Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 4 del 3 marzo 2003
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A voi i soldi a noi la repressione

Non possiamo sopportare ulteriormente l’azione distruttiva intrapresa dalle lobby calcistiche, non possiamo dimenticare che Galliani è presidente del Milan e il Milan è la squadra del Presidente del Consiglio, non possiamo non notare che De Gennaro resiste ancora(Strano ma vero), che le telecamere ci spiano l’anima, che migliaia di persone risolvono il loro stato di disoccupazione venendoci a pascolare negli stadi, che Pagliuso non vuole andare via e che altre migliaia di persone vivono parlando degli amori di Bobo Vieri o dei segreti degli spogliatoi del San Vito. Tutto questo e non solo è il calcio, moderno si intende.
Dove puoi trovarti Tosatti che parla di associazione a delinquere delle frange estreme del tifo organizzato e nello stesso momento un tranquillo quarantenne impiegato incensurato, arrestato per aver fatto una boccaccia. Sabato sera al delle Alpi non si può dire non siano stati commessi reati, ma si può considerare il reato di danneggiamento più grave del reato di bancarotta fraudolenta o della corruzione?. Si in Italia sembra di si. E allora trombato quel biscaro di Cecchi Gori(l’unica vittima ricca del calcio moderno) da subito sono state messe le cose a posto con il decreto salva calcio, società e dirigenti.
Ma agli ultrà chi li salverà, anche per noi è arrivato un bel decreto che permetterà a quanti commettono un reato anche di bassa rilevanza di avere un trattamento gratis negli alberghi a 5 stelle del ministro Castelli.
Il decreto-legge n. 28 del 24.02.2003 è semplice nella sua forma e nel suo contenuto, due soli articoli. In sostanza gli inquirenti potranno osservare la documentazione video fotografica o altri elementi(dice così ma che saranno questi altri elementi, speriamo non vi rientri lo spinno) e decidere nelle 36 ore che seguono l’avvenimento sportivo se premiare il tifoso con il simpatico omaggio. Si promettono come sempre trattamenti di riguardo e spazi immensi da poter sfruttare liberamente.
Tempo due mesi e di questa interessante iniziativa repressiva ne sapremo si più. O forse anche prima, grazie alla testimonianza di sei ultrà della Triestina che proprio da lunedì sera stanno sperimentalmente provando l’offerta statale.
Da oltre un anno tam-tam e segnali di fumo denuncia l’inutilità dell’azione repressiva intrapresa da questo sistema economico-militare- mediatico. Noi la nostra faccia non c’è la vogliamo mettere, non vogliamo che le dinamiche innestate dal calcio moderno ci ingoino.Gli Ultras Granata sabato sera sono rimasti vittime dello spettacolo e poi non hanno mica ucciso nessuno e allora perché sono finiti in prima pagina e hanno assunto maggiore importanza delle notizie di guerra o di criminalità organizzata. . La repressione non cambia nulla, lo dimostrano i dati comunicati dal ministro Pisanu in questi giorni. Rispetto lo scorso campionato gli scontri e i feriti sono percentualmente aumentati, questo dimostra che la normativa precedente ha avuto qualche risultato solo per le prime domeniche del campionato scorso
Siamo scandalizzati nell’apprendere quanti uomini e soldi impiega lo stato per la sicurezza negli stadi, il movimento ultrà non li chiede e non li vuole e per questo ritengo sia importante continuare ad appoggiare le iniziative proposte dal Progetto Ultrà di Bologna e dalla maggior parte dei gruppi ultrà italiani.
Noi la nostra faccia non ce la vogliamo mettere, non vogliamo e non possiamo prestare più il nostro modo di essere agli spietati interessi delle società calcistiche e alla fame di notizie dei media, sempre pronti a sbatterci in prima pagina. Per questo anche la sud del San Vito è invitata da subito a sostenere le iniziative di protesta in corso e a seguire la mobilitazione che culminerà alla fine del mese di marzo con un corteo ultrà nelle vie di Roma.
Questo sembra il modo migliore per rispondere alle aggressioni di chi ci ha sfruttato, coccolato, finanziato(non nel nostro caso) ed adesso non ci vuole più, o magari maschera le sue malefatte dietro le incessanti notizie di “violenze e barbarie” perpetrate dagli ultrà.

Giandomenico Carino

 

D.L. n. 28 del 24 Febbraio 2003
Gazzetta Ufficiale - Serie Generale del 24 febbraio 2003 n. 45
Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive

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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni;

Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di contrastare la recrudescenza di episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive, prevedendo misure idonee a prevenire e reprimere i comportamenti particolarmente pericolosi;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 21 febbraio 2003;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto con il
Ministro dell'interno e con il Ministro della giustizia;

E m a n a
il seguente decreto-legge:


Articolo 1
1. All'articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, i commi 1-bis, 1-ter e 1-quater sono sostituiti dai seguenti:

1-bis. Oltre che nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, per i quali e' obbligatorio o facoltativo l'arresto ai sensi degli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale, l'arresto e' altresi' consentito nel caso di reati di cui all'articolo 6-bis, comma 1, e all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge.

1-ter. Nei casi di cui al comma 1-bis, quando non e' possibile procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o incolumita' pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai sensi dell'articolo 382 del codice di procedura penale colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerge con evidenza il fatto, ne risulta autore, sempre che l'arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto.

1-quater. Quando l'arresto e' stato eseguito per uno dei reati indicati dal comma 1-bis, l'applicazione delle misure coercitive e' disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c), e 280 del codice di procedura penale.".

2. Sono soppressi il secondo ed il terzo periodo del comma 6 dell'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni.

Articolo 2
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

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