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Questa
nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico
quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza,
zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via
internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro
giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni,
la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per
l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide
con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media
e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una
valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che
finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando
le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi
racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella
mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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Una
ragazza che diventa Curvaiola
Tratto
da una reale testimonianza di una Rebel Fan
La
vedi la prima volta allo stadio carina pettinata persino ben vestita
e un'aria da tenera imbambolata mista a quella che di calcio ne
capisce abbastanza (solo perché ne ha sentito parlare) e
lo stupore di una che invece è entrata nello stadio per la
prima volta e si è resa conto di quanto è immenso
e di come cavolo si fanno a passare la palla i giocatori da un'estremità
a un'altra (senza contare l'espressione schifata di quando lanciano
invece le loro maglie e i pantaloncini per giunta, inzuppate di
sudore sugli spalti...). Una ragazza è pur sempre una dolce
fanciulla preoccupata quando per la prima volta si appresta a metter
piede oltre il limite invalicabile dell'antistadio e non disdegna
la sua somma educazione da teatro una volta sugli spalti... Scusa
è occupato qui...? Magari a un omone-tifoso con uno
di quegli spinelli (spinelli è il perfetto italiano di un
sinonimo quanto mai inusuale sulla bocca di una donzella) che la
inondano di un odore talmente sballoso che di botto la tipa si ritrova
li in mezzo ad una calca di ragazzi abbracciati e non si sa come
e non si sa perché anche lei inizia rituali di vittoria scaramantici..."
tu eri li quando abbiamo vinto"... "il tamburo era più
in là, alla destra di quello piccolo"... "mettiti
la stessa maglia"... e anche lei arricchisce il suo vocabolario
e il suo bagaglio culturale con espressioni loquaci di facile scorrevolezza...
"e inculacchitèmuartu".... "pisciatùùùùù"...
senza contare le risate moltiplicate con il proprio personale boccino
di vino sotto braccio e presente in ogni trasferta... mentre prima
una bottiglia di vino le passava sotto gli occhi ogni minuto secondo
durante le partite e sempre la rifiutava che vasà che c'è
dentro... ora che sborsa i suoi bei soldini, la bottiglia non passa
più... e se prima tutti quegli abbracci e baci che si ritrovava
ad accettare con un po di timore reverenziale e distacco ad
ogni tanto desiderato goal (di nascosto incrociava le dita affinché
quel supplizio finisse in un qualsiasi modo sperando che il Cs non
segnasse più ottenendo comunque una vittoria o quantomeno
un pareggio, per non dover sopportare ancora lo sbattersi di tutti
quei ragazzi che la alzavano come una bandiera quasi, dalla loro
infinita allegria) lei si imbarazzava e nell'impaccio non sapeva
che comportamento adottare, ora si ritrovava a preparare le partite
e gli striscioni, a giocare con una sfrenata voglia di vincere (ovviamente
sul campo!) a tressette e a farsi dieci segni della croce di continuo
velocissimi e certamente ingarbugliati di fronte a rigori punizioni
ecc ecc ecc ecc... Oggi questa vecchia rebel fan è una divertentissima
signora con due figlioletti angelici. E si nota in lei un qualcosa
che la distingue dalle altre signore. Lei vanta un passato da ultrà,
un passaporto di allegria, che mi ha raccontato una parte dei suoi
10 anni vissuti in curva col marito (suppongo il fidanzato di allora)
tutti d'un fiato! I suoi ricordi sono talmente nitidi (quell'avventura
di Cosenza lecce nel 98, l'esperienza sognante di Giorgi)
e anche se è difficile rivederla allo stadio perché
"ogni cosa ha un suo tempo", lei mi ha lasciato così
(che è anche un po se volete la morale di questa testimonianza):
ovunque saremo la fede mai morrà!
Concetta
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