Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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a duminica è du' palluni nr 4 del 3 marzo 2003
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Contare su se stessi

Salvioni o non Salvioni, la vittoria è arrivata. A dire la verità, il suo Cosenza non è sembrato molto diverso da quello targato Mondonico. Una differenza sostanziale, forse, nella fase difensiva. E’ parso di vedere un pizzico di carattere e sicurezza in più nella nostra area. Molto più gioco sulle fasce. Il solito problema offensivo: poca concretezza. Ma, siccome Salvioni non è un mago e non può cambiare i regolamenti del calcio, è necessario accontentarsi.
Il tecnico ha ragione a dire, poi, che si deve ragionare partita per partita. E, per questo, quella di oggi è una chiave di volta. Proprio perchè non è alla Samp che il Cosenza dovrebbe bussare moneta, i rossoblù debbono dare il massimo. Un obiettivo: arrivare a fine marzo con 32 punti. Cioè, fare, da oggi fino alla partita con il Siena almeno 9 punti. Pareggiare oggi. Cercare di ripetersi a Bari (o fare di meglio). Puntare sulla Triestina per una vittoria. E spillare 4 punti nella doppia trasferta tra Ascoli e Siena. Dunque, non si può perdere una sola partita.
E’ allora vero, come recitava lo striscione di domenica, che il campionato iniziava proprio contro il Napoli. Per chi avesse frainteso, il senso era: per come siamo messo (cioè male), per come è stata gestita la società finora (cioè malissimo), da Napoli deve iniziare una fase nuova. Bisogna vincere. Questo il senso.
Che, poi, non sia stato uno striscione condiviso e che l’assemblea di due settimane fa non sia stata da tutti ritenuta un successo, è evidente. Ribadisco la mia opinione: per me è andata bene. Perchè ha rischiato di finire malissimo. Si è dovuto organizzare tutto in uno stato di estrema precarietà. Per dirla brevemente: il sasso è stato lanciato quasi una settimana prima. Domenica, purtroppo, si sono nascoste troppe mani.
C’è da capire una cosa: che il Cosenza è importante. Ma il tifo e la curva sono un’altra cosa. Sono due cose indissolubili, ma sono diverse. Allora, questa curva deve trovare unità, senza pensare alle sorti di questa squadra. Se la strada dei comunicati autonomi, firmati da ogni singolo gruppo, è un modo per arrivarci, bene.
Questo vuol dire che non si può imporre la propria voce agli altri. Ma anche che, quando si chiede collaborazione, offrirla e portarla avanti non è solo cortesia. E prometterla, soprattutto, è più di una semplice parola.
Prepariamoci a un mese decisivo: i campionati di B si sono storicamente decisi nella fase primaverile. Il Siena ne è stato la dimostrazione (anche se fra mille dubbi che nessuno ha avuto il coraggio di dichiarare). Dato per retrocesso in inverno, da gennaio in poi ha lanciato una rincorsa formidabile. E ce l’ha fatta. Ma gli esempi sarebbero tanti. Non si dimentica il caso dell’Alzano che, con un girone di ritorno vergognoso, si scavò da solo la fossa della C. E io credo che potrebbero esserci molte formazioni a crollare, proprio nei prossimi mesi. Ho molta fiducia in questo senso nell’Ascoli. Dunque, occhio.
Anche perchè la Lega potrebbe tirare fuori la “matta” della situazione: cioè, il blocco delle retrocessioni. Pure in questo caso, la primavera sarà rivelatrice. E’ evidente che, ora come ora, non si possa decidere nulla: ne verrebbe fuori una B falsata con tre mesi d’anticipo.
Allora, se il progetto andrà in porto, questo accardà solo verso la fine di aprile. Fino ad allora, aspettiamoci le solite dichiarazioni di circostanza di dirigenti e smentite ufficiose dalla stanza dei bottoni. In sostanza, chiacchiere.
Una cosa sola: possibile che si debba attendere ogni anno l’aiuto di qualcuno? Lo scorso anno, il salvagente lo lanciarono Empoli e Bari. Quest’anno, la Lega. Verrà il giorno in cui qualcuno deciderà di contare solo su se stessi?

Andrea Marotta

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