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Contare
su se stessi
Salvioni
o non Salvioni, la vittoria è arrivata. A dire la verità,
il suo Cosenza non è sembrato molto diverso da quello targato
Mondonico. Una differenza sostanziale, forse, nella fase difensiva.
E parso di vedere un pizzico di carattere e sicurezza in più
nella nostra area. Molto più gioco sulle fasce. Il solito
problema offensivo: poca concretezza. Ma, siccome Salvioni non è
un mago e non può cambiare i regolamenti del calcio, è
necessario accontentarsi.
Il tecnico ha ragione a dire, poi, che si deve ragionare partita
per partita. E, per questo, quella di oggi è una chiave di
volta. Proprio perchè non è alla Samp che il Cosenza
dovrebbe bussare moneta, i rossoblù debbono dare il massimo.
Un obiettivo: arrivare a fine marzo con 32 punti. Cioè, fare,
da oggi fino alla partita con il Siena almeno 9 punti. Pareggiare
oggi. Cercare di ripetersi a Bari (o fare di meglio). Puntare sulla
Triestina per una vittoria. E spillare 4 punti nella doppia trasferta
tra Ascoli e Siena. Dunque, non si può perdere una sola partita.
E allora vero, come recitava lo striscione di domenica, che
il campionato iniziava proprio contro il Napoli. Per chi avesse
frainteso, il senso era: per come siamo messo (cioè male),
per come è stata gestita la società finora (cioè
malissimo), da Napoli deve iniziare una fase nuova. Bisogna vincere.
Questo il senso.
Che, poi, non sia stato uno striscione condiviso e che lassemblea
di due settimane fa non sia stata da tutti ritenuta un successo,
è evidente. Ribadisco la mia opinione: per me è andata
bene. Perchè ha rischiato di finire malissimo. Si è
dovuto organizzare tutto in uno stato di estrema precarietà.
Per dirla brevemente: il sasso è stato lanciato quasi una
settimana prima. Domenica, purtroppo, si sono nascoste troppe mani.
Cè da capire una cosa: che il Cosenza è importante.
Ma il tifo e la curva sono unaltra cosa. Sono due cose indissolubili,
ma sono diverse. Allora, questa curva deve trovare unità,
senza pensare alle sorti di questa squadra. Se la strada dei comunicati
autonomi, firmati da ogni singolo gruppo, è un modo per arrivarci,
bene.
Questo vuol dire che non si può imporre la propria voce agli
altri. Ma anche che, quando si chiede collaborazione, offrirla e
portarla avanti non è solo cortesia. E prometterla, soprattutto,
è più di una semplice parola.
Prepariamoci a un mese decisivo: i campionati di B si sono storicamente
decisi nella fase primaverile. Il Siena ne è stato la dimostrazione
(anche se fra mille dubbi che nessuno ha avuto il coraggio di dichiarare).
Dato per retrocesso in inverno, da gennaio in poi ha lanciato una
rincorsa formidabile. E ce lha fatta. Ma gli esempi sarebbero
tanti. Non si dimentica il caso dellAlzano che, con un girone
di ritorno vergognoso, si scavò da solo la fossa della C.
E io credo che potrebbero esserci molte formazioni a crollare, proprio
nei prossimi mesi. Ho molta fiducia in questo senso nellAscoli.
Dunque, occhio.
Anche perchè la Lega potrebbe tirare fuori la matta
della situazione: cioè, il blocco delle retrocessioni. Pure
in questo caso, la primavera sarà rivelatrice. E evidente
che, ora come ora, non si possa decidere nulla: ne verrebbe fuori
una B falsata con tre mesi danticipo.
Allora, se il progetto andrà in porto, questo accardà
solo verso la fine di aprile. Fino ad allora, aspettiamoci le solite
dichiarazioni di circostanza di dirigenti e smentite ufficiose dalla
stanza dei bottoni. In sostanza, chiacchiere.
Una cosa sola: possibile che si debba attendere ogni anno laiuto
di qualcuno? Lo scorso anno, il salvagente lo lanciarono Empoli
e Bari. Questanno, la Lega. Verrà il giorno in cui
qualcuno deciderà di contare solo su se stessi?
Andrea
Marotta
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