Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
a duminica é dù palluni nr 5 del 7 aprile 2002
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Respect (just a little bit)

Era una canzone di Otis Redding. Aretha Franklin gliela rubò. Oggi potrebbe essere l’inno della curva Bergamini. Che non merita questo spettacolo. Indecente.

Un forte senso di impotenza. Quella vista in campo a Siena, è stata la squadra peggiore di quest’anno. Uno spettacolo al limite della decenza sportiva. Roba che, gente come Ferrara, si sarebbe privato di uova e ortaggi per scagliarli contro quegli undici fantasmi scesi in campo. Urge voltare pagina, altrimenti, beninteso, si va dritti dritti in serie C.
La classifica è più chiara ed esplicita di un romanzo ‘giallo’ scritto male. I numeri dicono da più di due mesi che il Crotone ci ha già salutati (quando Vrenna a inizio torneo pronosticava almeno il quinto posto!). Ma dal penultimo posto in poi tutto è in discussione. Per cui fare tabelle, emettere sentenze, dare cifre e quote salvezza sono argomenti tabù almeno per le prossime tre settimane. La Pistoiese ha avuto il buon gusto di pareggiare 3-3 a Bari: mille grazie. Resta a quota 27, ma guai a darla per spacciata. Il Siena, dopo tre vittorie consecutive sudate, ha trovato per strada un tagliando omaggio: un buono di 3 punti, firmato Cosenza. Confezionato da una difesa che ricorda in maniera sempre più inquietante la famosa “banda del buco” (Voria-Circati) di un campionato che preferisco non ricordare.
Vale la pena sottolineare, invece, che la strana coppia Zaniolo-Mendil ha fatto quasi le stesse reti messe a segno da Zampagna-Savoldi lo scorso torneo. Il punto è che la nostra retroguardia è la seconda peggiore del torneo. Ora, una domanda piccola piccola. Considerato che l’espertissimo signor Mondonico, sulla cui bravura (senza ironia) scommetterei un occhio della testa, è in questa città da cinque mesi e mezzo, possibile che non sia riuscito a trovare tre uomini da mettere dietro il centrocampo e a cui dire molto semplicemente: “Siccome siete delle mezze calzette, appena vi arriva palla, spazzate; sui calci d’angolo, occhio!”? Dopo i 45’ pietosi minuti di Siena, la squadra è tornata in campo peggio di prima. Cosa ha detto Mondonico negli spogliatoi? Gli avrà mica fatto i complimenti?
Tornando alla classifica, fino al Bari sono tutti coinvolti. E il Cosenza si trova giusto a due punticini dalla quarta piazza utile per la retrocessione. I rossoblu non devono fare la corsa su nessuno. Devono solo sapere che: 1) il Siena è in piena corsa, pur essendo una mezza squadra; 2) che la Ternana e il Cittadella sono vive e vegete: non mollano; 3) che, ribadisco, o Siena è stato un episodio, oppure siamo rovinati.
Oggi, Pistoiese e Ternana cercano di eliminarsi a vicenda. Altrettanto proveranno a fare Cagliari e Cittadella. Pronostico? Più che altro due ovvie speranze: che gli umbri e i sardi restino al palo. Ora come ora, il Cagliari sembra essere la formazione più debole. Sarebbe un bene che scivolasse il più giù possibile. La Ternana, invece, è forse l’11 più in forma. Se la Pistoiese riuscisse ad arrestare la sua corsa, magari con un pareggio, potremmo respirare un po’ di più. Il Cosenza deve vincere. Ma non solo oggi. Anche domenica prossima. Perché ha due scontri diretti, due sfide vitali. Messina e Genoa.
Vi giuro, però, che scrivere dopo una partita come quella di Siena è difficile. A costo di farvi arrabbiare e voltare pagina, io spero che oggi la curva dimostri maturità. Che non significa sostenere una squadra con gli occhi foderati di prosciutto. D’accordo, sventoliamo le bandiere, tiriamo fuori gli stendardi e la voce più forte che abbiamo. Ma anche uno striscione lungo con su scritto qualcosa del tipo: “Orgoglio, dignità e rispetto per gli ultrà”. Poi, fischio d’inizio e si grida: va bene, ci sta. Ma passare sotto silenzio una vergogna (chiamiamo le cose con il loro nome) come quella vista in scena 8 giorni fa, non va bene.
Ho le scatole piene di sentirmi dire che dobbiamo aspettare Lentini, che ci sono tanti infortunati. Sabato scorso in campo c’erano due attaccanti richiesti da mezza serie B (Zaniolo e Mendil), un difensore della Sampdoria (Traversa), un difensore ex under-21 (Oshadogan), un centrale che con Silvestri a fianco sembrava un fenomeno (Di Sole), un mediano con 3 campionati di B alle spalle (Moscardi), una mezzapunta di scuola Juve, con esperienza decennale in categoria (Giampaolo). Il Modena sta andando dritto in serie A con una squadra sulla quale neanche uno con il cervello ‘fumato’ avrebbe puntato un soldo. E che, ad agosto, valeva forse complessivamente meno dello stipendio triennale del nostro tecnico.
Ho le scatole piene di giustificazioni per questa squadra. Non voglio più sentire una sola persona dirmi che l’arbitro è un venduto e che siamo vittime di una congiura di palazzo, perché non è vero. E, se lo fosse, gioverebbe ogni tanto prendersi le proprie responsabilità. Magari è vero che con il Siena c’era un rigore come una casa e che nessuno avrebbe concesso la punizione da cui è scaturito il 3-2 contro la Salernitana. Ma le fortuna uno se le cerca, non aspetta che piovano dal cielo. A inizio stagione qualcuno aveva parlato di ‘dare soddisfazioni’, di ‘promozione’, di ‘dare fastidio’. E quando questo qualcuno è stato mandato via, è arrivato un signore. Al quale non sono stati dati 800mln annui per “salvare il salvabile”, ma per fare quello che il predecessore non aveva saputo fare. E, dunque, “dare soddisfazioni”, ecc. E io, invece, oggi, ore 17.30 di sabato 29 marzo, ho una rabbia che voi non potete neanche immaginare. E vorrei tanto che quel signore e i suoi compari lo sapessero.

Andrea Marotta

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