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riceviamo
e pubblichiamo
Raffaele Ciriello
Un
attacco esemplare dellesercito israeliano contro la libertà
dinformazione
Il 13 marzo è stato ucciso a Ramallah il fotografo
italiano Raffaele Ciriello, colpito da sei proiettili mentre filmava
un carro armato israeliano.
Ciriello, 42 anni, svolgeva attività di freelance per diverse
testate italiane. Aveva realizzato negli ultimi anni reportage dalle
zone più calde della terra, fra cui Afghanistan, Kossovo,
Somalia, Sierra Leone. Aveva compiuto alcuni di questi viaggi con
Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera uccisa
il 19 novembre dello scorso anno in Afghanistan. Medico chirurgo
oltre che fotografo, Ciriello era milanese e nella città
lombarda lascia la sua compagna ed una figlia di un anno.
Il 12 marzo lalbergo dove soggiornavano, insieme a Ciriello,
una trentina di giornalisti e fotografi, il City Inn di Ramallah,
era stato bersaglio di raffiche di mitra da parte dei soldati di
Tel Aviv. Lalbergo è alle porte di Ramallah e distante
poche centinaia di metri dal campo profughi di Al-Amari, che, la
notte tra il 12 e il 13 è stato occupato dalle truppe israeliane.
Non appena i militari si sono accorti che i giornalisti stavano
filmando loccupazione hanno reagito in maniera immediata e
violenta. "Hanno cominciato a sparare deliberatamente contro
il quarto piano dell'albergo dove ci trovavamo distruggendo tutto
dice Amedeo Ricucci, giornalista della Rai. I proiettili
hanno centrato le cisterne dell'acqua sul tetto e hanno mandato
in frantumi i vetri delle stanze. E' stata anche colpita una telecamera".
Successivamente un ufficiale di collegamento israeliano ha ripetutamente
esortato i giornalisti e i fotografi a lasciare l'albergo offrendosi
di portarli in una zona sicura su mezzi blindati dell'esercito.
Un'offerta che i giornalisti hanno respinto.
Ecco alcuni brani, drammaticamente rivelatori, della testimonianza
rilasciata da Raffaele Ciriello a Radio24 il giorno prima di essere
ucciso, a proposito di quanto accaduto al City Inn di Ramallah e
dei tentativi di Israele di censurare con ogni mezzo i cronisti
di guerra che non si inginocchiano allinformazione di regime:
E' evidente la volontà di tenere lontana la stampa
da quello che sta succedendo. Da una settimana sto cercando
di seguire e coprire le operazioni militari israeliane allinterno
dei campi profughi palestinesi e sistematicamente non ci riesco
o faccio molta fatica.
Anche se il più delle volte i mezzi per tenere lontana linformazione
non sono una sventagliata di mitragliatrice ma semplicemente un
posto di blocco ferreo.
Sergio
Loi
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