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culti e culture nr 12 del 16 Novembre 2003
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We sweet blood

Danko jones – Bad taste records - 2003

Il terzetto canadese ritorna dopo circa un anno sulle scene con “We Sweet Blood”, poderoso album, per la svedese Bad Taste Records e registrato tra Toronto e la Svezia appunto, presso i mitici Polar Studio di Stoccolma, che di polare avranno il nome, ma non certo i suoni, tutt’altro che freddi!! Dicevamo dopo un anno, passato a calcare i palchi di mezzo mondo, vecchi e nuovi continenti invasi dall’energia live dei nostri. Diciamocelo subito. Il lavoro è davvero notevole. Già dall’artwork si intuisce qualcosina…l’inizio, per quanto riguarda la musica, non poteva essere migliore. “Forget my name”, riff martellante, semplice che ti entra in circolo immediatamente… roba che non si dimentica. Il loro è puro e semplice rock’n’roll, molto “fisico” e diretto che concede poco o niente ai fronzoli ed alle tentazioni della modernità in campo musicale, restando comunque semplice, fresco e rabbioso. Per chi non avesse mai avuto il piacere di ascoltare i D.J. provate ad immaginare gli ultimi lavori della Rollin’s Band…ed il pranzo è servito!! “Dance” è sicuramente il pezzo più incredibilmente pazzo dell’album. Intro “discotecara” ma subito a seguire una poderosa e serratissima sezione dei canadesi ed il cantato di Danko, davvero al top in questo momento, energia (molta) e melodia a tratti!! Quello che più colpisce è la rabbia con cui ogni singola nota, ogni singolo riff viene eseguito. Danko, dicevamo, non si risparmia al microfono, tantomeno alla chitarra, il suo riffing non è cambiato da “Born a Lion”, precedente uscita, l’impatto sonoro “flirta” con la semplicità dell’esecuzione…il risultato? Canzoni quali “I love living in the city” vi daranno la risposta…con “I want you” il terzetto sembra “pescare” ispirazione nel punk-garage, una delle canzoni più veloci del disco…”Wait a minute” accelera ancor di più i tempi, il pezzo è divertente, davvero bello il coretto “Yeah Yeah” (!!) cantato da un gruppo di signorine, vera e propria passione di Mr. Danko da Toronto, ed infatti…basta leggere i testi di quasi tutti i pezzi per rendersene conto!! Una cosa che assolutamente non passa inosservata dall’ascolto del cd è anche la varietà stilistica di ogni singola song. Un pezzo come “Strut” mette in risalto un suono molto “americano”, un rock’n’roll con parti bluesy e street, molto yankee nell’attitudine. Ed a proposito, “Hearthbreak’s a blessing” notevolissima traccia che altresì ci fa comprendere l’amalgama dei tre musicisti…John Calabrese al basso (orgoglio cosentino!! È dei nostri…punto e basta!!) e Damon Richardson alla batteria, oltre il pluricitato Danko, danno una delle prove migliori all’interno delle 12 canzoni (13 per i fortunati come il sottoscritto, che si accaparreranno la versione digi!!), a voler dimostrare che anche in contesti di relativa “rilassatezza” basta poco (a loro!!) per “schiaffeggiarti” con la musica (come dicono gli americani… they kick some ass!!). E cambiamo nuovamente atmosfere…”Home to hell” dannatamente (e non poteva essere altrimenti visto il titolo!!) oscura, heavy-rock a tutta forza ed un’interpretazione molto particolare alla voce. Vi guarderete alle spalle…aprirete gli armadi alla ricerca del maligno…ma dovrete andare ad un loro concerto per esorcizzare le vostre paure!! Vi serve un pezzo per un party a base di alcool, donne (uomini!!) e rock’n’roll?? L’avete trovato…” Hot Damn Woman”…trascinante nel ritornello potente nel riff che mantiene sempre la sua semplicità, ma, ragazzi… che groove! Ora, invece, tenetevi forte alla vostra poltrona, perché con “The Cross” sarete catapultati nel pezzo sicuramente più violento, d’impatto dell’intero disco. Danko urla tutta la sua rabbia, testo incazzatissimo (“…nail you to the cross…” è il verso ripetuto, urlato allo spasimo…vorremmo sapere chi ha ispirato Danko a tanta violenza verbale!!) e suono ai confini con l’hard core. La “sensualità” di “Love Travel” ci accompagna verso il finale del cd, il pezzo ha una struttura anomala rispetto a tutto quello ascoltato sin ora, anche se il “trademark” è quello…oscura, tirata ed energetica al punto giusto. “We Sweet Blood” che da il titolo al cd ci riporta sulle coordinate più consone ai Danko Jones, attitudine live, suoni ruvidi e solita immediatezza, da parte di chi ascolta, nell’assimilare ogni singolo passaggio…facile a dirsi…non altrettanto a farlo. E come dicevamo, per i più fortunati una chicca. “Woogie Bolgie”, bonus track presente nella versione digipack, una scarica di energia ed adrenalina allo stato puro, nella migliore tradizione più elettrificata del rock’n’roll made in USA. Cos’altro aggiungere? Il fuoco del rock è ormai attizzato… provate ora voi a spegnerlo!

Pasquale Redazione Musicale radio ciroma

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