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Una
trasferta lunga 1300 Km
E
un venerdì mattina, io sto lavorando e il mio turno finisce
alle 13:00; mentre lavoro mi arriva una telefonata, sono i miei
amici del mio gruppo e tra una parola e un'altra mi dicono che domenica
sarebbero andati a Rossano a vedere Corigliano-Cosenza; dopo aver
chiuso la telefonata mi assale una voglia immane, voglia di stadio,
voglia di curva, voglia di ultrà, ma non di una tifoseria
qualunque, ma della mia, del Cosenza. Mi dico tra me e me devo
esserci anchio.
Finisco di lavorare, vado in stazione e riesco a trovare un posto
a 12 euro sullespresso da Torino a Sibari. Alle 18:10 parto
e mi metto in viaggio alla volta della mia terra.
Il viaggio è lungo, dato che farò la linea adriatica,
ci metterò allincirca 14-15 ore, ma nonostante questo,
in treno riesco a beccare una compagnia di ragazzi della Basilicata
già di mia conoscenza (quando è piccolo il mondo..)
e tra due chiacchiere, il giornale, un bicchiere di buon vino e
qualche panino il viaggio vola , e dopo una breve pennichella
il mattino seguente dal finestrino del treno mi accorgo di essere
già quasi arrivato, si vede la gente nelle stazioni che va
a lavorare, i paesaggi tipici meridionali, e metaforicamente inizio
già a sentirmi a casa.
Ma mi sentirò ancor di più a casa quando il treno
varcherà il confine Basilicata-Calabria, e intravedo il cartello
Rocca Imperiale; ecco adesso si, sono in Calabria; i
miei amici lucanisono già scesi dal treno e io
sono solo e affacciandomi al solito finestrino guardo con un senso
di piacere e di allegria in me i paesaggi che mi scorrono quasi
come un nastro inserito nel videoregistratore con il tasto di scorrimento
veloce azionato; intravedo quelle terre aride appena seminate, le
montagne che il mio occhio conosce bene, il mare, e dato che è
una stupenda giornata, mi regala una visione stupenda con lacqua
e le sue onde che vanno a scagliarsi contro la riva. È sabato
mattina e io sono arrivato; la sera, in trepida attesa della partita
del giorno dopo, scorre in allegria con gli amici e la domenica
arriva subito.
In mattinata con amici vado a Corigliano (che dista da Sibari solo
13 km) a fare una giocata alla Snai, e lì intravedo i capi
ultras del Corigliano, tutti ragazzi che io conosco bene e ci lega
una vecchia e duratura amicizia. Quando mi dicono che nella partita
faranno cori pro-Cosenza e alzeranno quello striscione, mi sento
molto soddisfatto e contento, sono contento perché questi
ragazzi in parte si sentono anche loro cosentini, non come magari
qualche castruviddaru che, per darsi un tono e far credere
che esistono, si inventa di sana pianta una rivalità con
noi cosentini
..
Dopo pranzo parto, e dato che Rossano è vicina, mi sembra
paradossale pensare che il Cosenza giocherà cosi vicino,
di solito per noi della provincia è sempre una trasferta
anche quando i lupi giocano in casa, per non pensare poi alle lunghe
trasferte fatte in passato, quindi mi sembra strano che con soli
20 minuti di auto arriverò allo stadio dove gioca il Cosenza
.
Arriviamo subito e mi accorgo che non è cambiato niente per
noi rispetto alla serie B (anche il prezzo del biglietto, 7 euro!!!!
E meno male che siamo in serie D
. ) , con i miei amici posizioniamo
il nostro striscione NS Sibari fatto a mano da me anni
e anni fa, ma ora lasciato ai miei amici in modo che lo portino
loro in giro per questa serie D.
Latmosfera è veramente bella, la curva è sempre
la stessa, con i suoi cori, la sua allegria, i suoi odori,
con piacere ci riconosciamo e ci salutiamo con un ragazzo di Cosenza,
vecchio compagno di viaggio di una trasferta a Genova dell
96 (!!!!) , intravedo il vecchio amico Ettore che saluto con piacere
e gli altri ragazzi di Villapiana, anche loro sempre presenti
.
La partita inizia, i ragazzi del Corigliano, come mi avevano anticipato,
alzano quello striscione (Cosenza FC storia inedita, la D non vi
merita) accompagnato da un Cosenza, Cosenza applaudito
e molto gradito da noi cosentini, andiamo sotto di un gol, ma la
nostra curva con un tifo incessante (circa 1500 cosentini presenti)
guidano la squadra ad una inspirata vittoria.
In curva cè Canaletta e la sua mano e quella di altri
vecchi si sente eccome, noi dobbiamo ritenerci fortunati
ad avere guide come lui in curva, e su un prossimo numero di Tam
Tam vi spiegherò anche il perché
Il viaggio di ritorno per noi è breve, ma nonostante ciò,
è un carosello di auto imbandite di rossoblu festante; è
veramente troppo bello
Il lunedì ripartirò, contento di questa vittoria,
contento perché, pur abitando a 1300 km, sono riuscito già
a vedermi tre partite del Cosenza, contento per aver riabbracciato
la mia terra
..
Il martedì sarò di nuovo al lavoro e parlando del
weekend trascorso con i colleghi, dico loro quello che ho fatto,
alcuni non ci credono, altri ridono e dicono che io sia un pazzo
a farmi 1300 km per una squadra in serie D
Ma a me non
importa, perché la nostra fede non ha categorie, ti forgia
il cuore e ti permette anche di fare una trasferta lunga 1300 km
Alessandro
Morelli
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