana-Amantea (logicamente al fianco di quest’ultima). Ma al naturale attaccamento per i colori del proprio paese, chiri i l’Amantia hanno sempre unito la voglia di sostenere da vicino i wolves, anche a costo di percorrere migliaia di chilometri. Il loro drappo è stato esposto veramente ovunque. E i contatti che hanno avuto con le altre tifoserie sono stati più vivaci e serrati di chiunque altro. Prendete per esempio l’amicizia con gli atalantini… nella curva bergamasca se provi a chiedere: “Dove si trova Cosenza?”, molti non sapranno rispondere. Tutti, invece, sono in grado di descrivere Amantea. Un atalantino che ha lasciato questa Terra, Ivan, la conosceva benissimo e ne parlava spesso ai suoi amici. Tanti bergamaschi sono scesi di persona a vedere se fosse davvero così bella, Amantea. E tutti, quando la percorrono, ricordano Ivan. Il suo messaggio, la frase che ripeteva spesso: “Prima durante e dopo”, riflette benissimo la mentalità di una comitiva mai esibizionista, ma sempre presente nei momenti importanti. L’augurio è che i 15 anni che separano lo stendardo di oggi dal primo timido NS Amantea non possano scalfire la fede per i colori sociali e l’attaccamento all’identità ultrà. Con la speranza di poter vedere ancora per un altro secolo l’ombra di Ruby che rimbalza nei corridoi dei treni e nelle stazioni. Affinché non si dissolva mai lo spirito dell’86.

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