Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
per le strade di Cosenza nr 8 del 12 maggio 2002
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Basta con i santini

In questa squallida campagna elettorale ci mancavano santini e cartoline allo stadio a dimostrare quanto sia basso il livello dei candidati

Manca solo poco tempo alla rielezione del sindaco della nostra città, dopo la scomparsa di Don Giacomo e la fantapolitica, i candidati sono ai nastri partenza. In piena campagna elettorale, lo spreco di carta ed inchiostro raggiunge livelli massicci.
Ecco spuntare milioni di “santini”, per migliaia di candidati. Sembra si sia candidata mezza città, un metodo per recuperare i voti di ogni famiglia porta per porta o un segnale di reale confusione dopo la scomparsa del patriarca?
Dalla scorsa settimana e precisamente dal derby interno con il Crotone siamo “bombardati” dalla distribuzione di biglietti elettorali, quei triangolini cartacei con foto ricordo e beatificazione del candidato annessa.
Sono tutti avvocati, ingegneri, cattolici praticanti, solidali e vicini alla povera gente, addirittura “compagne” di movimento(?).
Tutta questa auto-glorificazione sarebbe il caso restasse fuori dagli spalti della curva sud. Il nostro catino è un luogo liberato e occupato da tutti i supporters, una zona temporaneamente autonoma. Le elezioni amministrative su tutti i muri della città, sulle televisioni, nei locali e per strada. Ma consentiteci no allo stadio, in qualsiasi forma e sotto qualunque sembianza. Siamo indipendenti ai poteri forti di questa città e vorremmo restarlo in questo periodo di falsi sorrisi e fantomatici piaceri.
Quello che ti conosceva e quello che ti stima, ma subito dopo cerca di estorcere il voto a chi disorientato non vede grosse differenze fra tutti i candidati.
La nostra tribù conosce e stima soltanto chi è ancora vivo, chi riesce a fare e non a dire o dare. Il pragmatismo come risposta al voto di scambio, per chi agisce lotta e spera in questa città antirazzista e antifascista.

Giandomenico

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