Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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bacheca nr 13 del 7 dicembre 2003
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Una trasferta lunga 1300 Km

E’ un venerdì mattina, io sto lavorando e il mio turno finisce alle 13:00; mentre lavoro mi arriva una telefonata, sono i miei amici del mio gruppo e tra una parola e un'altra mi dicono che domenica sarebbero andati a Rossano a vedere Corigliano-Cosenza; dopo aver chiuso la telefonata mi assale una voglia immane, voglia di stadio, voglia di curva, voglia di ultrà, ma non di una tifoseria qualunque, ma della mia, del Cosenza. Mi dico tra me e me “devo esserci anch’io”.
Finisco di lavorare, vado in stazione e riesco a trovare un posto a 12 euro sull’espresso da Torino a Sibari. Alle 18:10 parto e mi metto in viaggio alla volta della mia terra.
Il viaggio è lungo, dato che farò la linea adriatica, ci metterò all’incirca 14-15 ore, ma nonostante questo, in treno riesco a beccare una compagnia di ragazzi della Basilicata già di mia conoscenza (quando è piccolo il mondo..) e tra due chiacchiere, il giornale, un bicchiere di buon vino e qualche panino il viaggio “vola” , e dopo una breve pennichella il mattino seguente dal finestrino del treno mi accorgo di essere già quasi arrivato, si vede la gente nelle stazioni che va a lavorare, i paesaggi tipici meridionali, e metaforicamente inizio già a sentirmi a casa.
Ma mi sentirò ancor di più a casa quando il treno varcherà il confine Basilicata-Calabria, e intravedo il cartello “Rocca Imperiale”; ecco adesso si, sono in Calabria; i miei amici “lucani”sono già scesi dal treno e io sono solo e affacciandomi al solito finestrino guardo con un senso di piacere e di allegria in me i paesaggi che mi scorrono quasi come un nastro inserito nel videoregistratore con il tasto di scorrimento veloce azionato; intravedo quelle terre aride appena seminate, le montagne che il mio occhio conosce bene, il mare, e dato che è una stupenda giornata, mi regala una visione stupenda con l’acqua e le sue onde che vanno a scagliarsi contro la riva. È sabato mattina e io sono arrivato; la sera, in trepida attesa della partita del giorno dopo, scorre in allegria con gli amici e la domenica arriva subito.
In mattinata con amici vado a Corigliano (che dista da Sibari solo 13 km) a fare una giocata alla Snai, e lì intravedo i capi ultras del Corigliano, tutti ragazzi che io conosco bene e ci lega una vecchia e duratura amicizia. Quando mi dicono che nella partita faranno cori pro-Cosenza e alzeranno quello striscione, mi sento molto soddisfatto e contento, sono contento perché questi ragazzi in parte si sentono anche loro cosentini, non come magari qualche “castruviddaru” che, per darsi un tono e far credere che esistono, si inventa di sana pianta una rivalità con noi cosentini…..
Dopo pranzo parto, e dato che Rossano è vicina, mi sembra paradossale pensare che il Cosenza giocherà cosi vicino, di solito per noi della provincia è sempre una trasferta anche quando i lupi giocano in casa, per non pensare poi alle lunghe trasferte fatte in passato, quindi mi sembra strano che con soli 20 minuti di auto arriverò allo stadio dove gioca il Cosenza….
Arriviamo subito e mi accorgo che non è cambiato niente per noi rispetto alla serie B (anche il prezzo del biglietto, 7 euro!!!! E meno male che siamo in serie D…. ) , con i miei amici posizioniamo il nostro striscione “NS Sibari” fatto a mano da me anni e anni fa, ma ora lasciato ai miei amici in modo che lo portino loro in giro per questa serie D.
L’atmosfera è veramente bella, la curva è sempre la stessa, con i suoi cori, la sua allegria, i suoi “odori”, con piacere ci riconosciamo e ci salutiamo con un ragazzo di Cosenza, vecchio compagno di viaggio di una trasferta a Genova dell’ 96 (!!!!) , intravedo il vecchio amico Ettore che saluto con piacere e gli altri ragazzi di Villapiana, anche loro sempre presenti….
La partita inizia, i ragazzi del Corigliano, come mi avevano anticipato, alzano quello striscione (Cosenza FC storia inedita, la D non vi merita) accompagnato da un “Cosenza, Cosenza” applaudito e molto gradito da noi cosentini, andiamo sotto di un gol, ma la nostra curva con un tifo incessante (circa 1500 cosentini presenti) guidano la squadra ad una inspirata vittoria.
In curva c’è Canaletta e la sua mano e quella di altri “vecchi” si sente eccome, noi dobbiamo ritenerci fortunati ad avere guide come lui in curva, e su un prossimo numero di Tam Tam vi spiegherò anche il perché……
Il viaggio di ritorno per noi è breve, ma nonostante ciò, è un carosello di auto imbandite di rossoblu festante; è veramente troppo bello…
Il lunedì ripartirò, contento di questa vittoria, contento perché, pur abitando a 1300 km, sono riuscito già a vedermi tre partite del Cosenza, contento per aver riabbracciato la mia terra…..
Il martedì sarò di nuovo al lavoro e parlando del weekend trascorso con i colleghi, dico loro quello che ho fatto, alcuni non ci credono, altri ridono e dicono che io sia un pazzo a farmi 1300 km per una squadra in serie D…… Ma a me non importa, perché la nostra fede non ha categorie, ti forgia il cuore e ti permette anche di fare una trasferta lunga 1300 km……

Alessandro Morelli

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