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Lavoro,disoccupazione,
educazione alla legalità e disagio sociale
La storia,
le vicende e le aspettative della cooperativa sociale Polemos
La
città di Cosenza e la sua amministrazione comunale, nel corso
di queste ultime legislature, hanno dimostrato nei fatti il forte
impegno assunto nei confronti dei cittadini disoccupati e di quanti
vogliano dedicare la propria vita e il proprio lavoro alla risoluzione
di problemi reali.
Per questo, in collaborazione con gli altri enti territoriali, lamministrazione
comunale ha cercato, nel limite delle sue possibilità, di
sostenere tutto il microcosmo di collettività che si affacciato
negli anni alla sfida con le tematiche sociali.
In questa galassia deve essere certamente inclusa la cooperativa
sociale POLEMOS, venuta alla luce nel mese di Marzo dellanno
2001 e che dopo alterne vicende si appresta a divenire protagonista
nella nostra città.
Dalla voce convinta di una delle due presidentesse, nonché
ideatrice di Polemos, la signora Raffaella Spadafora si evince chiaramente
la grande voglia di lavorare al fianco dei disagiati e degli emarginati.
Perché sono cresciuta in quartiere popolare e anche
se non vivo più lì, non dimentico e non potrei dimenticare
mai quanti problemi devono affrontare ogni giorno le persone in
difficoltà, senza laiuto di nessuno e nella totale
indifferenza del resto della cittadinanza.
-Per questo è stata fondata la cooperativa POLEMOS?
Soprattutto per questo motivo, anche perché volevamo
fare qualcosa di importante per la nostra città che tanto
amiamo. I soci della cooperativa sono circa quaranta e sono stati
tutti impegnati dopo la nascita della Polemos in un corso di formazione,
cofinanziato dalla Provincia di Cosenza, finalizzato alla creazione
della figura professionale di VIGILE SOCIALE.
-Quali caratteristiche sono peculiari alla figura professionale
di VIGILE SOCIALE?
Il vigile sociale non deve essere scambiato e neanche associato
semplicemente alla figura e al ruolo del poliziotto di quartiere
o del vigile di quartiere, perché lopera del vigile
sociale è rivolta ad altri aspetti della vita di tutti i
giorni, che esulano dal mantenimento dellordine pubblico.
-In particolare, quali sono gli aspetti del vissuto urbano che potranno
rientrare nella competenza del Vigile sociale?
La nostra opera alle dipendenze comunali, comincerà
a breve, precisamente dal primo Dicembre 2003, e sarà finalizzata
sostanzialmente allaiuto e al supporto dei soggetti definiti
deboli, cioè tutte le fasce sociali ritenute svantaggiate.
-Attraverso quali strade vorreste sostenere e affiancare i soggetti
deboli?
Per prima cosa vogliamo impegnarci nelleducazione
alla legalità dei giovani e nella presenza costante nelle
vie, nei quartieri e nella vita del cittadino, per poter meglio
intercettare il bisogno di aiuto e la necessità di supporto
che molte volte vuoi per indolenza delle istituzioni, vuoi per sfiducia
dei cittadini stenta ad arrivare allorecchio e alle possibilità
di chi è preposto alla risoluzione dei malesseri sociali
-Un sorta di mediatore sociale?
Si, difatti i cittadini non si avvicinano spontaneamente
alle istituzioni e di conseguenza hanno poco rispetto di tutto quello
che viene considerato Pubblico, la nostra opera è
finalizzata anche alla creazione di una nuova coscienza urbana.
- Avete già prestato la vostra opera nella città di
Cosenza?
In passato abbiamo operato dinanzi agli edifici scolastici
e più in generale per le strade della città, affiancando
in alcune occasioni i vigili urbani nella loro opera, anche se sono
state tutte prestazioni a titolo gratuito.
-Non è prevista nessuna retribuzione per il lavoro da voi
prestato?
Finora il nostro lavoro non è stato retribuito,
ma sembra che le cose stiano per cambiare, dopo le nostre vibranti
proteste, si sono chiariti degli equivoci che si erano creati con
lamministrazione comunale.
-Nuovi orizzonti per la vostra cooperativa?
Grazie anche allimpegno del consigliere comunale
Ciacco, siamo riusciti a discutere in modo costruttivo con lesecutivo
comunale e finalmente abbiamo avuto un incontro chiarificatore con
il Sindaco, che ha preso limpegno di retribuirci da Dicembre
e di metterci nelle voci di bilancio preventivo per il prossimo
anno, inoltre siamo anche in attesa dei contributi regionali.
- Cosa pensate delle proteste che gli enti territoriali rivolgono
al governo riguardo la nuova finanziaria? Secondo voi avrà
ripercussioni sulla vostra iniziativa?
Noi siamo abituati a questo; è già accaduto
nel 2003. Per il futuro speriamo si rispettino gli impegni assunti
dagli enti territoriali, visto che siamo a conoscenza di quale bisogno
di legalità abbia la nostra città e il nostro intero
paese. Crediamo fortemente nel progetto da noi presentato in piena
corrispondenza con gli obiettivi fissati dalla Comunità Europea.
Mi preme chiudere questa intervista con un messaggio di solidarietà
nei confronti di Radio Ciroma, minacciata da un assurdo provvedimento
coercitivo di chiusura. Questa radio ha dato voce anche a noi ed
ha storicamente rappresentato un presidio di democrazia in questa
città. Se il Ministero dovesse veramente arrivare ad imporne
loscuramento, sarebbe un oltraggio a tutti i cosentini.
Solo nel mese di dicembre p.v. sapremo come andrà a finire
la vicenda POLEMOS, di questo vi daremo ragguagli, con la speranza
che altre quaranta persone accedano ad una retribuzione permanente
e che le promesse non restino solamente tali.
Giandomenico
Carino
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