Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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360gradi nr 8 del 12 maggio 2002
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Violenza negli stadi, quantità e qualità Scajola insiste:

Avete visto come siamo bravi?

Il Ministro dell’Interno Scajola ha dichiarato nuovamente che secondo i dati in suo possesso, gli episodi di violenza negli stadi sarebbero diminuiti del 28%.
Scajola non è nuovo a queste uscite trionfalistiche. L’aspetto interessante delle sue dichiarazioni più recenti, è la palese contraddittorietà dei numeri forniti dal Vicinale. Nella nota, pubblicata al termine di campionato di serie A, infatti, Scajola sostiene che sarebbe aumentato il numero degli arresti, e diminuiti episodi come, per esempio, i saccheggi degli autogrill.
Ora la domanda è semplice: Come è possibile che siano aumentati gli arresti, e contemporaneamente diminuiti gli incidenti? Ad ogni fermo, denuncia, diffida o arresto, non dovrebbe corrispondere almeno un reato? E quindi, con l’aumentare delle manette, non dovrebbe essere anche cresciuto il numero degli atti di violenza?
Le risposte a queste domande sono almeno quattro:
più persone partecipano insieme a singoli e circostanziati scontri domenicali
sono stati arrestati soggetti innocenti,
i dati sono falsi, perché non tengono conto del fenomeno in tutta la sua complessità.
Riflettendo sul primo di questi casi, si ricava una considerazione. La violenza “negli stadi” è cambiata in qualità, nel senso che avviene secondo dinamiche sempre più casuali, imprevedibili, celate nell’ombra.
Ma questo al governo non interessa. Ciò che conta, per loro, è lo stesso calcolo che faceva il centro sinistra: “Se riusciamo a dimostrare che siamo bravi a mantenere tranquilli gli stadi di calcio, la gente penserà che siamo capaci di ripulire pure piazze, stazioni e quartieri da certe presenze indesiderate. Lo stadio rimane pur sempre il luogo in cui si può ristabilire l’ordine con qualunque strumento, dalla tecnologia alla brutalità”.

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