Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 4 del 3 marzo 2003
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Note a margine di Cosenza-Napoli

Finalmente un San Vito da serie B. La tifoseria ha risposto alla grande all’appello degli ultrà. È la dimostrazione che quando ci mettiamo tutti d’impegno, riusciamo a raggiungere obiettivi importanti. E soprattutto, i settemila di domenica scorsa confermano che se la società (anzi, tutte le società) attuasse una politica diversa sui prezzi dei biglietti, il pubblico tornerebbe allo stadio. Solo chi pretende di avere la botte piena e la moglie ubriaca, rischia di restare con il culo rotto e senza ciliegie.
In altre parole, i padroni del calcio devono prendere una decisione: se intendono trarre i loro maggiori profitti dalla Tv satellitare, non possono pretendere di praticare le stesse tariffe per il pallone dal vivo.
Anche per noi, Cosenza-Napoli ha fornito qualche indicazione interessante. Eravamo in tanti, ma si cantava in pochi. S’è rivisto un muro umano in Curva Sud, ma per lunghi quarti d’ora è apparso inanimato. Bisognerebbe riprendere la vecchia abitudine di incitare gli altri a cantare, quando si addormentano.
Inoltre, dovremmo finirla una volta per tutte di intonare cori inconcludenti.
Gli sfottò ai napoletani ed al “professore” sono stati gradevoli, però quel “Napoli Napoli vaffanculo” urlato proprio mentre quelli stavano alzando uno striscione contro le leggi speciali negli stadi, era a dir poco discutibile. Cerchiamo di innovarci nei cori. Non facciamoli a sproposito. Anzi, forse sarebbe meglio farne il meno possibile contro gli avversari. Non è una questione di eleganza, bensì di confidenza. Spesso ne diamo troppa.
Infine, una nota sul comportamento delle forze dell’ordine. Vergognoso, come sempre! Ai napoletani è stata data la possibilità di aggirarsi tranquillamente nella zona delle cupole geodetiche, aggredire passanti e padri di famiglia provenienti da Rende, rubare le sciarpe a qualche ragazzo isolato. Insomma, si conferma la tendenza di sempre: quando andiamo fuori noi, ci torturano. Quando sono gli altri a visitare il San Vito, manca solo la banda musicale ad accoglierli.

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