Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
a duminica è dù palluni nr 8 del 12 maggio 2002
il sito

Il gioco delle due sedie

E’ arrivato anche il secondo esonero. Il gruppo che rifiutò De Rosa, adesso ha ordinato il suo ritorno. Continuiamo così…

E arrivò il secondo esonero. A questo punto, manca davvero poco alla dirigenza per emulare un’annata storica.
All’inesperto De Biasi fu affidata una squadra ricca d’esperienza. Che sprofondò nelle zone basse. Arrivò Franco Scoglio. Con l’obiettivo di scalare la classifica. Siccome, dopo un avvio positivo, i risultati non arrivavano più, tornò De Biasi. A Padova, alla penultima giornata riuscimmo nella difficile impresa di centrare la retrocessione matematica. Con un turno d’anticipo.
Come vedete, manca solo il dettaglio finale. E i ricorsi storici sarebbero anche divertenti, se non fosse che di mezzo ci va il Cosenza.
Ricordate il simpatico “gioco delle sedie”? Bene, il Cosenza pare trovarsi proprio in questa situazione. Il mio sogno è che le sedie siano due. E i partecipanti tre. Società. Squadra. Allenatore.
L'ultimo è stato liquidato in modo incomprensibile. Anzi, il motivo c’è. Un nutrito numero di “giocatori” (Tatti, Moscardi, Di Sole, Altomare, Giandebiaggi e altri: gli stessi che ordinarono la cacciata di De Rosa) hanno ribadito alla società il concetto già espresso qualche settimana fa. “Mondonico non ci va bene. Richiamate De Rosa”.
Mondonico era subentrato a De Rosa a ottobre. Ha preso in mano la squadra in fondo alla classifica. L'ha risollevata, ma, da gennaio in giù, il Cosenza è affondato. De Rosa aveva promesso la A. Mondonico non lo ha certo sostituito per una salvezza tranquilla. E, se così fosse, io non sono affatto tranquillo. Dunque, ha fallito. Negarlo e dire che il re non è nudo, per me fa lo stesso.
Ha ereditato uno spogliatoio spaccato. Credo sia stato capace di peggiorare le fratture. Ha ereditato una squadra con un gioco piacevole in attacco e deficitario in difesa. Il Cosenza da gennaio avrà segnato forse 10 gol in tutto e ne ha subito a catinelle. Tredici punti in tutto. Questi i dati di fatto. Vogliamo metterli in discussione?
Ma esonerarlo adesso ha un sapore strano. Accorgersi a quattro giornate dalla fine che Mondonico non era digerito dallo spogliatoio, è assurdo. Forse dopo la sconfitta di Siena, aveva un senso. Ma oggi no. A questo punto, Mondonico, dall’eremo di Cremona, potrebbe parlare. E fare nomi e cognomi. Dire fatti e misfatti. Ma non lo farà, neanche a pregarlo.
Sia chiaro che le sue colpe, però, nascono da lontano. Quando De Rosa fu assunto, il progetto era chiaro. Mettergli in mano una squadra (di nome) e farla governare da altri. Chi? E' difficile fare un solo nome. Io dico la società. De Rosa prendeva come ingaggio la stessa cifra di un anno fa da vice Mutti. De Rosa non decideva. De Rosa non deciderà. Si ripetono gli stessi condizionamenti subiti nell'ordine da: Sonzogni, De Vecchi e Mutti. Gli stessi giochi che portarono due esoneri, una quasi retrocessione e una promozione gettata alle ortiche. I nomi? Potrei dire Pagliuso jr., ma non credo sia solo lui. Dire ‘la società’ è più generico, ma più esatto.
E la squadra? E' l'organico peggiore, umanamente parlando, degli ultimi 20 anni. Forse anche la squadra di De Biasi e Scoglio era un gruppo un po’ migliore. Ricordate l’articolo che scrissi dopo l’esonero di De Rosa? Parlai di una ‘sconfitta terribile’. Perché si era data corda a un gruppo infame. Insomma, volevano il dialogo (De Rosa) e lo hanno rifiutato. E’ arrivato il pugno di ferro (Mondo) e gli è andato di traverso. Ora rivogliono il dialogo (da quando, poi, calarsi le braghe significa dialogare?). Il dubbio c’è: sarà che vogliono comandare loro? Parliamoci chiaro: gli esiti delle partite li stanno decidendo i giocatori. Non il tecnico. Come, credo vi sia facile capirlo. E Mondonico era l’ultimo intralcio.
E ora? Avete presente tutti quegli elettori della gauche francese che hanno votato Chirac muniti di guanti gialli? Bene, non sarebbe male andare oggi allo stadio senza guardare la partita. Di spalle. Qualcuno dovrebbe capire.
Capire che, a fine stagione, su queste due sedie dovranno sedere sue sole ‘entità’. E io vorrei che, a restare esclusa, fosse la società. Non Pagliuso, ma la dirigenza. Interamente. Se per cambiare la dirigenza, la “conditio sine qua non” è mandare via Pagliuso, allora si facciano avanti gli acquirenti. Vi garantisco che, con una nuova (e preparata) (e seria) dirigenza, il prossimo anno di questi tempi festeggeremo.
Questo il mio sogno. Ma, chi resterà fuori? La squadra? Non credo. Il bilancio (santissimo bilancio) non lo consente. Andrà forse via De Rosa? Detesto questo tipo di scelte. E poi De Rosa, con una squadra giovane, seria e intelligente (il che, però, esclude la presenza dell’80% dell’organico attuale), potrebbe fare buoni risultati.
E allora? Che accade? Ve lo dico io. Qualcuno si allontana, sorridendo. Spegne la musica. Prende un’altra sedia. Tutti si accomodano. E saremo tutti più felici e più contenti. A Cosenza, purtroppo, siamo abituati così. Da sempre.

Andrea Marotta

sommario >>

<< archivio