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Riceviamo
e pubblichiamo
Siamo vittime di rappresaglia!
Quello
che potrebbe essere un qualunque slogan, corrisponde, purtroppo,
alla verità dei fatti. Se la trasferta di Rossano lasciava
intendere come le andassero le cose, la trasferta di domenica scorsa,
in quel di Milazzo, ha cancellato ogni dubbio...siamo realmente
vittime di rappresaglia!!
Non è bastata l'amarezza per il fallimento e il "declassamento"
in una categoria che non meritiamo e non ci merita, ma adesso continuamente
subiamo la violenza costante di chi al contrario dovrebbe garantirci.
Quanto successo a Milazzo ci fa capire che per loro,
siamo una tifoseria scomoda, trattabile solo a "suon di manganelli".
Altre tifoserie in giro per l'Italia aggrediscono i treni carichi
di tifosi ospiti, come se fossimo nel far west in cui si aggredivano
le diligenze, altri "palpeggiano" donzelle sui treni rubando
soldi e quant'altro...ma chi viene represso siamo noi, colpevoli
forse di essere tra le poche tifoserie non asservite ai "padroni",
colpevoli di avere delle idee da portare avanti che non coincidono
con quelle di chi governa e di chi è comandato...
A Milazzo in meno di 200 persone siamo stati filmati, identificati
e trattati come se fossimo terroristi o criminali. Ad attenderci
c'erano 5 camionette di Ps e Cc, più una decina di volanti
delle forze dell'ordine...alcuni di loro hanno sfoderato
i loro arnesi non appena siamo arrivati nella cittadina
sicula, altri sembravano dei robocop da cinema holliwoodiano...
Sin dall'inizio le loro provocazioni nei nostri confronti non sono
mancate, hanno cercato invano di sequestrare bandiere ed impedire
anche di attaccare gli striscioni sull'inferriate! Nel settore eravamo
sorvegliati costantemente, mentre la tifoseria locale prendeva a
sputi i nostri giocatori. A fine partita non sono mancate le inevitabili
manganellate sui nostri corpi che venivano sferrate all'altezza
del capo, in modo da essere più incisive...
Sembra che i poliziotti si siano addirittura colpiti tra di loro!!
Usciti dal settore, troviamo la simpatica tifoseria
mamertina che ci inveisce contro a pochi metri di distanza indisturbata,
mentre noi dopo aver subito un ennesimo abuso di potere, ci dirigiamo
verso la stazione Fs, scortati da un esercito, a sirene spiegate,
come se avessimo fatto chissà quale reato tanto eclatante
da meritarci questo! La gente del luogo usciva attonita delle abitazioni,
e vedendo un tale spiegamento delle forze dell'ordine (?), chissà
mai cosa avrà pensato!!!
Mi chiedo: ma è davvero necessario tutto ciò? La violenza
negli stadi, la si combatte reprimendo ingiustificatamente la gente
che ha ancora la passione di seguire la propria squadra del cuore?
È necessario che ci sia l'esercito per scortare
poco più di 150 persone?
Se a queste domande la risposta è positiva, vuol dire che
in Italia non vige più il sistema democratico e sotto l'apparente
veste democratica del nostro Stato si sta celando la più
subdola transizione verso forme illiberali e violente
di governo, pronte a reprimere qualsiasi manifestazione spontanea
di pensiero e passione che non sia assoggettata al sistema.
Spero tanto che non sia così, per i veri tifosi di tutta
la penisola, per le nostre famiglie e per i nostri padri che sessant'anni
fa hanno combattuto e sono morti per far sì che l'Italia
divenisse libera e democratica e potesse essere un modello per molti
altri stati in via di formazione.
Liberta' per gli ultra', sempre!!!
Lukos
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