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A
voi i soldi a noi la repressione
Non
possiamo sopportare ulteriormente lazione distruttiva intrapresa
dalle lobby calcistiche, non possiamo dimenticare che Galliani è
presidente del Milan e il Milan è la squadra del Presidente
del Consiglio, non possiamo non notare che De Gennaro resiste ancora(Strano
ma vero), che le telecamere ci spiano lanima, che migliaia
di persone risolvono il loro stato di disoccupazione venendoci a
pascolare negli stadi, che Pagliuso non vuole andare via e che altre
migliaia di persone vivono parlando degli amori di Bobo Vieri o
dei segreti degli spogliatoi del San Vito. Tutto questo e non solo
è il calcio, moderno si intende.
Dove puoi trovarti Tosatti che parla di associazione a delinquere
delle frange estreme del tifo organizzato e nello stesso momento
un tranquillo quarantenne impiegato incensurato, arrestato per aver
fatto una boccaccia. Sabato sera al delle Alpi non si può
dire non siano stati commessi reati, ma si può considerare
il reato di danneggiamento più grave del reato di bancarotta
fraudolenta o della corruzione?. Si in Italia sembra di si. E allora
trombato quel biscaro di Cecchi Gori(lunica vittima ricca
del calcio moderno) da subito sono state messe le cose a posto con
il decreto salva calcio, società e dirigenti.
Ma agli ultrà chi li salverà, anche per noi è
arrivato un bel decreto che permetterà a quanti commettono
un reato anche di bassa rilevanza di avere un trattamento gratis
negli alberghi a 5 stelle del ministro Castelli.
Il decreto-legge n. 28 del 24.02.2003 è semplice nella sua
forma e nel suo contenuto, due soli articoli. In sostanza gli inquirenti
potranno osservare la documentazione video fotografica o altri elementi(dice
così ma che saranno questi altri elementi, speriamo non vi
rientri lo spinno) e decidere nelle 36 ore che seguono lavvenimento
sportivo se premiare il tifoso con il simpatico omaggio. Si promettono
come sempre trattamenti di riguardo e spazi immensi da poter sfruttare
liberamente.
Tempo due mesi e di questa interessante iniziativa repressiva ne
sapremo si più. O forse anche prima, grazie alla testimonianza
di sei ultrà della Triestina che proprio da lunedì
sera stanno sperimentalmente provando lofferta statale.
Da oltre un anno tam-tam e segnali di fumo denuncia linutilità
dellazione repressiva intrapresa da questo sistema economico-militare-
mediatico. Noi la nostra faccia non cè la vogliamo
mettere, non vogliamo che le dinamiche innestate dal calcio moderno
ci ingoino.Gli Ultras Granata sabato sera sono rimasti vittime dello
spettacolo e poi non hanno mica ucciso nessuno e allora perché
sono finiti in prima pagina e hanno assunto maggiore importanza
delle notizie di guerra o di criminalità organizzata. . La
repressione non cambia nulla, lo dimostrano i dati comunicati dal
ministro Pisanu in questi giorni. Rispetto lo scorso campionato
gli scontri e i feriti sono percentualmente aumentati, questo dimostra
che la normativa precedente ha avuto qualche risultato solo per
le prime domeniche del campionato scorso
Siamo scandalizzati nellapprendere quanti uomini e soldi impiega
lo stato per la sicurezza negli stadi, il movimento ultrà
non li chiede e non li vuole e per questo ritengo sia importante
continuare ad appoggiare le iniziative proposte dal Progetto Ultrà
di Bologna e dalla maggior parte dei gruppi ultrà italiani.
Noi la nostra faccia non ce la vogliamo mettere, non vogliamo e
non possiamo prestare più il nostro modo di essere agli spietati
interessi delle società calcistiche e alla fame di notizie
dei media, sempre pronti a sbatterci in prima pagina. Per questo
anche la sud del San Vito è invitata da subito a sostenere
le iniziative di protesta in corso e a seguire la mobilitazione
che culminerà alla fine del mese di marzo con un corteo ultrà
nelle vie di Roma.
Questo sembra il modo migliore per rispondere alle aggressioni di
chi ci ha sfruttato, coccolato, finanziato(non nel nostro caso)
ed adesso non ci vuole più, o magari maschera le sue malefatte
dietro le incessanti notizie di violenze e barbarie
perpetrate dagli ultrà.
Giandomenico
Carino
D.L.
n. 28 del 24 Febbraio 2003
Gazzetta
Ufficiale - Serie Generale del 24 febbraio 2003 n. 45
Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione
di competizioni sportive
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti
gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Vista
la legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni;
Ritenuta
la straordinaria necessita' ed urgenza di contrastare la recrudescenza
di episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive,
prevedendo misure idonee a prevenire e reprimere i comportamenti
particolarmente pericolosi;
Vista
la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 21 febbraio 2003;
Sulla
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per i beni e le attivita' culturali, di concerto con il
Ministro dell'interno e con il Ministro della giustizia;
E
m a n a
il seguente decreto-legge:
Articolo 1
1. All'articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e
successive modificazioni, i commi 1-bis, 1-ter e 1-quater sono sostituiti
dai seguenti:
1-bis.
Oltre che nel caso di reati commessi con violenza alle persone o
alle cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, per
i quali e' obbligatorio o facoltativo l'arresto ai sensi degli articoli
380 e 381 del codice di procedura penale, l'arresto e' altresi'
consentito nel caso di reati di cui all'articolo 6-bis, comma 1,
e all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge.
1-ter.
Nei casi di cui al comma 1-bis, quando non e' possibile procedere
immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o incolumita'
pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai sensi dell'articolo
382 del codice di procedura penale colui il quale, sulla base di
documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerge
con evidenza il fatto, ne risulta autore, sempre che l'arresto sia
compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione
e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto.
1-quater.
Quando l'arresto e' stato eseguito per uno dei reati indicati dal
comma 1-bis, l'applicazione delle misure coercitive e' disposta
anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274,
comma 1, lettera c), e 280 del codice di procedura penale.".
2.
Sono soppressi il secondo ed il terzo periodo del comma 6 dell'articolo
6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni.
Articolo
2
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della
sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
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