Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
360gradi nr 5 del 7 aprile 2002
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riceviamo e pubblichiamo
Raffaele Ciriello

Un attacco esemplare dell’esercito israeliano contro la libertà d’informazione

Il 13 marzo è stato ucciso a Ramallah il fotografo italiano Raffaele Ciriello, colpito da sei proiettili mentre filmava un carro armato israeliano.
Ciriello, 42 anni, svolgeva attività di freelance per diverse testate italiane. Aveva realizzato negli ultimi anni reportage dalle zone più calde della terra, fra cui Afghanistan, Kossovo, Somalia, Sierra Leone. Aveva compiuto alcuni di questi viaggi con Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera uccisa il 19 novembre dello scorso anno in Afghanistan. Medico chirurgo oltre che fotografo, Ciriello era milanese e nella città lombarda lascia la sua compagna ed una figlia di un anno.
Il 12 marzo l’albergo dove soggiornavano, insieme a Ciriello, una trentina di giornalisti e fotografi, il City Inn di Ramallah, era stato bersaglio di raffiche di mitra da parte dei soldati di Tel Aviv. L’albergo è alle porte di Ramallah e distante poche centinaia di metri dal campo profughi di Al-Amari, che, la notte tra il 12 e il 13 è stato occupato dalle truppe israeliane.
Non appena i militari si sono accorti che i giornalisti stavano filmando l’occupazione hanno reagito in maniera immediata e violenta. "Hanno cominciato a sparare deliberatamente contro il quarto piano dell'albergo dove ci trovavamo distruggendo tutto – dice Amedeo Ricucci, giornalista della Rai. I proiettili hanno centrato le cisterne dell'acqua sul tetto e hanno mandato in frantumi i vetri delle stanze. E' stata anche colpita una telecamera".
Successivamente un ufficiale di collegamento israeliano ha ripetutamente esortato i giornalisti e i fotografi a lasciare l'albergo offrendosi di portarli in una zona sicura su mezzi blindati dell'esercito. Un'offerta che i giornalisti hanno respinto.
Ecco alcuni brani, drammaticamente rivelatori, della testimonianza rilasciata da Raffaele Ciriello a Radio24 il giorno prima di essere ucciso, a proposito di quanto accaduto al City Inn di Ramallah e dei tentativi di Israele di censurare con ogni mezzo i cronisti di guerra che non si inginocchiano all’informazione di regime:
“E' evidente la volontà di tenere lontana la stampa da quello che sta succedendo. Da una settimana sto’ cercando di seguire e coprire le operazioni militari israeliane all’interno dei campi profughi palestinesi e sistematicamente non ci riesco o faccio molta fatica.
Anche se il più delle volte i mezzi per tenere lontana l’informazione non sono una sventagliata di mitragliatrice ma semplicemente un posto di blocco ferreo”.

Sergio Loi

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