|
La
bandiera abbandonata
Finalmente
è Natale.
Finalmente hanno catturato Saddam. Finalmente i buoni sentimenti
fanno ciao ciao dalle baluginanti stelline, palline, campanellini
appesi da palazzo a palazzo. Cuore fa rima con amore occhieggiando
dagli addobbi avvolti agli alberi che normalmente soffocano tutto
lanno a causa dellaria viziata del centro città;
poi a Natale vengono legati come salami, avvolti e torturati dalle
luci elettriche multicolore. È Natale, finalmente. Alè.
Il sig. P. è legato proprio come uno di quegli alberi. Nello
sgabuzzino di casa sua a Corso DItalia. Suo figlio si è
rotto i coglioni e gli ha spezzato una gamba e dato una padellata
in faccia, con la frissura dei cuddrurieddri. Poi lo ha trascinato
fino allo sgabuzzino e lo ha legato per bene prima che riprendesse
i sensi. Ha ripulito cassetti, portafogli e borsette che erano in
casa ed è uscito.
Quando il sig. P. si è ripreso era tutto buio in quello sgabuzzino
e la prima cosa che gli è venuta in mente è stata
una bandiera della pace. Ma guarda tu!
Quella bandiera della pace che stava per terra in un angolo, morta
ammazzata, nel portone del palazzo, ormai da due settimane buone.
Quella stessa bandiera che per un anno era stata appesa al suo balcone
e che, per dire la verità, al sig. P. non era mai andata
giù, no. Ce laveva messa suo figlio sul balcone, lo
stesso che gli aveva dato la padellata in faccia pochi minuti prima.
Alla faccia della non violenza. Il sig. P. non condivideva. Non
voleva che la sua famiglia passasse per una famiglia di rivoluzionari
pacifisti. Comunque per farla breve la storia della bandiera abbandonata
comincia agli inizi di Dicembre. Un forte vento montava insieme
ai festoni e alle stelline palline campanellini e soffia, soffia,
la bandiera è caduta dal balcone. Qualcuno con la coscienza
messa di traverso deve averla raccolta per la strada e lha
rimessa nel portone, in un angolo, tutta morta ammazzata. E li è
rimasta per due settimane buone perché nessuno lha
tolta dal suo cantuccio, né il legittimo proprietario, quello
della padellata, né altri. La bandiera della pace chera
ormai scolorita per essere stata un anno a soffrire le intemperie,
appesa ad un balcone. Penzolante da un balcone. Impiccata ad un
balcone. E abbandonata poi nel portone dun condominio cittadino.
Insieme a volantini pubblicitari colorati, coloratissimi, proprio
come la bandiera della pace. Si sa, a Natale sono più colorati
del solito questi volantini e invadono la terra. La terra già
piena di Champagne, Videocamere e televisori. Petti di pollo, carta
igienica e bambolocci, meringhe cerotti e abiti da sera. Siringhe,
pistole e autobomba. La terra piena anche di armi giocattolo, acqua
minerale con candeggina e senza, preservativi, pillole per venire,
per dimagrire, per gonfiarsi, per non pensare.
La terra stessa che poi in fondo è un enorme, gigantesca
pillola per non pensare.
In quel momento la sig.ra P. e sua figlia non potevano nemmeno immaginare
cosa stesse accadendo nella loro casa di Corso DItalia. Povere
loro, allipermercato cera una rappresentanza massiccia
di tutte le famiglie della città. Una gran confusione. Come
potevano accorgersi di ciò che stava accadendo a casa loro?
Il sig. P aveva provato a chiamare dal suo telefono cellulare. Legato
come un salame e al buio, era riuscito con una mano sola a sfilare
il cellulare dalla tasca e fare il numero di sua figlia che era
il primo dei numeri personali. Senza guardare, aveva fatto bene
i conti. Pulsante destro un clic poi due di quello sinistro. Aveva
fatto tutto per bene. Avrebbe dovuto rispondere la signorina P.
e lui avrebbe detto venite a liberarmi sto morendo dissanguato.Ma
in quel casino come potevano sentire sua moglie e sua figlia? In
quel momento la faccia della signorina P. era completamente sommersa
da bambole di pezza. Era fantastico! Una bambola in omaggio ogni
quindici euro. Un vero regalo!
Poi la voce dello speaker ha scatenato la felicità e non
si è capito più niente Tutte le reti nazionali
ed internazionali stanno diffondendo la notizia che finalmente lex
leader iracheno Saddam Hussein è stato arrestato! Buon Natale
Buon Natale Davvero!
La gente non riesce a trattenere la gioia. Finalmente! E stato
di certo Dio a volere che succedesse a Natale! Il nostro Dio non
certo il suo. Scene di giubilo si sono sprecate e tutti hanno festeggiato.
Fantastico. Nel reparto multimedia decine di schermi hanno mostrato
la faccia barbuta e segnata di sofferenza di un uomo, gli mettono
le mani in bocca, lo toccano, lo hanno in pugno
è finita
finalmente è Natale.
Il figlio del Sig. P. torna a casa e prima di entrare nel portone
saccorge che nella pizzeria sotto casa la tv ha raccolto intorno
a sé un conciliabolo di curiosi. Quella faccia barbuta è
in primo piano anche lì. Un marines rasato la sta ispezionando
come se cercasse i pidocchi. Quella deve essere una forma di civiltà
presume il figlio del sig. P. Certo. Poi, butta la siringa nel bidone
dellimmondizia. E uno rispettoso lui. Entra nel portone
e raccoglie la bandiera della pace abbandonata. Rientra nellappartamento
e il senso di alienazione scatenato dalla chetamina lo spinge a
verificare le condizioni di suo padre. Porca miseria cè
un rivolo di sangue che viene in qua da sotto la porta. Comincia
ad asciugare prima che arrivi qualcuno. Con la prima cosa che si
trova in mano, asciuga, asciuga. Apre la porta e continua ad asciugare.
Suo padre è in brutte condizioni, non parla, non respira,
è morto. Avvolge quella testa morta, mentre intorno a lui,
nellappartamento a fianco, al piano di sotto e a quello di
sopra , nei palazzi intorno, nelle città vicine, in Calabria,
nelle altre regioni, in Italia, in Europa,, in America, dappertutto,
gli uomini sono davvero felici. Hanno catturato Saddam Hussein,
i buoni hanno vinto, finalmente è Natale.
Quando la signorina P. è uscita dallipermercato, ha
controllato il telefonino. Mamma aveva chiamato papà
ha detto non abbiamo sentito in quel casino.-
silviostellato@yahoo.it
sommario
>>
<<
archivio
redazione@tamtamesegnalidifumo.com
|