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La
favola delle illusioni
Quanto
c'è di vero in quello che vediamo? Poco, o niente. Siamo
circondati da continue illusioni. E ne sentiamo ogni giorno di tutti
i colori. Le scene dell'ultimo mese hanno stordito la nostra immaginazione.
Cominciamo da Cosenza-Salernitana. Incredibile, ma vero. Pagliuso
che invade il campo per agguantare l'arbitro Nucini di Bergamo.
Cronache e cronisti hanno fatto finta di non vedere. Però
è successo davvero. Per una magia tutta cosentina, l'episodio
non è finito sulle prime pagine nazionali. Meglio così.
Perché per fatti del genere, si rischia di pagare un prezzo
molto alto. Ne sanno qualcosa i supporters che hanno seguito la
squadra a Siena, dove si sono imbattuti in un altro Nucini. Forse,
una specie di vendetta per lo "sgarro" di due settimane
prima. Il calcio è una corporazione. Guai a toccarne uno.
Si rivoltano tutti. Tanto si è parlato di quel gesto compiuto
da Pagliuso, quell'irruzione così apparentemente spontanea.
Ma la verità potrebbe essere un'altra. Le leggende popolari
narrano di un incidente diplomatico che sarebbe accaduto molte ore
prima della partita, all'aeroporto, dove Nucini sarebbe stato prelevato
per trasferirsi a Cosenza, la sera prima...
Il secondo pasticciaccio è quello di mercoledì scorso.
Pare che una parte della squadra abbia detto a chiare lettere che
con Mondonico non si può andare avanti. Una sorta di ammutinamento.
Qualcuno sarebbe andato dai dirigenti a piagnucolare, denuncianndo
la sua incompatibilità con il mister. A Cosenza queste scene
le abbiamo già viste e fanno venire la pelle d'oca. Speriamo
che si sia trattato di semplici pettegolezzi...
Ultimo siparietto sull'abbraccio tra Pagliuso e il rendese Chiappetta.
Un'altra favola urbana. Pare che il patron stia per cedere, o abbia
già ceduto, il pacchetto di minoranza della società.
Sarà vero, ma ogni anno si torna a sentire sto ritornello.
Corsi e ricorsi? Forse, però alla lunga situazioni come queste
stancano. Sembra di essere veramente in un gigantesco pallone, che
gira gira finisce sempre nel medesimo punto, tornando alla posizione
di partenza.
A noi cosa resta di questo spettacolino? La voglia di assistere,
l'illusione di partecipare. E soprattutto, la tendenza a divertirci
insieme. Sperando che a qualcuno non venga in mente di sgonfiare
il pallone, perché ci rimarremmo male. I muri crollano, gli
scenari cambiano, ma solo a noi tocca sorbirci la penosa esperienza
dell'umiliazione. Il fango lo abbiamo già conosciuto. Vorremmo
provare a spiccare il volo.
Anche oggi, inciteremo questi due colori, ma quanta rabbia nelle
vene, e quanta voglia di buttare giù questa lurida baracca
di illusioni.
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