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Derby
che furono e non solo
Cosenza- Rende sul filo della memoria
Lattuada,
Luxoro, Riva, Cecili, Gatti, Rigamonti, Maida, Canetti, Liguori,
De Chiara. È questo il Cosenza che il 10 dicembre 78,
allundicesima giornata del campionato di C2, affronta per
la prima volta i cugini del Campagnano.
Il risultato sorride ai lupi che affondano i biancorossi con un
gol di Maida. Seguiranno altre sette stracittadine (fino all84)
che non vedranno mai il Cosenza sconfitto sebbene la cronaca di
quei tempi racconti di un Rende che spesso e volentieri occupava
i quartieri alti della classifica, dove addirittura non si trovasse
in una serie superiore. Sono comunque gli anni che vedono raccogliersi
intorno alla squadra rossoblù i primi germi del tifo organizzato:
la stagione degli Sconvolti è dietro langolo. Come
in ogni derby anche se in molti hanno spesso negato ai rennitani
una vera rivalità di campanile si affollano aneddoti,
leggende o presunte tali, fughe ed esultanze, che non
trovano posto tra i dati statistici registrati nei tabellini. E
ricordi, soprattutto ricordi. Ancora oggi, nel sorriso beffardo
di chi li racconta, traspare lorgoglio e la soddisfazione
di essere nati tifosi dei lupi.
Finché giocheremo con quei quattro pignatari
dice Rafele du Gatto Nero- prenderemo sempre i sei punti. È
una tradizione che ci vede vittoriosi con il Rende così come,
purtroppo, sconfitti con il Catanzaro. Inutile aggiungere che il
nostro tifo è stato sempre superiore al loro.
Ricordo che un anno- spiega invece Nunzio- avevamo preparato
delle croci biancorosse, mentre in un altro incontro cera
un manichino appeso per il collo. Addirittura, in una partita estiva
di Coppa Italia, con noi in C2 e loro in C1, andammo a prendere
alla stazione dei treni alcuni giocatori, ed uno di quelli, Rizzo,
segnò la rete della vittoria.
Siccome ci dava fastidio perché si trovavano nel nostro
settore continua Gabriele- una volta, uno di noi, Pariduzzu,
riuscì ad arrampicarsi su un pilone molto alto dove erano
legati dei festoni biancorossi, e a strapparli. Lo stesso
frammento di memoria accomuna un altro tifoso di vecchia data, Tonino
Tocci. Neanche lui riesce a trattenere una risata quando parla di
questa storica arrampicata, mentre, sempre in tema di
Rende, diventa serio e si dice contrario allidea di
fusione, ingiusta sia per noi, che per loro. Perché lo spirito
di campanile deve pur sempre rimanere. Sabato comunque, per tradizione,
vinceremmo pure in otto. Rompe il clima di ottimismo un perplesso
Benito Scola, favorevole sì ad una fusione, ma già
dallinizio del torneo in corso. Lasciandosi poi andare
ad un commento tecnico, sottolinea la forza del Rende di Giugno.
Questa una parentesi sui derby che furono. Vincenzo è invece
un tifoso molto più giovane. Non può certo lasciarsi
andare ai ricordi, perciò, venendo a fatti di maggiore attualità,
sceglie larma dellironia, e alla domanda-tormentone,
che qualcuno ha fatto circolare negli ambienti calcistici cittadini,
se si sente più drogato o delinquente
risponde: Tutte due. Purtroppo, oggi, cè
chi ha voglia di parlare solo di queste cose.
Giuseppe Costabile
Edoardo Trimboli
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