Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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a duminica è du' palluni nr 4 del 3 marzo 2003
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Ci mancava il criminologo

Evviva ragazzi! È arrivato il ciminologo. Pagliuso lo ha nominato presidente onorario. Ma come? Non ve lo ricordate? È Bruno, quel signore con la barba, che si vede un po’ a “Porta a porta” e un po’ su “Alupo alupo”.
Adesso sì che possiamo essere felici. Bruno ha fornito importanti indicazioni specialistiche a proposito della caccia al mostro di Firenze, e si è cimentato in prestigiosi esercizi retorici sulla tragedia di Cogne.
A Cosenza troverà pane per i suoi denti. Dovrà convincerci che Pagliuso, suo figlio e gli altri dirigenti, sono persone apprezzabili. Un lavoro semplice semplice.
Noi, infatti, eravamo già certi della grande onestà degli uomini di questa società calcistica. Lo ha detto anche Federico Bria: sono stati quindici anni da sogno.
Il Cosenza ha lottato sempre per la promozione in A, e nonostante il grande impegno profuso, nelle partite decisive, sembrava proprio che la palla non volesse andare dentro. Quasi ci fosse una forza invisibile e contraria al grande salto.
Inoltre, Pagliuso ha provveduto a sanare completamente il buco in bilancio, accogliendo tutte le richieste della tifoseria. In tanti anni, non abbiamo mai cambiato un allenatore nel corso della stagione, e i giocatori hanno lavorato in un ambiente sano, pulito e trasparente.
Allo stadio pagano tutti! Niente biglietti omaggio e niente “portoghesi”..
E poi è quasi un decennio che non si verificano episodi oscuri, come invece avviene nelle altre città, dove vanno a fuoco le macchine di giocatori e giornalisti.
Ah, che bello essere tifosi del Cosenza. Il presidente, tutte le volte che è stato intervistato, ci ha riservato parole da galantuomo. Agli altri imprenditori che chiedevano di vedere i bilanci societari, è stato servito immediatamente il libro contabile su un piatto d’argento.
La dirigenza ha investito seriamente in termini di programmazione. Tutti i pezzi pregiati della rosa sono stati trattenuti e valorizzati. Intorno ad essi è stata costruita la squadra odierna. Sacrifici su sacrifici. Ogni volta che si è aperto il mercato, la società si è svenata.
Sì, qualche errorino è stato commesso. Il colore dello stadio riverniciato qualche anno fa, per esempio, doveva essere un po’ più fine, meno scuro. E poi i problemi non mancano: il traffico intorno al San Vito. Troppe macchine!
Ma d’altronde, cosa volete? “Solo chi opera è portato a sbagliare”, lo dice sempre Pagliuso. Anche il ciminologo ne è consapevole. Nei delitti del mostro di Firenze ed a Cogne, quei poveri investigatori si sono trovati a sbagliare, perché in fondo hanno operato!
Cosa importa se qualcuno si è fatto la galera da innocente, oppure si è suicidato dalla disperazione, perché accusato ingiustamente?
L’importante è che si sia “operato”, e che si continui ad “operare”.
In una realtà calcistica come quella cosentina, quale migliore presidente onorario,
se non un bel criminologo?

Fidelio

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