Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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360gradi nr 7 del 28 aprile 2002
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This war? Not in my name!

“Mentre una pioggia di bombe ad alta tecnologia piove sulla Jugoslavia, una pioggia di propaganda instupidiente piove su tutto l’occidente”.
(Mumia Abu Jamal dal braccio della morte USA 1999)

La storia si ripete... questa sporca guerra è ovunque: Somalia, Jugoslavia, Kosovo… e ancora chissà in quanti posti. La guerra di aggressione in Afghanistan è la risposta al terrorismo internazionale ma si risponde con le bombe sui civili, con una campagna mediatica di persuasione e manipolazione.
Iraq, Bosnia, Serbia, Kosovo e Afghanistan: dalla caduta del muro di Berlino ad oggi l’imperialismo USA-Europa espande la sua dittatura economica, sociale e culturale sotto le false spoglie della guerra umanitaria.
In questa logica, in Italia, il governo di centrosinistra prima e quello Berlusconi oggi, giustificano la morsa repressiva sempre più imponente. Ti piazzano telecamere dappertutto, ti aumentano le tasse per “fare” la guerra, ti denunciano perché sei diverso dal loro modo di pensare, magari perché esprimi pubblicamente il tuo dissenso. Supportati dai mass-media, inneggiano a una nuova “pulizia internazionale” nel nome della loro democrazia, ti tartassano di servizi per ottenere consenso. A tutto questo si aggiunge una campagna di criminalizzazione nei confronti di chi fa notare queste contraddizioni: a Genova bisognava colpire i “disturbatori” dei “magnifici otto”. Più di 500 feriti, un centinaio di arresti e un omicidio fu il bilancio di quella tre giorni.
Oggi come ieri la risposta alle mobilitazioni di massa è sempre la stessa: repressione e criminalizzazione. Sì, perché se pensi da “diverso” sei “deviante”, sei un poco di buono, un “terrorista”. Fra le lotte di piazza e il terrorismo esistono confini e distanze ben precise che qualcuno vorrebbe nascondere sfruttando tutti i mezzi possibili per uniformare l’opinione pubblica. Si incriminano persone per l’occupazione di case, per le manifestazioni, per “adunate” ma non si fa un bel niente per tanti altri crimini, locali ed internazionali.
Due anni fa in Jugoslavia piovevano bombe e uranio causando oltre 2000 morti e centinaia di feriti ma su questi ed altri crimini la magistratura ha archiviato ogni denuncia.
Quelli che oggi si sono messi a capo di questa “crociata contro il male”sono i padroni dei traffici di soldi e di armi, delle tangenti, degli scandali nelle sale del potere, i mandanti dell’omicidio di Genova.
Non è retorica ma in Italia oggi c’è qualcuno che vuole “comandare”, dicono che sia un nano, un nuovo “Re Ubu”, uno sciacquino di Bush, una faccia simpatica ed arrogante nello stesso tempo... Pensate che a quanto pare abbia creato il suo “impero” da solo e onestamente, da buon imprenditore… In questa cornice ben definita è normale che la parola d’ordine sia “demonizzare” il nemico, creare una rete di relazioni fra tutti i nemici e sbatterli in prima pagina. Secondo il copione infatti c’è sempre qualcosa in comune fra Bin Laden e quelli che dicono no alla guerra. Fra gli attentati e i militanti dei centri sociali, delle case occupate o delle radio libere. Tutto questo è inaccettabile se si ci ferma un attimo a pensare. Vogliono far credere all’umanità che i mali si sconfiggono solo con le guerre e con la repressione, vogliono che tutti ragionino allo stesso modo per essere appoggiati e sostenuti nelle loro campagne per aquisire soldi e potere.
Alle bombe sulle popolazioni e sui campi di battaglia si sovrappongono le misure repressive contro i pacifisti. In un mondo dove continuano ad avvenire stragi di stato, dove muoiono centinaia di lavoratori nei cantieri e centinaia di detenuti nelle galere, dove avvengono le più svariate forme di soprusi ai danni dei più deboli… In questo fottuto mondo che hanno creato con i soldi sporchi di sangue, con le loro mazzette, con i falsi idealismi, con le loro televisioni, con i loro giornali, con la loro morale… in questo mondo chi sarebbero i buoni? Chi invece i cattivi? E’ facile etichettare “eversivi” tutti quelli che in questo “giro” non ci vogliono entrare e cercano di proporre nuovi messaggi politici e nuove forme di comunicazione.
La politica dalle piazze e dai partiti si è spostata nella televisione, più che politica reale è politica-spettacolo, quasi come un quiz a premi… Purtroppo oggi l’informazione è quasi totalmente monopolizzata e le notizie, prima di arrivare al pubblico subiscono una montatura obbligatoria e fondamentale per creare il clima adatto che giustifichi eventuali comportamenti semi-dittatoriali e repressivi.
Quello che vorrei dire, in poche parole, è che queste sporche guerre che fanno in nome della libertà dei popoli sono il mezzo attraverso il quale espandere il dominio. Non sono affatto “giuste” come vogliono farci credere con i loro discorsi retorici e formali. Un filo conduttore unisce queste guerre con la repressione di tutti i giorni, è la stessa logica: in nome di una falsa democrazia e del rispetto della legalità si devono accerchiare e punire gli oppositori, demonizzarli, allontanarli per mantenere al sicuro il loro “onore”... e la loro poltrona.
NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI.
PER LE VOSTRE GUERRE NON CONTATE SU DI NOI.

Markuzzu Rebel Fans

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