Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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bacheca nr 13 del 7 dicembre 2003
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Talkin’ about my generation

Viaggio in tre città del mondo con Joseph Stiglitz

Seattle 1999. Siamo nel ventre della balena. La roccaforte dell’economia americana e dell’industria di base. Nella città di fabbriche immense e di commercio on-line, di grande ricchezza e grande ribellione, i grandi dell’economia si sono dati appuntamento per un summit periodico. Tra l’altro, la cronaca dei lavori è piuttosto monotona. Qualche volenteroso fa una menzione all’arretratezza informatica dei paesi in via di sviluppo, qualcun altro più scafato suggerisce che in quindici anni l’Africa sarà “il nostro secondo mercato”.
Il vero summit, storico davvero, è fuori dai palazzi blindati. Migliaia di persone si sono ritrovate per suggerire, proporre, modificare, cambiare, protestare. I risultati sono buoni: numerose associazioni che sono giunte sul posto in forma libera trovano interessanti punti di contatto. Molti di noi stanno a casa mentre i nostri tg nazionali diffondono le immagini dei manifestanti. Sono prese dalla Cnn, il colosso americano. Nessuna stretta di mano, nessun corteo, nessuna conferenza improvvisata. Nelle immagini scorrono solo scontri, schiaffi, sangue e resistenza. Joseph Stiglitz, economista, consigliere di Clinton, chief economist (economista dell’anno) per la Banca Mondiale, avverte: “Ho sentito proposte migliori nei cortei che in sala stampa. Dobbiamo tenerne conto”.
Genova 2001. Adesso siamo nell’ammazzatoio, una carneficina, raffiche di pestaggi e perquisizioni. Si chiariscono le componenti del movimento che lotta per modificare l’assetto della globalizzazione -assetto doppiamente dannoso, perché su larga scala destabilizza i paesi poveri, a livello locale garantisce sempre meno servizi e diritti al cittadino medio (in Italia, ne sappiamo qualcosa)-: ci sono gruppi pacifisti cattolici, la rete dei centri sociali, definiti da Le Monde, una specie di Corriere della Sera venduto in Francia, “la vera fucina culturale italiana”, ma anche gente formatasi nei partiti tradizionali che assume nuove posizioni. E c’è anche chi verso la politica non nutre alcun interesse, ma che avverte certi problemi a livello personale. Sempre, Stiglitz “la vera novità è rappresentata dall’ondata di contestazione nei paesi sviluppati”. Rispetto agli anni ’60 l’attivismo è forse meno ampio, ma più consapevole. In più, un ragazzo muore nel corso di un corteo. Cominciano a vedersi le sciarpe ultrà nei social forum. Alla stazione di Cosenza, l’indumento più diffuso è la maglia dei Nuclei Sconvolti. A Livorno e a Terni vengono esposti, poi fatti rimuovere, striscioni che invitano a fare chiarezza sull’uccisione del manifestante, Carlo Giuliani.
Cosenza 2002-2003. L’Europa ha cominciato a riderci dietro per le proposte sui bilanci calcistici. Insomma, a tutto pare che ci sia un limite. Siamo nell’allegra stagione dei maneggioni finanziari.
Cosenza diventa città dei diritti umani. Tutela della libertà d’espressione. Tutela del dissenso, in modo più o meno velato. Finché proponi, finché non danneggi, finché riesci ad attivarti in modo positivo, hai il pieno diritto ad esprimerti. Stiglitz non era a Cosenza. Ma si trovava a Seattle e a Genova. Sa poco delle inchieste giudiziarie, ma sa molto del fermento che c’è in Italia rispetto ad iniziative che sostengano progetti alternativi come il commercio equo e solidale, il diritto all’informazione, le manifestazioni culturali… Pisa, Ancona, Venezia, Genova e Cosenza, gli ultrà rinnovano la strana tendenza in occasione della manifestazione successiva alla scarcerazione di alcuni no-global precedentemente arrestati sulla base di un provvedimento contestato. Cosenza sovversiva? Già.
Ma da questo punto di vista, Stiglitz non si esalta e aggiunge “è pur necessario che ci sia qualcuno che descriva certi meccanismi dall’interno. Ideologia e militanza sembrano essere diventate discriminanti forti rispetto alla credibilità politica di quello che si dice. So che tutto ciò è profondamente ingiusto, ma attivismo e alternativa devono imparare a convivere, fa bene ad entrambi”.

Domenico Bilotti

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