Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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culti e culture nr 14 del 21 dicembre 2003
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La bandiera abbandonata

Finalmente è Natale.
Finalmente hanno catturato Saddam. Finalmente i buoni sentimenti fanno ciao ciao dalle baluginanti stelline, palline, campanellini appesi da palazzo a palazzo. Cuore fa rima con amore occhieggiando dagli addobbi avvolti agli alberi che normalmente soffocano tutto l’anno a causa dell’aria viziata del centro città; poi a Natale vengono legati come salami, avvolti e torturati dalle luci elettriche multicolore. È Natale, finalmente. Alè.
Il sig. P. è legato proprio come uno di quegli alberi. Nello sgabuzzino di casa sua a Corso D’Italia. Suo figlio si è rotto i coglioni e gli ha spezzato una gamba e dato una padellata in faccia, con la frissura dei cuddrurieddri. Poi lo ha trascinato fino allo sgabuzzino e lo ha legato per bene prima che riprendesse i sensi. Ha ripulito cassetti, portafogli e borsette che erano in casa ed è uscito.
Quando il sig. P. si è ripreso era tutto buio in quello sgabuzzino e la prima cosa che gli è venuta in mente è stata una bandiera della pace. Ma guarda tu!
Quella bandiera della pace che stava per terra in un angolo, morta ammazzata, nel portone del palazzo, ormai da due settimane buone. Quella stessa bandiera che per un anno era stata appesa al suo balcone e che, per dire la verità, al sig. P. non era mai andata giù, no. Ce l’aveva messa suo figlio sul balcone, lo stesso che gli aveva dato la padellata in faccia pochi minuti prima. Alla faccia della non violenza. Il sig. P. non condivideva. Non voleva che la sua famiglia passasse per una famiglia di rivoluzionari pacifisti. Comunque per farla breve la storia della bandiera abbandonata comincia agli inizi di Dicembre. Un forte vento montava insieme ai festoni e alle stelline palline campanellini e soffia, soffia, la bandiera è caduta dal balcone. Qualcuno con la coscienza messa di traverso deve averla raccolta per la strada e l’ha rimessa nel portone, in un angolo, tutta morta ammazzata. E li è rimasta per due settimane buone perché nessuno l’ha tolta dal suo cantuccio, né il legittimo proprietario, quello della padellata, né altri. La bandiera della pace ch’era ormai scolorita per essere stata un anno a soffrire le intemperie, appesa ad un balcone. Penzolante da un balcone. Impiccata ad un balcone. E abbandonata poi nel portone d’un condominio cittadino. Insieme a volantini pubblicitari colorati, coloratissimi, proprio come la bandiera della pace. Si sa, a Natale sono più colorati del solito questi volantini e invadono la terra. La terra già piena di Champagne, Videocamere e televisori. Petti di pollo, carta igienica e bambolocci, meringhe cerotti e abiti da sera. Siringhe, pistole e autobomba. La terra piena anche di armi giocattolo, acqua minerale con candeggina e senza, preservativi, pillole per venire, per dimagrire, per gonfiarsi, per non pensare.
La terra stessa che poi in fondo è un enorme, gigantesca pillola per non pensare.
In quel momento la sig.ra P. e sua figlia non potevano nemmeno immaginare cosa stesse accadendo nella loro casa di Corso D’Italia. Povere loro, all’ipermercato c’era una rappresentanza massiccia di tutte le famiglie della città. Una gran confusione. Come potevano accorgersi di ciò che stava accadendo a casa loro? Il sig. P aveva provato a chiamare dal suo telefono cellulare. Legato come un salame e al buio, era riuscito con una mano sola a sfilare il cellulare dalla tasca e fare il numero di sua figlia che era il primo dei numeri personali. Senza guardare, aveva fatto bene i conti. Pulsante destro un clic poi due di quello sinistro. Aveva fatto tutto per bene. Avrebbe dovuto rispondere la signorina P. e lui avrebbe detto “ venite a liberarmi sto morendo dissanguato”.Ma in quel casino come potevano sentire sua moglie e sua figlia? In quel momento la faccia della signorina P. era completamente sommersa da bambole di pezza. Era fantastico! Una bambola in omaggio ogni quindici euro. Un vero regalo!
Poi la voce dello speaker ha scatenato la felicità e non si è capito più niente – Tutte le reti nazionali ed internazionali stanno diffondendo la notizia che finalmente l’ex leader iracheno Saddam Hussein è stato arrestato! Buon Natale Buon Natale Davvero! –
La gente non riesce a trattenere la gioia. Finalmente! E’ stato di certo Dio a volere che succedesse a Natale! Il nostro Dio non certo il suo. Scene di giubilo si sono sprecate e tutti hanno festeggiato. Fantastico. Nel reparto multimedia decine di schermi hanno mostrato la faccia barbuta e segnata di sofferenza di un uomo, gli mettono le mani in bocca, lo toccano, lo hanno in pugno… è finita… finalmente è Natale.
Il figlio del Sig. P. torna a casa e prima di entrare nel portone s’accorge che nella pizzeria sotto casa la tv ha raccolto intorno a sé un conciliabolo di curiosi. Quella faccia barbuta è in primo piano anche lì. Un marines rasato la sta ispezionando come se cercasse i pidocchi. Quella deve essere una forma di civiltà presume il figlio del sig. P. Certo. Poi, butta la siringa nel bidone dell’immondizia. E’ uno rispettoso lui. Entra nel portone e raccoglie la bandiera della pace abbandonata. Rientra nell’appartamento e il senso di alienazione scatenato dalla chetamina lo spinge a verificare le condizioni di suo padre. Porca miseria c’è un rivolo di sangue che viene in qua da sotto la porta. Comincia ad asciugare prima che arrivi qualcuno. Con la prima cosa che si trova in mano, asciuga, asciuga. Apre la porta e continua ad asciugare. Suo padre è in brutte condizioni, non parla, non respira, è morto. Avvolge quella testa morta, mentre intorno a lui, nell’appartamento a fianco, al piano di sotto e a quello di sopra , nei palazzi intorno, nelle città vicine, in Calabria, nelle altre regioni, in Italia, in Europa,, in America, dappertutto, gli uomini sono davvero felici. Hanno catturato Saddam Hussein, i buoni hanno vinto, finalmente è Natale.
Quando la signorina P. è uscita dall’ipermercato, ha controllato il telefonino. – Mamma aveva chiamato papà – ha detto – non abbiamo sentito in quel casino.-

silviostellato@yahoo.it

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