Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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per le strade di Cosenza nr 5 del 7 aprile 2002
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Fiera in mensa

Nella “Kasbah” a via Milelli distribuiti 600 pasti al giorno agli ambulanti della Fiera di San Giuseppe

In “Totò le Mocò” Totò vi avrebbe ritrovato il luogo che chiamava la “Kasbah della tolleranza”, chi c’era ha incontrato, per la prima volta riunita insieme, la Franza di ogni angolo del mondo: stiamo parlando di “Fiera in mensa”, naturalmente, fucina pulsante e laboratorio in continuo divenire dove le razze, le appartenenze, i diversi colori si sono magicamente mischiati trasformandosi in un unico grande popolo.
Nei locali della “Kasbah”, a via Milelli, nel periodo della fiera di S.Giuseppe - del quindici al diciannove marzo scorso - sono stati distribuiti una media di seicento pasti al giorno agli ambulanti, e non solo, ritrovatisi a Cosenza per l’evento. Finanziati dalla Caritas, sostenuti dal Banco Alimentare, i ragazzi della Kasbah, la Comunità di S.Egidio, l’Agesci, la Croce Bianca, e l’Azione Cattolica sono riusciti ad organizzare ciò che nessuno di noi avrebbe mai immaginato potersi realizzare: il diavolo e l’acqua santa, il chierichetto e l’esponente della “old school”della franza uniti per realizzare un’iniziativa tesa all’accoglienza, grazie allo scambio reciproco della propria esperienza ed’identità, degli innumerevoli immigrati giunti per esporre i propri prodotti alla fiera.
Così, grazie anche all’aiuto delle Parrocchie del cosentino e dei Cosenza Supporters- lo Scivolo e Gigino(cameraman tuttofare) addetti alla pulizia dei bagni, Dodò che dal Cocoricò portava la sua esperienza di esperto cameriere, Nandro che, oltre a mostrare il bicipite a chiunque gli passasse vicino, si prodigava a distribuire le pietanze e ‘U Pirchiu che tra un tressette e l’altro, dopo aver capito che non era lui a sborsare i soldi per l’iniziativa, porgeva a malincuore i piatti agli immigrati affamati-in cinque giorni si è riusciti ad alleviare le pene che ognuno degli extracomunitari porta inevitabilmente col proprio vissuto.
Grandi elogi vanno fatti agli Chef del Centro di Cultura Araba: Amrì, Mohammed-col suo mitico cappello da cuoco, regalatogli da Vissani in persona nella sua ultima trasferta a Cosenza- e Nouredinne l’unico arabo-andaluso sulla terra. Dalle prime luci dell’alba, gli odori provenienti dalle cucine della Kasbah si diffondevano lungo il fiume Crati: il cus-cus è stato letteralmente divorato dai cattolici presenti. Saranno forse state le spezie presenti nel tipico piatto arabo, ma già dalla prima sera incredibili, quanto straordinari eventi si sono verificati. Si narra che don Salvatore abbia parlato a lungo con Eccerchi-detto Angelo…-e si sia convertito alla religione musulmana: è stato avvistato alcuni giorni fa mentre pregava rivolto verso La Mecca; sono sbocciati nuovi amori tra le boy scout e i marocchini andati in visibilio per le divise osè da esse indossate: galeotto fu il ginocchio scoperto dal calzettone; Lello è ancora convinto di essere un extracomunitario e lo si può vedere ai semafori di Viale Parco insieme al suo fido amico, anzi fratello Amid .
Ma una cosa su tutte-e siamo qui nella leggenda- rimarrà nei cuori di tutti, e le prove sono visibili-vedi foto ad immortalare l’evento-: Michele convertito dalle suore si è addirittura tagliato per amore loro i capelli. Ebbene sì, uscito dal barbiere, che ha prontamente brevettato la coda spacciandola per Tamagogi discendente dall’ antica stirpe degli Yeti, si dice che sia stato visto entrare da Mazzocca ed acquistare un abito blu: adesso si aggira felice in tour tra una Parrocchia e l’altra della provincia.
Ma sicuri che erano davvero spezie quelle utilizzate per preparare i colorati manicaretti di “Fiera in Mensa”?

Simona De Maria

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