Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
per le strade di Cosenza nr 4 del 17 marzo 2002
il sito

Parola al direttore

Pillole di storia della curva e della nostra città
raccontateci da Claudio

Il TAM TAM è da sempre l'organo ufficiale di chi ha voglia di urlare, di far arrivare lontano i propri segnali di fumo, ma è anche un pezzo di carta che ha resistito a dure prove nel corso degli anni. Abbiamo deciso di parlarne con Claudio, ragazzo molto attivo in ambito cittadino e non.
«La curva sconta ora sulla sua pelle il passaggio generazionale», ci dice, dimostrando come era diversa da ora. Il discorso però è molto più ampio ed abbraccia tutta la città. «Cosenza aveva un grosso centro di attrazione che era P.zza Kennedy, all'interno della quale si riunivano tutte le fasce sociali e tutte le sottoculture. Esistevano però insormontabili steccati. Per esempio la zona dell'ex Automeccanica era la zona degli Ultrà e di chi si "sballava"». Proprio con loro legarono fortemente i ragazzi di CS Vecchia e di via Popilia, avendo «tutti in comune un'aggressività di fondo, più che altro simbolica, e la voglia di estraniarsi dalla società e dai costumi». Insieme diedero vita ad un gruppo, che unito ad i Nuclei Sconvolti, che erano una realtà, portarono la curva ai livelli che tutti conosciamo e che tutti ancora ci riconoscono. «All'interno della curva erano rappresentati tutti i quartieri, ma era la città ad essere diversa. Esisteva una sola birreria, una sola discoteca, non c'era la stessa facilità di girare per strada ed essere trasgressivi, anzi c'era la concreta possibilità di venire alle mani con qualcuno anche per uno sguardo! Quindi era la curva ad esercitare sui giovani una forza aggregante». Addirittura, allora, all'interno della curva esisteva un gruppo di destra, i Boys, che era di tutto rispetto: partecipava attivamente alla vita curvaiola, andava in trasferta, contribuiva alle coreografie… Questo gruppo, insieme alla destra giovanile cosentina, fu travolto dall'ondata creativa, quasi "insurrezionalista", dei gruppi di sinistra e di quelli legati al Gramna, che estrapolarono la loro "ciutia" dallo stadio per diffonderla tra le mura cittadine. «La curva rifletteva la città, quindi, una città viva e variopinta. Ora invece vedo che i ragazzi si aggregano sulla base di niente, che girano per la strada senza meta e se possono rompono le scatole ai più deboli». Era proprio un'altra storia…
«Oggi scontiamo tanti fattori: la disgregazione dei quartieri e dei gruppi, lo scioglimento dei N.S. e soprattutto il cambiamento dei gusti delle droghe. Queste ci sono sempre state, ma oggi le "le droghe pesanti" sono diverse e girano in quantità superiore. Circolano di più l'ecstasy, le anfetamine…, ma a Cosenza è scomparsa la marijuana, in quanto la malavita ha deciso così. Si vede in giro solo un fumo puzzone e tanta tanta cocaina loffia. Anche di questo la curva ne risente».
Cambiando argomento, affrontiamo quello relativo alla "fezza", termine nuovo, coniato a mio parere non in chiave razzista e classista. «Io la pensavo come te fino alla trasferta di RC, ho sempre usato questo termine riferendomi alle persone che rompono le scatole agli altri, ma da quando i reggitani ci hanno accusato di esserlo tutti, allora io ne rivendico l’appartenenza». Ci spiega inoltre che nel momento in cui si critica un determinato atteggiamento, bisogna stare attenti a non creare categorie, altrimenti si scadrebbe nel razzismo. «Nessuno nasce "fezza", ma ci diventa comportandosi in un certo modo».
Arriviamo finalmente al TAMTAM… «Nasce nella stagione '87/'88 quando il Cosenza stava per essere promosso dopo 25 anni in serie B, come semplice foglio di carta. Era l'espressione di un popolo (la curva) compatto, forte e spettacolare. Attenti pero' a dire che il TAMTAM ha una matrice ideologica di sinistra, nulla di più falso. E' antirazzista e antiproibizionista; naturalmente, però, scrivendovi persone che la pensano in un certo modo, il giornalino non può che assumere certi connotati. Io sono contrario a pubblicare materiale politico, ma essendo in minoranza, devo rispettare l'opinione dei più». Lo provochiamo chiedendogli se sulle pagine del TAMTAM potrebbe trovare spazio anche una voce di destra. «Sicuro, ti dirò di più: due anni fa, arrivò in redazione un documento di una decina di pagine a nome di una sedicente organizzazione neonazista. Noi l'avremmo pubblicato, se fosse stato nei limiti del pubblicabile. Invitammo gli autori a riformulare il tutto in spazi più brevi, ma la loro risposta fu solo quella di disegnare una svastica sotto casa mia e di qualche altro ragazzo. Se la destra si esprime come destra, allora deve essere tollerata, ma se si esprime secondo il suo codice genetico, che è quello di cancellare gli spazi di democrazia, allora deve essere combattuta». Il documento cui Claudio ha fatto riferimento oltre ad essere lunghissimo era pieno di aberrazioni e di scemenze che non stanno né in cielo né in terra.
«Il TAMTAM è unico, popolare, divertente ed è apertissimo a tutti. Io invito chiunque a fornirci materiale, di cui negli ultimi tempi siamo davvero poveri, anche tramite Internet. Abbiamo rischiato di non uscire nei mesi scorsi, proprio a causa della mancanza di articoli. Ecco, questo è il mio appello: scrivete sul TAM TAM!». Ringraziando Claudio per la disponibilità mostrata nei nostri confronti ci avviamo al Pub, a prendere una birra….

Antonio Clausi
P.S. Un ringraziamento particolare va anche a David, Marco e Tonino che mi hanno supportato in questa intervista.

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