Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 6 del 21 aprile 2002
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Finiamola di piangerci addosso.
Stiamo uniti

Da qualche tempo i discorsi rituali della curva sono sempre gli stessi: si critica passivamente l’attuale “gestione”del gruppo, ci si lamenta di tutto e di tutti ma quasi nessuno fa niente per cambiare le cose. E’ troppo facile parlare del passato, dei Nuclei Sconvolti, di come andava la situazione negli anni 80’/90’… I tempi cambiano e come è cambiato il mondo, è cambiata la città e si è trasformata la curva. Attenzione, si è “trasformata” ma non è morta né tantomeno è diventata un covo di fascistelli. Ci piace sostenere quella teoria che dice “Tutto si trasforma, nulla si distrugge” e poi non sopportiamo falsi vittimismi o morali di turno.
Oggi gli stadi sono completamente militarizzati, siamo controllati da “spie” umane e tecnologiche, calcio giocato e pay-tv si sono fusi velocemente e prepotentemente in una logica di distruzione del movimento ultrà e del folklore sociale nelle gradinate di uno stadio. Da un punto di vista più ristretto, il Cosenza Calcio non è più quell’evento sociale di una volta, non c’è più entusiasmo soprattutto nelle tribune, i risultati non ci sono.
Il San Vito si è svuotato ma in curva sud si “crea” l’unica “muraglia umana” dello stadio. La sud, nonostante tutte le discussioni, dopo tanti passi falsi, nonostante uno strano ricambio generazionale, è una curva che "barcolla ma non crolla" alla faccia di tutti quelli che giudicano e criticano da un falso piedistallo.
Se dovessimo andare allo stadio da soli, per sederci e guardare la partita mangiando le noccioline non ci andremmo affatto. In curva ci andiamo innanzitutto per l’amicizia che ci lega a tante altre persone, simili o diverse da noi. Entrammo da perfetti sconosciuti oltre dieci anni fa in questa curva… La cosa più bella fu ammirare quel sentimento di unione e di amicizia che era nell’aria al di là di ciò che accadeva, sia se eri di Roges, di via Popilia, di Cosenza vecchia o di qualsiasi altro quartiere o paese. Qualche testa di cazzo, snob, benpensante di turno, oggi si prende il lusso di dire che in curva non ci viene perché c’è troppa “fezza”, perché c’è pieno di “zimmari”... ma non dimentichiamo che anche in quel passato di cui tanto si parla, queste gradinate ospitavano ragazzi di tutti i tipi e di tutte le zone della città e della provincia. I “Nuclei Sconvolti” furono grandi proprio perché li riuscirono ad aggregare e gli diedero la possibilità di esprimere il loro contributo dentro e fuori la curva. Bisogna dimenticare i rancori e discutere liberamente, analizzare la situazione senza pregiudizi per creare tutti insieme qualcosa di più importante. Dovremmo collaborare un po’ di più tutti. I Cosenza supporters sono un gruppo che ammiriamo e stimiamo molto e a cui ci legano svariate amicizie personali ma onestamente speriamo che la prossima volta che organizzeranno una trasferta o qualsiasi altra cosa lo facciano per tutti e non solo per loro.
Indubbiamente non vanno criticati perché sono gli unici che si “sbattono”, che colorano la curva ma se questo lo facessimo tutti insieme sarebbe un’altra cosa.
L’esperienza ci ha insegnato che uniti si è più forti: Cosenza Supporters, Vecchia Guardia, Alkool Group, Brigate, Rebel Fans, Tam Tam, Amantea, Diamante, Lost Boys e tutti i “cani sciolti”... nel bene e nel male nella storia del movimento ultrà, la propaggine degli Ultrà Cosenza.
Purtroppo, come qualcuno avrà notato, da quest’anno il drappo “Rebel Fans” (che dal ‘95 non era mai mancato né al San Vito e né in trasferta) in casa non c’è quasi mai ma questo non vuol dire che abbiamo appeso la sciarpa al chiodo. Qualcuno di noi si è perso per la strada, altri sono “evasi” da questa città per lavorare o studiare ma come sempre siamo “ovunque... in costante rivolta”: Leonetti da Bologna, Markuzzu da Roma, Ciucculata e gli altri da Cosenza, nonostante la lontananza “RF”è più vivo di prima e continuiamo a credere in questa curva che ci ha visto crescere e maturare.
Non diamo a nessuno la soddisfazione di dire che gli Ultrà a Cosenza sono morti, non piangiamoci addosso. Affrontiamo insieme i problemi e superiamo gli ostacoli con la forza che ci ha sempre contraddistinto. Vivere ultrà per vivere!
Noi Tifiamo Ultrà Cosenza

Markuzzu e Ciucculata
Rebel Fans

 

Jam’a Cagliari

Si sta lavorando per organizzare la trasferta di Cagliari. Non è facile, perché in assenza di un gruppo-guida e di un’assemblea, tutto è affidato ad iniziative individuali. Comunque, il tentativo sarebbe di coinvolgere il coordinamento Club ed ottenere, per una volta dopo tempo immemore, un contributo che dia al maggior numero possibile di persone la possibilità di seguire la squadra in aereo. Si tratterebbe di arrivare a Roma in treno, o con mezzi propri, per poi coprire la tratta fino a Cagliari volando. Nella settimana prossima si dovrebbe essere in grado di fornire informazioni più precise su orari, prezzi e modalità di prenotazione.

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