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Questa
nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico
quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza,
zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via
internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro
giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni,
la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per
l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide
con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media
e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una
valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che
finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando
le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi
racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella
mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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Settimana
Europea Antirazzista 12-21 aprile 2002
Ultras
divisi nella fede, uniti contro il razzismo
non
solo
perché lunica cosa che divide le tifoserie è
il colore della sciarpa, non certo il colore della pelle
non solo
perché bisogna fare qualcosa per contrastare il razzismo
e le altre forme di discriminazione quando sono presenti sugli spalti
non solo
perché bisogna ribadire allopinione pubblica che la
facile equazione ultras = razzismo è spesso frutto di una
lettura falsata e superficiale
ma anche
per sottolineare che forme di vera discriminazione sono
allinterno nel giocattolo calcio
perché
le barriere di tipo economico (caro biglietti) spesso escludono
le fasce più deboli e gli immigrati dagli stadi
perché
si utilizzano spesso materiali (palloni, casacche, etc.) prodotti
attraverso lo sfruttamento di minori delle aree povere del mondo
perché
a livello amatoriale e giovanile, la Federazione Italiana impone
delle norme molto restrittive sulla possibilità di tesserare
cittadini non italiani (e molti bambini che vivono nelle periferie
delle nostre città oggi e non hanno la cittadinanza italiana,
dovrebbero avere la stessa possibilità degli altri di giocare
a calcio in una piccola squadra)
e soprattutto
per ribadire con forza che il razzismo, quando è presente
allo stadio fa notizia ed è reato, nella società in
cui
viviamo, invece, è molto diffuso e quasi sempre tollerato
Chi
ha attaccato questo manifesto aderisce alla Settimana dAzione
Europea Antirazzista organizzata dalla rete FARE (Football Against
Racism in Europe)
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