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riceviamo
e pubblichiamo
Due Bandiere - Due Stati
Una
mia professoressa, compiendo nel 99 un viaggio in Terra Santa,
incontrò una docente universitaria di Gerusalemme, che riassunse
in una frase quello che temeva sarebbe accaduto. Disse, che fin
quando negli alberghi gli Israeliani fossero stati i padroni e i
palestinesi i facchini ed i lavapiatti, mai e poi mai si sarebbe
potuto immaginare di cancellare lodio ed il rancore che esiste
tra i due popoli. Concluse affermando che, se si sarebbe andato
avanti così, le conseguenze potevano essere disastrose. Purtroppo
fu facile profeta.
Oggi il mondo intero assiste inerme ad un massacro, giustificato
dagli Israeliani con una frase che ultimamente va di moda: lotta
contro il terrorismo. E vero il terrorismo cè
ed è sanguinario: Hamas, la Jihad ed altre organizzazioni
paramilitari gettano quotidianamente Israele nel panico. Nessuno
però si chiede perché le liste degli aspiranti kamikaze
si ingrossano sempre più, non solo di fanatici religiosi,
ma anche di persone appartenenti alla media-borghesia.
Va detto che Israele costringe i palestinesi allesilio, cancella
ogni loro libertà e legittima aspirazione, sparando cannonate
contro ragazzini che gettano pietre aldilà di un filo spinato.
Più volte i ministri di Sharon hanno apertamente ribadito
che chiunque, palestinese o israeliano, è libero di poter
accedere alle cariche statali. Non è così. Israele
allontanando gli esponenti palestinesi, ha creato, intorno a sé,
quel movimento dopinione che, prendendo spunto dagli attentati,
fosse in grado di giustificare e appoggiare le rappresaglie e, ultimamente
linvasione. Distruggendo lautorità palestinese,
delegittimando Arafat (Premio Nobel per la Pace ed unica persona
di poter davvero dare fastidio alle mire espansionistiche di Sharon),
accusandolo di essere il mandante dei kamikaze, Israele ha dichiarato
al mondo intero, che questa operazione militare vuole impedire che
si cancelli il proprio stato con gli attentati. A noi pare che se
cè uno stato a rischio destinzione sia quello
palestinese.
Una volta Gandhi disse così: Gli Ebrei sbagliano, la
Palestina biblica non esiste geograficamente, ma per esistere davvero
deve vivere nei loro cuori . Giusto, giustissimo. Lo Stato
dIsraele è un monumento vivente, un pezzo di terra
che il mondo regalò agli Ebrei scampati allOlocausto
e provenienti da secoli di umiliazioni. Un pezzo di terra che però
col passare degli anni è cresciuto sempre di più,
calpestando ogni diritto di un popolo fiero e ribelle come quello
palestinese. Noi auspichiamo che in quella terra sventolino al più
presto liberamente e legittimamente due bandiere, una vicina allaltra,
simbolo di due stati non più in guerra.
Antonio Clausi
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