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Fedeli
ad un sogno... per sempre!
Apro
gli occhi, il tempo di un caffè e mi ritrovo in un treno
che corre veloce sulla strada ferrata con destinazione Roma. Guardo
fuori dal finestrino e vedo scorrere una dopo l'altra le stazioni
che ho visto tante volte con una sciarpa al collo. Seduti qualche
posto più in là scorgo dei ragazzi avvolti nelle loro
sciarpe, sono nero-azzurre, sono interisti e vanno a Torino a vedere
la loro squadra. Prendo il giornale che ho comprato in città
prima di partire e potrebbe anche esserci un articolo sulla fine
del mondo in prima pagina, ma io vado direttamente al foglio numero38
a leggere della mia squadra.
Scopro che i ragazzi partiranno in piena notte per seguire quei
due colori fino ad Agrigento... mi sento un traditore, mi vergogno
e mi maledico...la squadra sta andando nel profondo sud della
Sicilia, io invece verso Roma. Penso di scendere dal treno e tornare
indietro, ma non lo faccio perché cerco di convincermi che
morire d'amore per undici mutandati sia una pura follia... ma non
mi convinco a pieno e rimango perplesso per tutto il viaggio!
Sono le tre di notte di sabato e mi trovo in un pub cupo nei pressi
di Santa Maria Maggiore con una Guinness in mano e ripenso in silenzio,
perché gli altri sono troppo ubriachi per ascoltarmi, ai
viaggi che tanti ragazzi che si divertono a tagliare a metà
la loro giornata e partire per soddisfare una passione che li divora,
che ci divora. Mi chiedo il perché di tutto questo.
In mente ho solo due soluzioni: la prima è quella che spesso
mi suggerisce mia madre: "siete malati"; la seconda è
quella che propongo io..."siamo ultrà"!
Siamo ultrà. Non importa per quale squadra si faccia il tifo,
non fa differenza che colori avessero le sciarpe di quei ragazzi
in treno, la vera differenza è quella che c'è fra
i tifosi di una qualsiasi squadra e gli indifferenti. Infelici,
non sanno cosa si perdono! Ore ed ore di pensieri cupi, paure strozzate
e sofferenze incredibili, ma anche rare e formidabili
godurie!
Siamo ultrà. Nella vita abbiamo cambiato tutto: amori, amici,
donne, partiti politici e fedi religiose, ma mai la squadra del
cuore. Quante volte abbiamo minacciato a noi stessi di farlo dopo
un'umiliazione particolarmente dura!
Le massime punizioni che sono riuscito ad infliggermi sono state
periodi di freddezza, scioperi del tifo che non hanno mai varcato
la soglia della domenica successiva.
Siamo ultrà. Sappiamo che i giocatori sono mercenari senz'anima,
gli allenatori preferiscono i muscoli allo spettacolo ed i dirigenti
pensano solo a spremere soldi ai "fessi" come noi.. .ma
poco importa! Giocatori, allenatori e dirigenti rappresentano gli
omini del calciobalilla. Quelli che giocano davvero siamo noi.
Noi che ci becchiamo il freddo sugli spalti o divoriamo sigarette,
birre, vino e adrenalina davanti ad un rettangolo verde. Le loro
facce passano, le nostre no. Per questo la squadra appartiene solo
a noi. Fedeli ad un sogno, per sempre!
Lorenzo
Capalbo
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