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Violenza
negli stadi, quantità e qualità Scajola insiste:
Avete
visto come siamo bravi?
Il
Ministro dellInterno Scajola ha dichiarato nuovamente che
secondo i dati in suo possesso, gli episodi di violenza negli stadi
sarebbero diminuiti del 28%.
Scajola non è nuovo a queste uscite trionfalistiche. Laspetto
interessante delle sue dichiarazioni più recenti, è
la palese contraddittorietà dei numeri forniti dal Vicinale.
Nella nota, pubblicata al termine di campionato di serie A, infatti,
Scajola sostiene che sarebbe aumentato il numero degli arresti,
e diminuiti episodi come, per esempio, i saccheggi degli autogrill.
Ora la domanda è semplice: Come è possibile che siano
aumentati gli arresti, e contemporaneamente diminuiti gli incidenti?
Ad ogni fermo, denuncia, diffida o arresto, non dovrebbe corrispondere
almeno un reato? E quindi, con laumentare delle manette, non
dovrebbe essere anche cresciuto il numero degli atti di violenza?
Le risposte a queste domande sono almeno quattro:
più persone partecipano insieme a singoli e circostanziati
scontri domenicali
sono stati arrestati soggetti innocenti,
i dati sono falsi, perché non tengono conto del fenomeno
in tutta la sua complessità.
Riflettendo sul primo di questi casi, si ricava una considerazione.
La violenza negli stadi è cambiata in qualità,
nel senso che avviene secondo dinamiche sempre più casuali,
imprevedibili, celate nellombra.
Ma questo al governo non interessa. Ciò che conta, per loro,
è lo stesso calcolo che faceva il centro sinistra: Se
riusciamo a dimostrare che siamo bravi a mantenere tranquilli gli
stadi di calcio, la gente penserà che siamo capaci di ripulire
pure piazze, stazioni e quartieri da certe presenze indesiderate.
Lo stadio rimane pur sempre il luogo in cui si può ristabilire
lordine con qualunque strumento, dalla tecnologia alla brutalità.
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