Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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per le strade di Cosenza nr 12 del 16 Novembre 2003
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Lavoro,disoccupazione, educazione alla legalità e disagio sociale

La storia, le vicende e le aspettative della cooperativa sociale Polemos

La città di Cosenza e la sua amministrazione comunale, nel corso di queste ultime legislature, hanno dimostrato nei fatti il forte impegno assunto nei confronti dei cittadini disoccupati e di quanti vogliano dedicare la propria vita e il proprio lavoro alla risoluzione di problemi reali.
Per questo, in collaborazione con gli altri enti territoriali, l’amministrazione comunale ha cercato, nel limite delle sue possibilità, di sostenere tutto il microcosmo di collettività che si affacciato negli anni alla sfida con le tematiche sociali.
In questa galassia deve essere certamente inclusa la cooperativa sociale POLEMOS, venuta alla luce nel mese di Marzo dell’anno 2001 e che dopo alterne vicende si appresta a divenire protagonista nella nostra città.
Dalla voce convinta di una delle due presidentesse, nonché ideatrice di Polemos, la signora Raffaella Spadafora si evince chiaramente la grande voglia di lavorare al fianco dei disagiati e degli emarginati.
“Perché sono cresciuta in quartiere popolare e anche se non vivo più lì, non dimentico e non potrei dimenticare mai quanti problemi devono affrontare ogni giorno le persone in difficoltà, senza l’aiuto di nessuno e nella totale indifferenza del resto della cittadinanza”.
-Per questo è stata fondata la cooperativa POLEMOS?
“Soprattutto per questo motivo, anche perché volevamo fare qualcosa di importante per la nostra città che tanto amiamo. I soci della cooperativa sono circa quaranta e sono stati tutti impegnati dopo la nascita della Polemos in un corso di formazione, cofinanziato dalla Provincia di Cosenza, finalizzato alla creazione della figura professionale di VIGILE SOCIALE”.
-Quali caratteristiche sono peculiari alla figura professionale di VIGILE SOCIALE?
“Il vigile sociale non deve essere scambiato e neanche associato semplicemente alla figura e al ruolo del poliziotto di quartiere o del vigile di quartiere, perché l’opera del vigile sociale è rivolta ad altri aspetti della vita di tutti i giorni, che esulano dal mantenimento dell’ordine pubblico”.
-In particolare, quali sono gli aspetti del vissuto urbano che potranno rientrare nella competenza del Vigile sociale?
“La nostra opera alle dipendenze comunali, comincerà a breve, precisamente dal primo Dicembre 2003, e sarà finalizzata sostanzialmente all’aiuto e al supporto dei soggetti definiti deboli, cioè tutte le fasce sociali ritenute svantaggiate”.
-Attraverso quali strade vorreste sostenere e affiancare i soggetti “deboli”?
“Per prima cosa vogliamo impegnarci nell’educazione alla legalità dei giovani e nella presenza costante nelle vie, nei quartieri e nella vita del cittadino, per poter meglio intercettare il bisogno di aiuto e la necessità di supporto che molte volte vuoi per indolenza delle istituzioni, vuoi per sfiducia dei cittadini stenta ad arrivare all’orecchio e alle possibilità di chi è preposto alla risoluzione dei malesseri sociali”
-Un sorta di mediatore sociale?
“Si, difatti i cittadini non si avvicinano spontaneamente alle istituzioni e di conseguenza hanno poco rispetto di tutto quello che viene considerato “Pubblico”, la nostra opera è finalizzata anche alla creazione di una nuova coscienza urbana”.
- Avete già prestato la vostra opera nella città di Cosenza?
“In passato abbiamo operato dinanzi agli edifici scolastici e più in generale per le strade della città, affiancando in alcune occasioni i vigili urbani nella loro opera, anche se sono state tutte prestazioni a titolo gratuito”.
-Non è prevista nessuna retribuzione per il lavoro da voi prestato?
“Finora il nostro lavoro non è stato retribuito, ma sembra che le cose stiano per cambiare, dopo le nostre vibranti proteste, si sono chiariti degli equivoci che si erano creati con l’amministrazione comunale”.
-Nuovi orizzonti per la vostra cooperativa?
“Grazie anche all’impegno del consigliere comunale Ciacco, siamo riusciti a discutere in modo costruttivo con l’esecutivo comunale e finalmente abbiamo avuto un incontro chiarificatore con il Sindaco, che ha preso l’impegno di retribuirci da Dicembre e di metterci nelle voci di bilancio preventivo per il prossimo anno, inoltre siamo anche in attesa dei contributi regionali”.
- Cosa pensate delle proteste che gli enti territoriali rivolgono al governo riguardo la nuova finanziaria? Secondo voi avrà ripercussioni sulla vostra iniziativa?
“Noi siamo abituati a questo; è già accaduto nel 2003. Per il futuro speriamo si rispettino gli impegni assunti dagli enti territoriali, visto che siamo a conoscenza di quale bisogno di legalità abbia la nostra città e il nostro intero paese. Crediamo fortemente nel progetto da noi presentato in piena corrispondenza con gli obiettivi fissati dalla Comunità Europea. Mi preme chiudere questa intervista con un messaggio di solidarietà nei confronti di Radio Ciroma, minacciata da un assurdo provvedimento coercitivo di chiusura. Questa radio ha dato voce anche a noi ed ha storicamente rappresentato un presidio di democrazia in questa città. Se il Ministero dovesse veramente arrivare ad imporne l’oscuramento, sarebbe un oltraggio a tutti i cosentini”.
Solo nel mese di dicembre p.v. sapremo come andrà a finire la vicenda POLEMOS, di questo vi daremo ragguagli, con la speranza che altre quaranta persone accedano ad una retribuzione permanente e che le promesse non restino solamente tali.

Giandomenico Carino

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