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We
sweet blood
Danko
jones Bad taste records - 2003
Il
terzetto canadese ritorna dopo circa un anno sulle scene con We
Sweet Blood, poderoso album, per la svedese Bad Taste Records
e registrato tra Toronto e la Svezia appunto, presso i mitici Polar
Studio di Stoccolma, che di polare avranno il nome, ma non certo
i suoni, tuttaltro che freddi!! Dicevamo dopo un anno, passato
a calcare i palchi di mezzo mondo, vecchi e nuovi continenti invasi
dallenergia live dei nostri. Diciamocelo subito. Il lavoro
è davvero notevole. Già dallartwork si intuisce
qualcosina
linizio, per quanto riguarda la musica, non
poteva essere migliore. Forget my name, riff martellante,
semplice che ti entra in circolo immediatamente
roba che non
si dimentica. Il loro è puro e semplice rocknroll,
molto fisico e diretto che concede poco o niente ai
fronzoli ed alle tentazioni della modernità in campo musicale,
restando comunque semplice, fresco e rabbioso. Per chi non avesse
mai avuto il piacere di ascoltare i D.J. provate ad immaginare gli
ultimi lavori della Rollins Band
ed il pranzo è
servito!! Dance è sicuramente il pezzo più
incredibilmente pazzo dellalbum. Intro discotecara
ma subito a seguire una poderosa e serratissima sezione dei canadesi
ed il cantato di Danko, davvero al top in questo momento, energia
(molta) e melodia a tratti!! Quello che più colpisce è
la rabbia con cui ogni singola nota, ogni singolo riff viene eseguito.
Danko, dicevamo, non si risparmia al microfono, tantomeno alla chitarra,
il suo riffing non è cambiato da Born a Lion,
precedente uscita, limpatto sonoro flirta con
la semplicità dellesecuzione
il risultato? Canzoni
quali I love living in the city vi daranno la risposta
con
I want you il terzetto sembra pescare ispirazione
nel punk-garage, una delle canzoni più veloci del disco
Wait
a minute accelera ancor di più i tempi, il pezzo è
divertente, davvero bello il coretto Yeah Yeah (!!)
cantato da un gruppo di signorine, vera e propria passione di Mr.
Danko da Toronto, ed infatti
basta leggere i testi di quasi
tutti i pezzi per rendersene conto!! Una cosa che assolutamente
non passa inosservata dallascolto del cd è anche la
varietà stilistica di ogni singola song. Un pezzo come Strut
mette in risalto un suono molto americano, un rocknroll
con parti bluesy e street, molto yankee nellattitudine. Ed
a proposito, Hearthbreaks a blessing notevolissima
traccia che altresì ci fa comprendere lamalgama dei
tre musicisti
John Calabrese al basso (orgoglio cosentino!!
È dei nostri
punto e basta!!) e Damon Richardson alla
batteria, oltre il pluricitato Danko, danno una delle prove migliori
allinterno delle 12 canzoni (13 per i fortunati come il sottoscritto,
che si accaparreranno la versione digi!!), a voler dimostrare che
anche in contesti di relativa rilassatezza basta poco
(a loro!!) per schiaffeggiarti con la musica (come dicono
gli americani
they kick some ass!!). E cambiamo nuovamente
atmosfere
Home to hell dannatamente (e non poteva
essere altrimenti visto il titolo!!) oscura, heavy-rock a tutta
forza ed uninterpretazione molto particolare alla voce. Vi
guarderete alle spalle
aprirete gli armadi alla ricerca del
maligno
ma dovrete andare ad un loro concerto per esorcizzare
le vostre paure!! Vi serve un pezzo per un party a base di alcool,
donne (uomini!!) e rocknroll?? Lavete trovato
Hot Damn Woman
trascinante nel ritornello potente nel
riff che mantiene sempre la sua semplicità, ma, ragazzi
che groove! Ora, invece, tenetevi forte alla vostra poltrona, perché
con The Cross sarete catapultati nel pezzo sicuramente
più violento, dimpatto dellintero disco. Danko
urla tutta la sua rabbia, testo incazzatissimo (
nail
you to the cross
è il verso ripetuto, urlato
allo spasimo
vorremmo sapere chi ha ispirato Danko a tanta
violenza verbale!!) e suono ai confini con lhard core. La
sensualità di Love Travel ci accompagna
verso il finale del cd, il pezzo ha una struttura anomala rispetto
a tutto quello ascoltato sin ora, anche se il trademark
è quello
oscura, tirata ed energetica al punto giusto.
We Sweet Blood che da il titolo al cd ci riporta sulle
coordinate più consone ai Danko Jones, attitudine live, suoni
ruvidi e solita immediatezza, da parte di chi ascolta, nellassimilare
ogni singolo passaggio
facile a dirsi
non altrettanto
a farlo. E come dicevamo, per i più fortunati una chicca.
Woogie Bolgie, bonus track presente nella versione digipack,
una scarica di energia ed adrenalina allo stato puro, nella migliore
tradizione più elettrificata del rocknroll made
in USA. Cosaltro aggiungere? Il fuoco del rock è ormai
attizzato
provate ora voi a spegnerlo!
Pasquale
Redazione Musicale radio ciroma
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