Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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a duminica é dù palluni nr 7 del 28 aprile 2002
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Aqui estamos

Ci apprestiamo a vivere uno dei classici finali da serie B. Risultati scontati e altri impensabili. Facciamo i nostri 7 punti in fretta per tirarci fuori dalla mischia.

Strane cose. Guardi il tabellino della 13a giornata di ritorno della serie B e ti accorgi che sono accadute cose impensabili. Per esempio. La Ternana pareggia 2-2 ad Empoli. Il Cagliari strappa un pari, con lo stesso punteggio, alla Salernitana in domo sua; e, magari, fin qui, ci può anche stare. Poi, si ripensa proprio alla nostra partita, questo eroico 3-0 del Cosenza. E capita, ad alcuni, di accorgersi che i tre gol sono arrivati negli ultimi 10 minuti. Dopo una partita sostanzialmente piatta. Con un Ancona che, proprio nei minuti di forcing finale, alzava bandiera bianca.
Insomma, ci apprestiamo a vivere uno dei classici finali da serie B. Con risultati scontatissimi e altri che non avremmo mai pensato di vedere sui nostri teleschermi. Per cui, vale la pena fare questi 7 punti in fretta e tirarsi fuori dalla mischia. Perché molte volte di queste ‘stranezze’ il Cosenza, più che attore, è rimasto vittima.
Trentasette punti non sono malaccio. E, considerata la giornata odierna, i rossoblù potrebbero, facendo bottino pieno, mettere le mani sulla B. Nonostante il Crotone 7 giorni fa abbia annichilito una Samp inguardabile, viene difficile pensare che il Cosenza possa non arrivare già stasera ai 40 punti. Ma questa è solo una piccola parte del discorso. Il Messina (tanto per fare un nome) chiederà alla Pistoiese un lasciapassare per la permanenza in cadetteria. Non sarà facile, a meno che i toscani, dopo aver omaggiato il Siena di 3 punti domenica scorsa, siano in vena di facili regali. Inutile guardare oltre i 40 punti. Soprattutto per quanto riguarda il Genoa che, oggi, vincendo con il Palermo o, tutt’al più, pareggiando, taglierà il traguardo salvezza. Difficile pensare a questo punto a una retrocessione della squadra di Onofri.
Dunque, il cerchio si restringe. E arriva a comprendere di sicuro l’Ancona. La squadra di Spalletti (che, sentitamente, ringraziamo) affronta in casa il Cagliari. Per i sardi, strano a dirsi, è un’ultima spiaggia. Dentro o fuori. Vincendo l’Ancona fa 43; un colpaccio esterno porterebbe, invece, Sonetti addirittura a 39. E, considerato che il successo della Ternana non è improbabile (gioca contro il Cittadella), stasera, se le cose vanno come dovrebbero, avremo due certezze e una sorpresa. Le certezze: Pistoiese e Cittadella con un piede (e mezzo) in C1, a fare compagnia al Crotone (a proposito: tornate presto: la vostra spontaneità ci mancherà molto!). La sorpresa: proprio l’organico più quotato potrebbe trovarsi inguaiatissimo. La Samp, che gioca a Modena, non è quel che si dice una favorita. Il Siena, invece, magari si blocca. L’Empoli è nella stessa condizione del Modena: vuole certezze. Una gliel’ha già data la Disciplinare qualche giorno fa: imbrogliare non è più reato.
Però. C’è un però. Infatti, troppe vittorie in fondo alla classifica, finirebbero per alzare la quota salvezza. Se qualche settimana fa (e, ancora oggi, in cima all’articolo) vi parlo di quota 44 punti, non è certo per tirare a indovinare. Di sicuro, però, più si muove la classifica, più questa quota salvezza sale. E, per chi lo avesse dimenticato, mancano ancora sei giornate alla fine (cinque più quella odierna).
E il Cosenza non ha proprio uno di quei calendari favorevoli. Considerato che oggi non può fallire (guai se…), domenica prossima, al S.Nicola, avrà un ennesimo, e non agevole, scontro diretto. Quindi, il Napoli in casa. Ancora scontro diretto con il Cagliari di Sonetti. Fin qui gli scogli. Dopo di che, un Palermo da tempo filantropico e un Empoli quasi sicuramente in A, dovrebbero lasciarci quelle briciole necessarie a salvarci. Ma guai a puntare sin da ora su quelle partite. A 44 punti si deve arrivare prima. Perché potrebbero anche non bastare.
Ora, breve postilla. Sabato pomeriggio, dalle mie parti, era arrivata una voce. “Pagliuso ha venduto il Cosenza”. A chi, credo lo sappiano ormai anche i muri. La cosa era, ovviamente, infondata. Ma mi ha fatto riflettere su una cosa: e se accadesse davvero? Cioè: quali le conseguenze? Non conosco personalmente il presidente, ma sono convinto che non sia lui la ragione dei problemi del Cosenza. Per capirci: gli sta molto vicino, ma non è lui. Su questa ‘persona’ (che, poi, non è una sola) ricadono molte delle colpe degli anni scorsi e di quest’annata. E’ questa persona che, nello scorso torneo, ha permesso di dilapidare una promozione bell’e pronta (a Monza). E’ questa persona che ha indebolito, assieme a uno spogliatoio inqualificabile, Gigi De Rosa. E, strano a dirsi, ma facile a credersi, riesce a dominare anche su Mondonico. Ora, le cose sono due. Se il presidente manda via questa persona, siamo tutti più felici: arriva un tecnico qualsiasi, si rinnova un po’ la squadra e, tempo due anni, a S.Siro ci andiamo noi e non quegli immondi dei reggini. Ma il presidente questo non lo farà mai.
Per cui vi dico che retrocedere a me non va; non voglio neanche immaginare il Cosenza in trasferta a Nocera Inferiore anziché a Firenze. So solo che, qualunque cosa accada, siccome, a meno di impensabili cambiamenti, quella ‘persona’ continuerà a decidere formazione, acquisti e quant’altro, e questa persona non ha alcuna competenza (ripeto: alcuna) in quello che fa, a noi non resta che ripetere: aqui estamos. Non con rassegnazione: con la certezza di chi difenderebbe un padre dall’accusa più infamante. Magari con un po’ di maturità in più.

Andrea Marotta

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