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Per
non dimenticare
Siamo
ormai agli sgoccioli della stagione 2001/2002, e anche per noi ultrà
è giunto il momento di tirare le somme.
Sullultimo numero di TAM TAM, si denunciava la mancanza di
elementi di discussione, causa della probabile anticipata chiusura
stagionale del giornalino della curva. Da questo ho preso spunto
per scrivere questa lettera, ma soprattutto perché mi stanno
a cuore le sorti del giornale che molte volte, è stato, se
così possiamo dire, linvolucro di idee che ha confezionato
i miei ideali e il mio modo di vivere la curva.
Che il movimento ultrà a Cosenza è in flessione lo
sanno anche i muri, ma quello che forse molti fingono di non sapere
è che tanti ragazzi della curva, specie quelli del cosiddetto
ricambio generazionale, sono alienati: parliamoci chiaro,
in curva non si ci diverte più come una volta, e di questo
mancato entusiasmo intorno alle mura del S. Vito ne risente un po
tutto il movimento curvaiolo cosentino. In curva i cori si trascinano
quasi a stento, mentre quandero bambino, mi ricordo che si
sentivano già dalla centrale del latte.Oggi il tifoso cosentino
viene in curva perché essere ultrà è di tendenza;
oggi lultrà cosentino non viene allo stadio perché
il Cosenza va male; oggi lultrà cosentino non viene
in curva perché contesta Pagliuso (perché non viene
a farlo in curva?) e guarda il Cosenza in tv; oggi lultrà
cosentino viene allo stadio solo quandè gratis. Certo
per fortuna ancora il fenomeno non è dilagante, e cè
gente che tiene alle sorti del tifo rossoblù sgolandosi per
90 minuti.Ora, in un articolo di qualche numero addietro si cercavano
proposte per la risoluzione del problema: cè chi si
è soffermato sul problema fezza, cè
chi lha buttata sulla mancanza dimpegno da parte della
società con conseguenti risultati macabri della squadra,
e quindi anche di una minor affluenza di pubblico; cè
chi ha proposto di ritornare in curva nord e creare una nuova spaccatura.
Ma servirebbe veramente? Anche ai tempi dei NS cera questa
tanto famigerata fezza, ma allora quei ragazzi, provenienti
principalmente da zone cosiddette a rischio, non venivano
esclusi o emarginati dalla curva. Se sbagliavano cera chi
gli faceva capire il perché e se proprio non ne voleva sapere
al massimo prendeva qualche paccaru. Oggi no, si ha
paura di dire a chi fa stronzate che il suo comportamento è
sbagliato, che non è questo il modo di comportarsi in curva
e si ricade nellalienazione. Io sarò anche un nostalgico,
e qualcuno forse mi paragonerà anche ai catanzaresi, ma a
me mancano molto i tempi in cui in curva campeggiava lo striscione
con la scritta NUCLEI SCONVOLTI. Secondo me la verità
di fondo è che non abbiamo le palle di portare avanti ciò
che quella scritta significa ed ha significato. Di fatto gli sconvolti
non ci sono più, ma in curva si cantano ancora
i loro cori, in trasferta è rimasta, ancora, per fortuna,
la voglia di far gruppo e cè chi a quella filosofia
di vita proprio non riesce a rinunciare, in curva come nella vita
di tutti i giorni. E allora perché non riprovarci? Il fatto
di lottare tutti per la stessa causa ci renderebbe più forti,
sapere che cè un nome da tenere alto ci darebbe la
spinta e la forza di tornare quello che eravamo e che il tempo non
ha ancora totalmente cancellato. Andare in curva tutti dietro allo
stesso striscione, secondo me, darebbe un senso di apparteneza anche
ai cani sciolti e si inizierebbe così a ricompattare lambiente.
Sentirsi partecipi di unidea e di un progetto forse darebbe
anche un senso di responsabilità a chi a Cosenza come in
trasferta combina guai. Secondo me è giunto il momento di
finirla con le chiacchiere e iniziare con i fatti, perché
quella piccola fiamma che tiene ancora in vita gli ULTRA COSENZA,
stà per spengnersi e allora non servirebbe neanche piangersi
addosso. Lanno prossimo i NS avrebbero compiuto il ventennale,
una data importante per la compagine ULTRA COSENZA. Facciamo
in modo che questa data non passi in sordina e facciamo finta un
po tutti che gli sconvolti non si siano mai sciolti, perché
se in curva si sente ancora più forte che mai: pipe
ai vecchi, acido ai bambini...
Nuclei Sconvolti Clandestini, un motivo ci sarà
Io ci credo ancora, voi?
Antonio
Agovino
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