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Respect
(just a little bit)
Era
una canzone di Otis Redding. Aretha Franklin gliela rubò.
Oggi potrebbe essere linno della curva Bergamini. Che non
merita questo spettacolo. Indecente.
Un
forte senso di impotenza. Quella vista in campo a Siena, è
stata la squadra peggiore di questanno. Uno spettacolo al
limite della decenza sportiva. Roba che, gente come Ferrara, si
sarebbe privato di uova e ortaggi per scagliarli contro quegli undici
fantasmi scesi in campo. Urge voltare pagina, altrimenti, beninteso,
si va dritti dritti in serie C.
La classifica è più chiara ed esplicita di un romanzo
giallo scritto male. I numeri dicono da più di
due mesi che il Crotone ci ha già salutati (quando Vrenna
a inizio torneo pronosticava almeno il quinto posto!). Ma dal penultimo
posto in poi tutto è in discussione. Per cui fare tabelle,
emettere sentenze, dare cifre e quote salvezza sono argomenti tabù
almeno per le prossime tre settimane. La Pistoiese ha avuto il buon
gusto di pareggiare 3-3 a Bari: mille grazie. Resta a quota 27,
ma guai a darla per spacciata. Il Siena, dopo tre vittorie consecutive
sudate, ha trovato per strada un tagliando omaggio: un buono di
3 punti, firmato Cosenza. Confezionato da una difesa che ricorda
in maniera sempre più inquietante la famosa banda del
buco (Voria-Circati) di un campionato che preferisco non ricordare.
Vale la pena sottolineare, invece, che la strana coppia Zaniolo-Mendil
ha fatto quasi le stesse reti messe a segno da Zampagna-Savoldi
lo scorso torneo. Il punto è che la nostra retroguardia è
la seconda peggiore del torneo. Ora, una domanda piccola piccola.
Considerato che lespertissimo signor Mondonico, sulla cui
bravura (senza ironia) scommetterei un occhio della testa, è
in questa città da cinque mesi e mezzo, possibile che non
sia riuscito a trovare tre uomini da mettere dietro il centrocampo
e a cui dire molto semplicemente: Siccome siete delle mezze
calzette, appena vi arriva palla, spazzate; sui calci dangolo,
occhio!? Dopo i 45 pietosi minuti di Siena, la squadra
è tornata in campo peggio di prima. Cosa ha detto Mondonico
negli spogliatoi? Gli avrà mica fatto i complimenti?
Tornando alla classifica, fino al Bari sono tutti coinvolti. E il
Cosenza si trova giusto a due punticini dalla quarta piazza utile
per la retrocessione. I rossoblu non devono fare la corsa su nessuno.
Devono solo sapere che: 1) il Siena è in piena corsa, pur
essendo una mezza squadra; 2) che la Ternana e il Cittadella sono
vive e vegete: non mollano; 3) che, ribadisco, o Siena è
stato un episodio, oppure siamo rovinati.
Oggi, Pistoiese e Ternana cercano di eliminarsi a vicenda. Altrettanto
proveranno a fare Cagliari e Cittadella. Pronostico? Più
che altro due ovvie speranze: che gli umbri e i sardi restino al
palo. Ora come ora, il Cagliari sembra essere la formazione più
debole. Sarebbe un bene che scivolasse il più giù
possibile. La Ternana, invece, è forse l11 più
in forma. Se la Pistoiese riuscisse ad arrestare la sua corsa, magari
con un pareggio, potremmo respirare un po di più. Il
Cosenza deve vincere. Ma non solo oggi. Anche domenica prossima.
Perché ha due scontri diretti, due sfide vitali. Messina
e Genoa.
Vi giuro, però, che scrivere dopo una partita come quella
di Siena è difficile. A costo di farvi arrabbiare e voltare
pagina, io spero che oggi la curva dimostri maturità. Che
non significa sostenere una squadra con gli occhi foderati di prosciutto.
Daccordo, sventoliamo le bandiere, tiriamo fuori gli stendardi
e la voce più forte che abbiamo. Ma anche uno striscione
lungo con su scritto qualcosa del tipo: Orgoglio, dignità
e rispetto per gli ultrà. Poi, fischio dinizio
e si grida: va bene, ci sta. Ma passare sotto silenzio una vergogna
(chiamiamo le cose con il loro nome) come quella vista in scena
8 giorni fa, non va bene.
Ho le scatole piene di sentirmi dire che dobbiamo aspettare Lentini,
che ci sono tanti infortunati. Sabato scorso in campo cerano
due attaccanti richiesti da mezza serie B (Zaniolo e Mendil), un
difensore della Sampdoria (Traversa), un difensore ex under-21 (Oshadogan),
un centrale che con Silvestri a fianco sembrava un fenomeno (Di
Sole), un mediano con 3 campionati di B alle spalle (Moscardi),
una mezzapunta di scuola Juve, con esperienza decennale in categoria
(Giampaolo). Il Modena sta andando dritto in serie A con una squadra
sulla quale neanche uno con il cervello fumato avrebbe
puntato un soldo. E che, ad agosto, valeva forse complessivamente
meno dello stipendio triennale del nostro tecnico.
Ho le scatole piene di giustificazioni per questa squadra. Non voglio
più sentire una sola persona dirmi che larbitro è
un venduto e che siamo vittime di una congiura di palazzo, perché
non è vero. E, se lo fosse, gioverebbe ogni tanto prendersi
le proprie responsabilità. Magari è vero che con il
Siena cera un rigore come una casa e che nessuno avrebbe concesso
la punizione da cui è scaturito il 3-2 contro la Salernitana.
Ma le fortuna uno se le cerca, non aspetta che piovano dal cielo.
A inizio stagione qualcuno aveva parlato di dare soddisfazioni,
di promozione, di dare fastidio. E quando
questo qualcuno è stato mandato via, è arrivato un
signore. Al quale non sono stati dati 800mln annui per salvare
il salvabile, ma per fare quello che il predecessore non aveva
saputo fare. E, dunque, dare soddisfazioni, ecc. E io,
invece, oggi, ore 17.30 di sabato 29 marzo, ho una rabbia che voi
non potete neanche immaginare. E vorrei tanto che quel signore e
i suoi compari lo sapessero.
Andrea
Marotta
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