Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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bacheca nr 2 del 31 gennaio 2004
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Riceviamo e pubblichiamo
Siamo vittime di rappresaglia!

Quello che potrebbe essere un qualunque slogan, corrisponde, purtroppo, alla verità dei fatti. Se la trasferta di Rossano lasciava intendere come le andassero le cose, la trasferta di domenica scorsa, in quel di Milazzo, ha cancellato ogni dubbio...siamo realmente vittime di rappresaglia!!
Non è bastata l'amarezza per il fallimento e il "declassamento" in una categoria che non meritiamo e non ci merita, ma adesso continuamente subiamo la violenza costante di chi al contrario dovrebbe garantirci.
Quanto successo a Milazzo ci fa capire che per “loro”, siamo una tifoseria scomoda, trattabile solo a "suon di manganelli". Altre tifoserie in giro per l'Italia aggrediscono i treni carichi di tifosi ospiti, come se fossimo nel far west in cui si aggredivano le diligenze, altri "palpeggiano" donzelle sui treni rubando soldi e quant'altro...ma chi viene represso siamo noi, colpevoli forse di essere tra le poche tifoserie non asservite ai "padroni", colpevoli di avere delle idee da portare avanti che non coincidono con quelle di chi governa e di chi è “comandato”...
A Milazzo in meno di 200 persone siamo stati filmati, identificati e trattati come se fossimo terroristi o criminali. Ad attenderci c'erano 5 camionette di Ps e Cc, più una decina di volanti delle forze dell'ordine...alcuni di loro hanno “sfoderato” i loro “arnesi” non appena siamo arrivati nella cittadina sicula, altri sembravano dei “robocop” da cinema holliwoodiano...
Sin dall'inizio le loro provocazioni nei nostri confronti non sono mancate, hanno cercato invano di sequestrare bandiere ed impedire anche di attaccare gli striscioni sull'inferriate! Nel settore eravamo sorvegliati costantemente, mentre la tifoseria locale prendeva a sputi i nostri giocatori. A fine partita non sono mancate le “inevitabili” manganellate sui nostri corpi che venivano sferrate all'altezza del capo, in modo da essere “più incisive”...
Sembra che i poliziotti si siano addirittura colpiti tra di loro!!
Usciti dal settore, troviamo la “simpatica” tifoseria mamertina che ci inveisce contro a pochi metri di distanza indisturbata, mentre noi dopo aver subito un ennesimo abuso di potere, ci dirigiamo verso la stazione Fs, scortati da un esercito, a sirene spiegate, come se avessimo fatto chissà quale reato tanto eclatante da meritarci questo! La gente del luogo usciva attonita delle abitazioni, e vedendo un tale spiegamento delle forze dell'ordine (?), chissà mai cosa avrà pensato!!!
Mi chiedo: ma è davvero necessario tutto ciò? La violenza negli stadi, la si combatte reprimendo ingiustificatamente la gente che ha ancora la passione di seguire la propria squadra del cuore? È necessario che ci sia “l'esercito” per scortare poco più di 150 persone?
Se a queste domande la risposta è positiva, vuol dire che in Italia non vige più il sistema democratico e sotto l'apparente veste democratica del nostro Stato si sta celando la più subdola “transizione” verso forme illiberali e violente di governo, pronte a reprimere qualsiasi manifestazione spontanea di pensiero e passione che non sia assoggettata al “sistema”.
Spero tanto che non sia così, per i veri tifosi di tutta la penisola, per le nostre famiglie e per i nostri padri che sessant'anni fa hanno combattuto e sono morti per far sì che l'Italia divenisse libera e democratica e potesse essere un modello per molti altri stati in via di formazione.
Liberta' per gli ultra', sempre!!!
Lukos

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