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Alla
rovescia
.
Poesie
in vernacolo. Allagrodolce
Questa
è una storia scritta da chi resiste in ogni modo, con ogni
mezzo in questo mondo fatto di strade solcate da persone che vivono
di indifferenza, di apparenza e di abitudine.
Cosenza non è immune a quanto sinora detto e nel suo complesso
ha una stratificazione sociale che le permette di esprimere uninfinità
di anime. Queste anime non possono passare inosservate, in loro
vivono i pregi e difetti di questo popolo , bisogna comunque cercare
di vederle da diverse angolazioni e con luci differenti.
Così Sergio Crocco ha osservato nitidamente queste anime
affannate, con quel suo fare diretto, quello sguardo giocoso e complice,
che lo contraddistingue.
Questa è anche un storia di resistenza perché Sergio
è un resistente, ma non uno di quelli a nonna, come
direbbe il mio caro amico Giuliano Hood, ma un vero resistente,
uno di quelli che amano praticare le proprie idee. Per questo ARA
MMERSA, oltre a rappresentare un sforzo poetico notevole ed
ammirabile, vive dellanima e della fantasia del suo autore.
Composto da quarantasette (credo la matematica non è mai
stata il mio forte) poesie in vernacolo, ricorda e celebra i fasti
della poesia dialettale, peraltro mai sopiti nella città
dei Bruzii, rinnova e conferma la capacità di produzioni
dal basso. Quel basso che Canaletta (al secolo Sergio Crocco) pratica
e ha praticato e che ha cercato di elevare, non nella scala sociale,
da quando come se fosse stato colto da unilluminazione è
rimasto vittima di una visione rovesciata della società.
Nascendo nel popoloso e popolare quartiere di Via Popilia, crescendo
sulla balaustra del San Vito e lavorando alacremente per lenire
e rispondere ai bisogni dei diseredati, è stato accarezzato
dalla luce della dignità umana e della giustizia sociale.
È proprio nel rovescio della vita che si innestano le paure,
i patimenti e le sofferenze di noi poveri mortali, che restiamo
sempre soggetti non solo allocchio vigile di Sergio, ma soprattutto
a uno stile di vita insostenibile.
Quella vita che ci consiglia di aderire ai codici comportamentali,
che ci porta allo stremo delle forze fisiche e mentali, quella vita
che ci fa imbavagliare per dieci ore di fila da una cravatta.
Scevro dei suoi pseudonimi, Sergio sembra ancora più reale
di quello che si conosce nella pratica quotidiana e anche se tremo
al sol immaginare quello che pensa di me e a quale suo personaggio
mi accosti quando mi avvista semplicemente, riconosco che dalla
sostanza e dalla durezza della cocente verità dipinta da
Sergio, non possiamo che sentirci chiamati tutti ad una riflessione
profonda: che nonostante i sogni di Canals, Norina Lemio, Micu u
Pulice, Du luzzitanu non sopiranno mai , Bella è la
parola che non rimane idea, ma stupenda è lidea che
diventa pratica.
Giandomenico
Carino
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