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sotterranei pop nr 6 del 21 aprile 2002
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Il “Mite” Sanchioni

A distanza di tredici lunghi anni “la sfida” di Marco Sanchioni

Le prime tracce musicali di Marco Sanchioni sono datate 1989, anno in cui la High Rise pubblicò “It Rains Again On The Rising Sun” degli A Number Two quartetto marchigiano dedito ad un ottimo indie rock che aveva nei gruppi di etichette come la SST i principali riferimenti. A distanza di tredici lunghi anni, interrotti saltuariamente dalla pubblicazione di alcuni demo, Sanchioni torna in scena con “Mite” cd che raccoglie il suo nuovo sentire. I testi in italiano si sostituiscono a quelli in inglese, acquisendo un’immediatezza che rende il prodotto più appetibile. Aperto da una grintosa “La sfida” che detta i tempi di un’opera che sarà in gran parte incentrata su di un indie rock di ottima levatura dove le ballate, centellinate a dovere, determinano pause che mettono meglio in evidenza l’ottima fattura dei testi. La vita rappresenta senza dubbio il tema portante dell’album, sviscerato secondo tanti interrogativi e poche certezze, che anche quando sono palesi, non sembrano fornire risposte definitive. Per ciò che riguarda la musica, il meglio del campionario post punk degli ultimi vent’anni emerge come influenza positiva. Gli Hüsker Dü fanno capolino ne “Il ballo dei nuovi ubriachi” brano che rappresenta una perfetta sintesi tra il vigore delle chitarre e la linea melodica del testo. “Mite” veleggia dalle parti dei Pixies, con la prima parte della canzone sostenuta solo dalla chitarra, e successivamente arricchito da basso, batteria e tastiere che esplodono. Il testo è estremamente efficace, fissandosi indelebilmente in testa e restandoci a lungo. La successiva “Acqua Cheta” è una bella cavalcata punk’n’roll che prepara la strada per “Asteroidi” potenziale hit radiofonico con il suo testo fantasioso ed ironico, arricchito da cori e sonorità di sapore sixities. “Le mani e i piedi” segna la prima pausa ritmica: il tono si stempera, la vita, assume connotati diversi nei quali ognuno può trovare parte di se. Poi si riparte nuovamente a rotta di collo con “Lasciata a metà” brano che rappresenta il punto di demarcazione fra la prima e la seconda parte dell’album. Di seguito le ballate la fanno da padrone. “C’è gente” fa incontrare Springsteen con i gruppi del Paisley Underground, “Piccolo Bisogno di Te” è una efficace canzone d’amore, mentre “Canzone scritta per caso” riflette ancora sulla vita, “Mite” si rivela un’opera estremamente convincente che propone un autore di ottima levatura che sembrava perduto e che, per nostra fortuna, ha voluto rimettersi in gioco.

Eliseno Sposato

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