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Aspettando
la resa dei conti
19-
5-2002: Cuore, grinta e attaccamento ai colori hanno dimostrato
di averli solo i tuoi sostenitori. Questo lo slogan dello
striscione, pensato sul traghetto al ritorno da Cagliari, che abbiamo
appeso a Casole martedì scorso alla ripresa degli allenamenti.
Ne è seguito un lungo faccia a faccia a muso duro con la
squadra e Caligiuri, unico rappresentante della società presente.
A queste persone è stato chiarito una volta per tutte, senza
alcuna omissione, il nostro pensiero che proviamo ora a riassumere.
Anche questanno, non è più una novità,
ne abbiamo viste e sentite di tutti colori: per quieto vivere e
soprattutto per evitare che, se le cose si fossero messe male, il
sapientone di turno ci avrebbe additato come la causa di tutti i
mali del Cosenza Calcio, abbiamo scelto di continuare a sostenere
questi colori fino alla fine del campionato. Mettendo per un attimo
da parte i sentimenti e il nostro orgoglio. E lo abbiamo fatto anche
quando gli eventi sono precipitati, mostrando una maturità
che le altre componenti che ruotano intorno al Cosenza Calcio ancora
purtroppo se la sognano. Prova ne è che, nonostante tutto,
con il Napoli abbiamo sostenuto i colori, a Cagliari, tra mille
sacrifici, eravamo presenti, oggi non ci tireremo indietro e ad
Empoli ci sposteremo in massa.
Se qualcuno ha pensato che tale posizione assomiglia a una resa,
vuol dire che ha sbagliato di grosso. Il 3 giugno, spareggio permettendo,
tireremo le somme e presenteremo il nostro conto: chi ha sbagliato
dovrà pagare. Ce lo siamo ripetuti sul traghetto 1000 volte
per sbollire rabbia e delusione: nessuno è più disposto
a cedere di una virgola. Saremo vigili che venga fatta piazza pulita
nello spogliatoio e allinterno dei quadri societari: che se
ne vadano chi ha sbagliato e chi ha dimostrato di non tenere a nostri
colori. Se così non fosse, vorrà dire che dal primo
giorno di ritiro, a Lorica, Bolzano o su Marte saremo presenti in
massa e daremo il via a una di quelle contestazioni che rimarranno
nella storia.
Se qualcuno lo avesse dimenticato lo urliamo a voce alta e con tutta
la rabbia che abbiamo dentro una volta per tutte: il Cosenza
siamo noi.
i
41 di Cagliari
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