Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
culti e culture nr 7 del 21 settembre 2003
il sito

Ephel Duath - The painter's palette

Cari Prendete una tavolozza piena di colori. E provate a sostituire i colori con una varietà infinita di pentagrammi musicali. Solo così potrete comprendere meglio come la band patavina sia giunta a questo secondo lavoro, licenziato dalla Elitist, etichetta nata da una costola della Earache. Penso che proprio questo sia il significato di "The painter's palette". La musica, come il colore è fatta di sfumature, di miscugli di varie tinte, cha danno vita ad altri colori. Stà poi alla mano di chi dipinge, (di chi suona nel nostro caso!!) nel riuscire a dare forma ai propri pensieri. Scordatevi quello che gli Ephel Duath avevano fatto col precedente lavoro; il black metal di "Re-phormula" era già anni luce avanti rispetto alla massa dei gruppi, specialmente europei. Ma ora si cambia registro. È proprio nell'approccio compositivo che va trovato il punto di rottura. Sarà forse il rivoluzionamento della line up, non lo sappiamo. Ma il suono di "The painter's palette" risulta ricco di spunti jazz, fusion, metal con una perenne sensazione d'improvvisazione propria del jazz, di malata improvvisazione che lo permea. L'inizio è devastante: "The Passage" è un gran pezzo, al suo interno trovano spazio free jazz, drum & bass, trombe che svisano in una continua alternanza di voci "urlate" e più pulite. In alcuni pezzi ("Labyrinthine") si fa spazio quel che ormai si definisce post hard-core, un po quel che facevano gli "At the drive in", con la batteria di Davide Piovesan impegnata in continui controtempi, accompagnata alla perfezione da Fabio Fecchio al basso. Per non parlare di "Praha", pezzo strumentale con un inizio praticamente jazz molto melodico e rilassato, che mette a nudo le grandi capacità d'improvvisazione del gruppo. Anche l'elettronica, ormai nuova frontiera dei suoni estremi trova spazio. Non poteva essere altrimenti e questo specie in "The picture", dove la struttura nervosa del brano collima perfettamente con i suoni sintetici. "Ruins" non prende prigionieri: molto tirata, drumming mozzafiato e qua e la qualche lontana reminescenza black metal nei riff, tutto però si stoppa con l'avvento della voce "pulita" di Davide Tolomei, che comunque risulta molto a suo agio nella continua e piacevole alternanza con Luciano Lorusso agli "screaming". Il culmine si tocca con "Ironical Communion"…la tempesta dopo la quiete…con un inizio incredibilmente vicino alle sonorità che potreste ascoltare in un jazz club di New Olrleans, con il talentuaso Davide Tiso che "caccia" dalla sua chitarra souni incredibilmente vari. Subito dopo un orda di chitarre discordanti, in un brano la cui struttura tiene chi l'ascolta in continua tensione, non fornendo alcun riferimento…sicuramente il pezzo più completo, spiazzante e d'atmosfera dell'album. Dall'entusiasmo delle mie parole avrete intuito che, a mio avviso, ci troviamo di fronte ad uno, forse all'album più coraggioso ed intelligente che una metal band italiana abbia composto, dai tempi di "Tribe" dei Sadist. Impossibile ignorarlo, impossibile non rimanerne impressionati.


Pasquale Radio Ciroma

sommario >>

<< archivio