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La
settima edizione di un torneo coloratissimo
Montecchio 2003: Mondiali Antirazzisti
Parco
Enza, Montecchio (Re). Mondiali Antirazzisti: consueto appuntamento
estivo per la nostra tifoseria, mai tanto numerosa come in questa
occasione.
Settima edizione, 168 squadre partecipanti al torneo di calcio,
decine di gruppi ultrà italiani ed europei, numerose comunità
di migranti provenienti da ogni angolo del pianeta, diverse organizzazioni
giovanili antirazziste, tutti accampati allinterno dei due
campeggi organizzati. Questi, in sintesi, i numeri dei Mondiali
Antirazzisti.
In mezzo ad una moltitudine di culture, colori e, perché
no, fedi calcistiche, si distingueva uno sprazzo di rossoblu. Unaccozzaglia
di tende, priva di qualsiasi logica geometrica o funzionale, allinterno
del campeggio. Mai numerosi ed eterogenei come questanno,
in rappresentanza delle mille sfaccettature della tifoseria. Addirittura
due squadre partecipanti al torneo.
Già, il torneo. Il pretesto cioè per stare insieme.
Senza alcuna competizione: basti pensare che le fasi finali si sono
disputate esclusivamente ai calci di rigore, con risultati finali
frutto esclusivamente della casualità. Del resto, Montecchio
è soprattutto altro.
È la voglia di staccare la spina dopo lennesimo campionato
su e giù in giro per lItalia, con il groppone in gola
per una retrocessione annunciata con largo anticipo.
È la voglia di incontrarsi, conoscersi, mescolarsi. È
la voglia ancora, di rivedere tanti amici conosciuti negli stadi
della penisola, che magari non vedi da anni per evidenti motivi
calcistici.
Ma è la voglia soprattutto di confrontarsi su problematiche,
mai tanto attuali, come il razzismo negli stadi e nella società,
o quella barbarie che è diventata il calcio moderno, tanto
distante dalla genuinità popolare.
Numerosi erano poi gli stand allinterno della piazza Antirazzista,
dove ogni tifoseria aveva a propria disposizione uno spazio informativo.
E grande attenzione ha destato la nostra rivista, andata praticamente
a ruba, con decine di curiosi pronti a dare consigli, suggerimenti,
ma soprattutto interessati a conoscere il giornale, le finalità
e, più in generale, la situazione della nostra curva.
Il momento più intenso poi del fine settimana, è stato
il corteo per le vie di Montecchio. Cori, boati, torce, bandiere:
come se, simbolicamente, quelle strade fossero diventate una sorta
di Zona Temporaneamente Autonoma, dove ognuno gestiva il proprio
spazio, dando vita, collettivamente, ad un corteo coloratissimo.
Inutile soffermarsi sul torneo. Peccato, perché per la prima
volta entrambe le squadre avevano superato le fasi preliminari!
Ma gli organizzatori hanno preferito non far disputare la successiva
partita contro una delegazione degli Ultrà Lecce, modificando
il calendario. Per noi è stata, senza mezzi termini, unoffesa
alla nostra intelligenza e abbiamo preferito rinunciare a continuare
il torneo, in segno di simbolica protesta.
Domenica, infine, nella giornata conclusiva, si è svolto
lattesissimo dibattito fra le tifoserie. Organizzato dai veneziani,
cui va il merito di aver supplito ad unevidente lacuna organizzativa,
ha riscosso un discreto interesse. Tanti gli argomenti trattati,
toni accesi, qualche strumentale polemica. Ma questa è unaltra
storia che prima o poi racconteremo
Per concludere, il pensiero va a Davidone, esponente della gradinata
Nord genoana ed animatore di tante edizioni dei Mondiali. Davide
è rimasto vittima, lennesima, di un grave incidente
sul lavoro, nel porto di Genova. È uscito dal coma ma ha
perso un arto e rischia di perdere un occhio. Conoscendolo, siamo
sicuri che non avrà perso la voglia di andare avanti, nonostante
tutto. Che sia dinsegnamento per noi tutti.
Luca
Scarpelli
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