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This
war? Not in my name!
Mentre
una pioggia di bombe ad alta tecnologia piove sulla Jugoslavia,
una pioggia di propaganda instupidiente piove su tutto loccidente.
(Mumia Abu Jamal dal braccio della morte USA 1999)
La
storia si ripete... questa sporca guerra è ovunque: Somalia,
Jugoslavia, Kosovo
e ancora chissà in quanti posti.
La guerra di aggressione in Afghanistan è la risposta al
terrorismo internazionale ma si risponde con le bombe sui civili,
con una campagna mediatica di persuasione e manipolazione.
Iraq, Bosnia, Serbia, Kosovo e Afghanistan: dalla caduta del muro
di Berlino ad oggi limperialismo USA-Europa espande la sua
dittatura economica, sociale e culturale sotto le false spoglie
della guerra umanitaria.
In questa logica, in Italia, il governo di centrosinistra prima
e quello Berlusconi oggi, giustificano la morsa repressiva sempre
più imponente. Ti piazzano telecamere dappertutto, ti aumentano
le tasse per fare la guerra, ti denunciano perché
sei diverso dal loro modo di pensare, magari perché esprimi
pubblicamente il tuo dissenso. Supportati dai mass-media, inneggiano
a una nuova pulizia internazionale nel nome della loro
democrazia, ti tartassano di servizi per ottenere consenso. A tutto
questo si aggiunge una campagna di criminalizzazione nei confronti
di chi fa notare queste contraddizioni: a Genova bisognava colpire
i disturbatori dei magnifici otto. Più
di 500 feriti, un centinaio di arresti e un omicidio fu il bilancio
di quella tre giorni.
Oggi come ieri la risposta alle mobilitazioni di massa è
sempre la stessa: repressione e criminalizzazione. Sì, perché
se pensi da diverso sei deviante, sei un
poco di buono, un terrorista. Fra le lotte di piazza
e il terrorismo esistono confini e distanze ben precise che qualcuno
vorrebbe nascondere sfruttando tutti i mezzi possibili per uniformare
lopinione pubblica. Si incriminano persone per loccupazione
di case, per le manifestazioni, per adunate ma non si
fa un bel niente per tanti altri crimini, locali ed internazionali.
Due anni fa in Jugoslavia piovevano bombe e uranio causando oltre
2000 morti e centinaia di feriti ma su questi ed altri crimini la
magistratura ha archiviato ogni denuncia.
Quelli che oggi si sono messi a capo di questa crociata contro
il malesono i padroni dei traffici di soldi e di armi, delle
tangenti, degli scandali nelle sale del potere, i mandanti dellomicidio
di Genova.
Non è retorica ma in Italia oggi cè qualcuno
che vuole comandare, dicono che sia un nano, un nuovo
Re Ubu, uno sciacquino di Bush, una faccia simpatica
ed arrogante nello stesso tempo... Pensate che a quanto pare abbia
creato il suo impero da solo e onestamente, da buon
imprenditore
In questa cornice ben definita è normale
che la parola dordine sia demonizzare il nemico,
creare una rete di relazioni fra tutti i nemici e sbatterli in prima
pagina. Secondo il copione infatti cè sempre qualcosa
in comune fra Bin Laden e quelli che dicono no alla guerra. Fra
gli attentati e i militanti dei centri sociali, delle case occupate
o delle radio libere. Tutto questo è inaccettabile se si
ci ferma un attimo a pensare. Vogliono far credere allumanità
che i mali si sconfiggono solo con le guerre e con la repressione,
vogliono che tutti ragionino allo stesso modo per essere appoggiati
e sostenuti nelle loro campagne per aquisire soldi e potere.
Alle bombe sulle popolazioni e sui campi di battaglia si sovrappongono
le misure repressive contro i pacifisti. In un mondo dove continuano
ad avvenire stragi di stato, dove muoiono centinaia di lavoratori
nei cantieri e centinaia di detenuti nelle galere, dove avvengono
le più svariate forme di soprusi ai danni dei più
deboli
In questo fottuto mondo che hanno creato con i soldi
sporchi di sangue, con le loro mazzette, con i falsi idealismi,
con le loro televisioni, con i loro giornali, con la loro morale
in questo mondo chi sarebbero i buoni? Chi invece i cattivi? E
facile etichettare eversivi tutti quelli che in questo
giro non ci vogliono entrare e cercano di proporre nuovi
messaggi politici e nuove forme di comunicazione.
La politica dalle piazze e dai partiti si è spostata nella
televisione, più che politica reale è politica-spettacolo,
quasi come un quiz a premi
Purtroppo oggi linformazione
è quasi totalmente monopolizzata e le notizie, prima di arrivare
al pubblico subiscono una montatura obbligatoria e fondamentale
per creare il clima adatto che giustifichi eventuali comportamenti
semi-dittatoriali e repressivi.
Quello che vorrei dire, in poche parole, è che queste sporche
guerre che fanno in nome della libertà dei popoli sono il
mezzo attraverso il quale espandere il dominio. Non sono affatto
giuste come vogliono farci credere con i loro discorsi
retorici e formali. Un filo conduttore unisce queste guerre con
la repressione di tutti i giorni, è la stessa logica: in
nome di una falsa democrazia e del rispetto della legalità
si devono accerchiare e punire gli oppositori, demonizzarli, allontanarli
per mantenere al sicuro il loro onore... e la loro poltrona.
NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI.
PER LE VOSTRE GUERRE NON CONTATE SU DI NOI.
Markuzzu
Rebel Fans
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