Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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sotterranei pop nr 5 del 7 aprile 2002
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SanGiuseppe Rock

E’ passata anche la quinta edizione della manifestazione più seguita in città

E’ circa l’una di notte quando le note del brano “Gesù” eseguito da Nada, fanno calare il sipario sulla quinta edizione di S. Giuseppe Rock. Il pubblico accorso come sempre numerosissimo in piazza Arenella a Cosenza, ne vorrebbe di più ma l’artista toscana ha già dato il meglio del suo rinnovato percorso artistico, in cui buona musica e sapiente recitazione convivono piacevolmente. E’ già tempo di bilanci che sono tutti estremamente positivi, e che premiano il buon lavoro svolto dal gruppo di “ingegni” inseriti nella struttura dell’assessorato alla cultura del comune di Cosenza. Le due serate svoltesi sabato e domenica scorsa, hanno riscosso ampiamente il gradimento del pubblico, nonostante fossero per nulla o quasi imparentati con il rock, così come da noi evidenziato in sede di presentazione. Fermo restando il giudizio critico espresso sabato scorso, c’è da notare come gli organizzatori abbiano fatto ancora una volta centro scegliendo alcune positive realtà che si muovono nel filone etnico, della scena indipendente italiana. L’apertura della frizzante Bakan Babau Circus Orchestra, ha mostrato una sapiente miscela culturale di est ed ovest, capace di fondere il jazz con musiche ro, macedoni, serbe e klezmer. Ottimo il riscontro del pubblico. Maggiori consensi hanno riscosso i salentini Officina Zoè. Anche se questo gruppo è parso essere totalmente fuori dal contesto in cui si esibiva: un gruppo folk estremamente radicato nella tradizione, ma che ha saputo coinvolgere una larghissima fetta di pubblico a furia di pizziche e tarante. Se tutto sia stato merito del gruppo o perché la tarantella è insita nel dna non solo dei calabresi, ma della gente del sud in genere non è dato sapere, comunque sia a loro ha arriso il successo, con buona pace di noi critici. Per fortuna il successivo live set dei Nidi D’Arac, ha ridato senso alla manifestazione. Pur partendo anch’esso dal recupero della tradizione popolare salentina, il gruppo di Alessandro Coppola si spinge molto più in avanti, modernizzando la ricerca ritmica. Nella nuova formazione il gruppo è apparso molto ben amalgamato, con delle buone individualità ed una scrittura compositiva di alto livello. I brani del nuovo album “Tarantolae” hanno mostrato un’ottima resa live che ha influenzato negli arrangiamenti, vecchi hit come “Iou e Ssignuria”, “Sule de ‘Iernu” e “Figli di Annibale”, brano degli Almamegretta che viene da sempre portato in repertorio dal gruppo pugliese. La giornata conclusiva, più eterogenea, prevedeva in cartellone Nada e Konsentia. Il gruppo cosentino, da poco approdato all’esordio discografico, ha portato in scena ancora la tradizione popolare riletta secondo l’ottica dell’era digitale. Accanto al classico trio rock, si muovono tastiere e campionatore, usato con parsimonia, a modificarne il cromosoma genetico. Groove, energia, testi interessanti e recupero di alcuni traditional calabresi, mostrano che il gruppo è in crescita ed ha margini di miglioramento. Accolti con un po’ di diffidenza, tipico atteggiamento che soffre chi suona nella propria città, con il passare dei minuti i Konsentia hanno saputo catturare e mantenere vivo l’interesse del pubblico. Poi sono arrivate le immagini in anteprima nazionale del video “Gesù”. Per il brano di Nada si è scomodato un nome prestigioso come quello di Citto Maselli, che ha realizzato un bellissimo videoclip, nel quale immagini della cantante si alternavano a quelle dei, tristemente noti, fatti accaduti durante il G8 di Genova. Poi la musica di Nada incentrata sul nuovo repertorio dell’album “L’amore è fortissimo ed il corpo no” con piccole concessioni a cover (Ciampi), tradizionali (Maremma) ed al repertorio degli anni sessanta con una “Amore disperato” molto rockeggiante che ha fatto pogare e cantare a squarciagola il pubblico. Bella serata come tutte quelle che si sono succedute in questi cinque anni, in cui è maturata, si è concretizzata e consolidata un’idea di legare la tradizione di un evento popolare come la Fiera di S. Giuseppe, con i linguaggi dello spettacolo gradito a giovani. Si spera che quest’esperienza non vada perduta.

Eliseno Sposato

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