Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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speciale nr 14 del 21 dicembre 2003
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Irlanda: il Vietnam d’occidente

continua dal nr 13 del 7 dicembre 2003>>

Il 1969 è l’anno cruciale, avviene la battaglia di Bogside, la Ruc attacca il quartiere nazionalista per eccellenza di Derry, la popolazione insorge e difende il quartiere, all’epoca l’IRA era abbastanza male armata e non molto numerosa, e si occupava prevalentemente di azioni di autodifesa dei quartieri nazionalisti, in quei frangenti avviene la saldatura tra il quartiere ed i Volunteers, molti si arruolano e sono pronti ad entrare in servizio attivo, dopo due giorni di duri scontri,tra barricate e lanci di molotov, la popolazione respinge la Ruc e le truppe paramilitari lealiste. A fine anno si giunge ad una frattura all’interno del movimento rivoluzionario irlandese, l’IRA si divide in due fazioni:Official e Provisionals,la base della divisione fu la convenienza o meno del portare avanti la lotta armata ed il perseguire l’unificazione nazionale in una prospettiva socialista. Questa divisione come tutte le divisioni, fece male al movimento di resistenza irlandese, numerosi furono gli scontri a fuoco tra le due fazioni e numerosi i caduti tra entrambe le parti. Ma questo fu anche il periodo delle azioni spettacolari, forse la più spettacolare la misero a segno gli artificieri dell’IRA a Dublino, quando fecero saltare in aria la statua di Nelson nel centro della città senza arrecare nessun tipo di danni alle strutture circostanti.Gli anni settanta si aprirono con un duro provvedimento presi dal governo britannico, infatti venne introdotto l’internamento senza processo dei sospetti appartenenti all’IRA, un colpo ancor più duro fu sferrato dai parà inglesi al popolo irlandese nel gennaio del 1972, a Derry, la gloriosa, come la chiamano molti repubblicani, durante una pacifica manifestazione 13 persone vennero assassinate, fu quello che dopo venne conosciuto come il Bloody Sunday. Grande ed indignata fu la risposta che venne data in tutto il mondo a quell’evento, vi furono scioperi ed incidenti in molte città del nord america, la situazione degenerò a Dublino, dove 30.000 manifestanti assaltarono e diedero fuoco all’ambasciata britannica. Come risposta il governo inglese inviò altri 20.000 uomini nelle zone liberate di Belfast e Derry, e nell’anno successivo istituì le Diplock court, dei tribunali senza giuria. Eventi fondamentali nella costruzione di un forte sentimento repubblicano furono anche una serie d’eventi verificatesi tra il 1974 ed il 1981, nel ’76 venne tolto il riconoscimento di prigionieri politici ai militanti dell’IRA, dunque dovevano secondo le regole, indossare la divisa carceraria,così i repubblicani diedero il via ad una famosa protesta detta “blanket”, perché usavano per coprirsi solo una coperta, e nel ’78 negli H-Block del carcere di Maze inizia la protesta del “no wash”, rifiutandosi di radersi, di lavarsi e di svuotare i buglioli. Ma è nell’80 che la protesta arriva al suo culmine, i militanti delle forze repubblicane iniziano uno sciopero della fame per riottenere lo status di prigionieri politici. Dopo 53 giorni di sciopero e dopo insistenti contatti tra le parti, lo sciopero viene sospeso in seguito a degli accordi, che non verranno mai rispettati da parte britannica. Nell’81 visto il non cambiamento della situazione 10 prigionieri repubblicani ripresero lo sciopero della fame e si lasciarono morire nel carcere di Maze, erano tutti volunteers dell’IRA tranne 2 che militavano nell’INLA, gruppo armato che faceva riferimento all’Irish Republican Socialist Party, essi sono conosciuti come “the H-Block marthyrs”, il più conosciuto è sicuramente Bobby Sands, che tra l’altro era stato anche eletto al parlamento di Westminster . Al suo funerale si recarono circa 100.000 persone, e le pipes suonarono l’aria I’ll wear no convict uniform (non indosserò l’uniforme dei carcerati). Per tutti gli anni ’80 la situazione nord irlandese è incandescente, è un susseguirsi di scontri a fuoco ed esplosioni su tutto il territorio e non, gli attacchi dell’IRA sono centinaia, e molti spettacolari, come nel 1984 quando viene piazzato un ordigno che farà esplodere l’albero di Brighton dove si teneva il congresso dei conservatori, partito al potere di cui Margaret “maggie” Thatcher era la massima rappresentante, oppure la clamorosa fuga di 38 membri