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Ci
mancava il criminologo
Evviva
ragazzi! È arrivato il ciminologo. Pagliuso lo ha nominato
presidente onorario. Ma come? Non ve lo ricordate? È Bruno,
quel signore con la barba, che si vede un po a Porta
a porta e un po su Alupo alupo.
Adesso sì che possiamo essere felici. Bruno ha fornito importanti
indicazioni specialistiche a proposito della caccia al mostro di
Firenze, e si è cimentato in prestigiosi esercizi retorici
sulla tragedia di Cogne.
A Cosenza troverà pane per i suoi denti. Dovrà convincerci
che Pagliuso, suo figlio e gli altri dirigenti, sono persone apprezzabili.
Un lavoro semplice semplice.
Noi, infatti, eravamo già certi della grande onestà
degli uomini di questa società calcistica. Lo ha detto anche
Federico Bria: sono stati quindici anni da sogno.
Il Cosenza ha lottato sempre per la promozione in A, e nonostante
il grande impegno profuso, nelle partite decisive, sembrava proprio
che la palla non volesse andare dentro. Quasi ci fosse una forza
invisibile e contraria al grande salto.
Inoltre, Pagliuso ha provveduto a sanare completamente il buco in
bilancio, accogliendo tutte le richieste della tifoseria. In tanti
anni, non abbiamo mai cambiato un allenatore nel corso della stagione,
e i giocatori hanno lavorato in un ambiente sano, pulito e trasparente.
Allo stadio pagano tutti! Niente biglietti omaggio e niente portoghesi..
E poi è quasi un decennio che non si verificano episodi oscuri,
come invece avviene nelle altre città, dove vanno a fuoco
le macchine di giocatori e giornalisti.
Ah, che bello essere tifosi del Cosenza. Il presidente, tutte le
volte che è stato intervistato, ci ha riservato parole da
galantuomo. Agli altri imprenditori che chiedevano di vedere i bilanci
societari, è stato servito immediatamente il libro contabile
su un piatto dargento.
La dirigenza ha investito seriamente in termini di programmazione.
Tutti i pezzi pregiati della rosa sono stati trattenuti e valorizzati.
Intorno ad essi è stata costruita la squadra odierna. Sacrifici
su sacrifici. Ogni volta che si è aperto il mercato, la società
si è svenata.
Sì, qualche errorino è stato commesso. Il colore dello
stadio riverniciato qualche anno fa, per esempio, doveva essere
un po più fine, meno scuro. E poi i problemi non mancano:
il traffico intorno al San Vito. Troppe macchine!
Ma daltronde, cosa volete? Solo chi opera è portato
a sbagliare, lo dice sempre Pagliuso. Anche il ciminologo
ne è consapevole. Nei delitti del mostro di Firenze ed a
Cogne, quei poveri investigatori si sono trovati a sbagliare, perché
in fondo hanno operato!
Cosa importa se qualcuno si è fatto la galera da innocente,
oppure si è suicidato dalla disperazione, perché accusato
ingiustamente?
Limportante è che si sia operato, e che
si continui ad operare.
In una realtà calcistica come quella cosentina, quale migliore
presidente onorario,
se non un bel criminologo?
Fidelio
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