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riceviamo
e pubblichiamo
Fiera in mensa
Nella
Kasbah a via Milelli distribuiti 600 pasti al giorno
agli ambulanti della Fiera di San Giuseppe
In Totò le Mocò Totò
vi avrebbe ritrovato il luogo che chiamava la Kasbah della
tolleranza, chi cera ha incontrato, per la prima volta
riunita insieme, la Franza di ogni angolo del mondo: stiamo parlando
di Fiera in mensa, naturalmente, fucina pulsante e laboratorio
in continuo divenire dove le razze, le appartenenze, i diversi colori
si sono magicamente mischiati trasformandosi in un unico grande
popolo.
Nei locali della Kasbah, a via Milelli, nel periodo
della fiera di S.Giuseppe - del quindici al diciannove marzo scorso
- sono stati distribuiti una media di seicento pasti al giorno agli
ambulanti, e non solo, ritrovatisi a Cosenza per levento.
Finanziati dalla Caritas, sostenuti dal Banco Alimentare, i ragazzi
della Kasbah, la Comunità di S.Egidio, lAgesci, la
Croce Bianca, e lAzione Cattolica sono riusciti ad organizzare
ciò che nessuno di noi avrebbe mai immaginato potersi realizzare:
il diavolo e lacqua santa, il chierichetto e lesponente
della old schooldella franza uniti per realizzare uniniziativa
tesa allaccoglienza, grazie allo scambio reciproco della propria
esperienza edidentità, degli innumerevoli immigrati
giunti per esporre i propri prodotti alla fiera.
Così, grazie anche allaiuto delle Parrocchie del cosentino
e dei Cosenza Supporters- lo Scivolo e Gigino(cameraman tuttofare)
addetti alla pulizia dei bagni, Dodò che dal Cocoricò
portava la sua esperienza di esperto cameriere, Nandro che, oltre
a mostrare il bicipite a chiunque gli passasse vicino, si prodigava
a distribuire le pietanze e U Pirchiu che tra un tressette
e laltro, dopo aver capito che non era lui a sborsare i soldi
per liniziativa, porgeva a malincuore i piatti agli immigrati
affamati-in cinque giorni si è riusciti ad alleviare le pene
che ognuno degli extracomunitari porta inevitabilmente col proprio
vissuto.
Grandi elogi vanno fatti agli Chef del Centro di Cultura Araba:
Amrì, Mohammed-col suo mitico cappello da cuoco, regalatogli
da Vissani in persona nella sua ultima trasferta a Cosenza- e Nouredinne
lunico arabo-andaluso sulla terra. Dalle prime luci dellalba,
gli odori provenienti dalle cucine della Kasbah si diffondevano
lungo il fiume Crati: il cus-cus è stato letteralmente divorato
dai cattolici presenti. Saranno forse state le spezie presenti nel
tipico piatto arabo, ma già dalla prima sera incredibili,
quanto straordinari eventi si sono verificati. Si narra che don
Salvatore abbia parlato a lungo con Eccerchi-detto Angelo
-e
si sia convertito alla religione musulmana: è stato avvistato
alcuni giorni fa mentre pregava rivolto verso La Mecca; sono sbocciati
nuovi amori tra le boy scout e i marocchini andati in visibilio
per le divise osè da esse indossate: galeotto fu il ginocchio
scoperto dal calzettone; Lello è ancora convinto di essere
un extracomunitario e lo si può vedere ai semafori di Viale
Parco insieme al suo fido amico, anzi fratello Amid .
Ma una cosa su tutte-e siamo qui nella leggenda- rimarrà
nei cuori di tutti, e le prove sono visibili-vedi foto ad immortalare
levento-: Michele convertito dalle suore si è addirittura
tagliato per amore loro i capelli. Ebbene sì, uscito dal
barbiere, che ha prontamente brevettato la coda spacciandola per
Tamagogi discendente dall antica stirpe degli Yeti, si dice
che sia stato visto entrare da Mazzocca ed acquistare un abito blu:
adesso si aggira felice in tour tra una Parrocchia e laltra
della provincia.
Ma sicuri che erano davvero spezie quelle utilizzate per preparare
i colorati manicaretti di Fiera in Mensa?
Simona
De Maria
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