dell’Ira dal carcere di Maze, o l’assassinio di tre volunteers a Gilbilterra da parte di soldati delle Sas (Special Air Force), e logicamente gli scontri con le forze paramilitari dei lealisti dell’UDF o dell’UVF. Gli anni ’90, più dei precedenti sono segnati da una serie di tregue unilaterali dichiarate dall’esercito di liberazione irlandese, i contatti tra le parti si fanno più fitti anche per mezzo dell’intercessione di molti paesi, che non vedevano di buon occhio questo Vietnam occidentale. Dunque a livello politico la situazione nel nord Irlanda sembra mutare aspetto, ma a livello militare lo scenario è sempre identico, la tregua viene rotta dall’IRA dopo 18 mesi con una bomba a Londra, il perché è molto semplice, mentre l’esercito di liberazione irlandese non portava colpi, i lealisti e la Ruc continuavano ad assassinare nazionalisti ed assaltare le enclavi cattoliche, dunque è facile capire la reazione di uomini che non hanno mai smesso di avere contatti con le comunità di provenienza. A livello politico è il 1998 a determinare un mutamento, in seguito alle pressioni del presidente statunitense Clinton si giunge agli accordi del “Venerdi Santo”, in base al quale bisognava creare una nuova assemblea, di un governo regionale e di organismi comuni a tutta l’Irlanda . Di seguito a questo accordo e alla tregua dell’IRA, iniziò il rilascio dei prigionieri politici irlandesi. La situazione odierna è complicata, le fazioni lealiste accusano molti dei loro rappresentanti di cedere potere ai nazionalisti, di facilitare la vita dei cattolici. Ancora esistono personaggi come il rev. Ian Paisley che incitano all’odio razziale contro i nazionalisti, ed esistono formazioni armate che continuano ad inviare pacchi bombe contro gente inerme, la scusa maggiore che queste formazioni portano a non sedersi al tavolo delle trattative è il disarmo completo dell’IRA, cosa che non avverrà mai, e che non può avvenire fintanto esisteranno cose come la Ruc, l’UDF e l’UVF. Ora siamo giunti alla fine di questo viaggio per cui è bene fare alcune considerazioni, la prima è la constatazione di come il facile abbaglio di una pace sbagliata non abbia potuto irretire l’orgoglio di questa gente, la sua voglia di combattere fino a che non si raggiunga una pace giusta, la certezza di trovare nella nobiltà di questa lotta il proprio riscatto. Ancora oggi essere un cattolico nazionalista in Nord Irlanda significa poter essere arrestato solo su la base di un sospetto e di restare per sette giorni nelle mani della polizia senza poter contattare un avvocato, e senza che nei tuoi riguardi sia formalmente mossa alcuna accusa. Significa vivere in case che tali non sono, e chiamarle fatiscenti è quasi un complimento, significa avere un futuro di disoccupazione che ti marchia sin dalla nascita, significa combattere ogni maledetto giorno per i diritti fondamentali che ogni uomo dovrebbe avere. In questa ottica, la lotta portata avanti dall’IRA e dal Sinn Fein assume una valenza che va oltre l’afflato eroico della gente d’Irlanda o della mitologia del sacrificio che da secoli pervade questa gente, la presenza militare britannica è una palese violazione del diritto di ogni popolo all’autodeterminazione. La società solidale, identitaria e fondamentalmente socialista prefigurata da IRA e Sinn Fein spaventa non solo Londra ma le stesse fondamenta del nuovo ordine mondiale, perché pone la possibilità di “società altre”, di differenti modi di vita e di gestione della cosa pubblica.Il buonismo ipocrita di chi condanna l’uso della violenza in Ulster ed altrove, rappresenta forse l’elemento più qualificante di quella lotta sociale: nessun popolo ha potuto conquistare la propria libertà senza lottare, e lo spauracchio delle rivoluzioni senza armi è lo stesso di quello che ha garantito 60 anni di dittatura sociale in questo paese, dove le bombe nelle piazze e sui treni sono state messe dai servizi segreti e dai loro cani fascisti. In Nord Irlanda si lotta, si uccide e si muore per la libertà, qui si ci fa comprare con un televisore più grande e con una nuova macchina. A conti fatti le sconfitte pesano di meno se le si ottiene lottando.
“Northmen,southmen, comrades all, Dublin, Belfast, Cork and Donegal ,we’re on the one road swinging along, singing a soldier’song ..... night is darkest just before the dawn, from dissension Ireland in rebon. Soon we’ll all, united irishmen, make our land a nation once again”

Bsk

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