Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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360gradi nr 6 del 21 aprile 2002
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riceviamo e pubblichiamo
Due Bandiere - Due Stati

Una mia professoressa, compiendo nel ’99 un viaggio in Terra Santa, incontrò una docente universitaria di Gerusalemme, che riassunse in una frase quello che temeva sarebbe accaduto. Disse, che fin quando negli alberghi gli Israeliani fossero stati i padroni e i palestinesi i facchini ed i lavapiatti, mai e poi mai si sarebbe potuto immaginare di cancellare l’odio ed il rancore che esiste tra i due popoli. Concluse affermando che, se si sarebbe andato avanti così, le conseguenze potevano essere disastrose. Purtroppo fu facile profeta.
Oggi il mondo intero assiste inerme ad un massacro, giustificato dagli Israeliani con una frase che ultimamente va di moda: lotta contro il terrorismo. E’ vero il terrorismo c’è ed è sanguinario: Hamas, la Jihad ed altre organizzazioni paramilitari gettano quotidianamente Israele nel panico. Nessuno però si chiede perché le liste degli aspiranti kamikaze si ingrossano sempre più, non solo di fanatici religiosi, ma anche di persone appartenenti alla “media-borghesia”. Va detto che Israele costringe i palestinesi all’esilio, cancella ogni loro libertà e legittima aspirazione, sparando cannonate contro ragazzini che gettano pietre aldilà di un filo spinato. Più volte i ministri di Sharon hanno apertamente ribadito che chiunque, palestinese o israeliano, è libero di poter accedere alle cariche statali. Non è così. Israele allontanando gli esponenti palestinesi, ha creato, intorno a sé, quel movimento d’opinione che, prendendo spunto dagli attentati, fosse in grado di giustificare e appoggiare le rappresaglie e, ultimamente l’invasione. Distruggendo l’autorità palestinese, delegittimando Arafat (Premio Nobel per la Pace ed unica persona di poter davvero dare fastidio alle mire espansionistiche di Sharon), accusandolo di essere il mandante dei kamikaze, Israele ha dichiarato al mondo intero, che questa operazione militare vuole impedire che si cancelli il proprio stato con gli attentati. A noi pare che se c’è uno stato a rischio d’estinzione sia quello palestinese.
Una volta Gandhi disse così: “Gli Ebrei sbagliano, la Palestina biblica non esiste geograficamente, ma per esistere davvero deve vivere nei loro cuori ”. Giusto, giustissimo. Lo Stato d’Israele è un monumento vivente, un pezzo di terra che il mondo regalò agli Ebrei scampati all’Olocausto e provenienti da secoli di umiliazioni. Un pezzo di terra che però col passare degli anni è cresciuto sempre di più, calpestando ogni diritto di un popolo fiero e ribelle come quello palestinese. Noi auspichiamo che in quella terra sventolino al più presto liberamente e legittimamente due bandiere, una vicina all’altra, simbolo di due stati non più in guerra.

Antonio Clausi

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