Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 4 del 17 marzo 2002
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Il calcio calciato

96 Fansclub di suadre di calcio s’incontrano a Montecchio per il mondiale antirazzista

Il filosofo italiano e politico comunista Antonio Gramsci indirizzò negli anni 20 ai lavoratori italiani un consiglio: essi avrebbero dovuto giocare meno a carte a causa delle inevitabili esplosioni di violenza a loro connesse.
Sarebbe forse meglio oggi una partita a pallone? Che qui la teoria si sbaglia, ciò oggi non lo sanno purtroppo solo gli italiani. Gli organizzatori dei mondiali antirazzisti hanno agito, perché sanno: la verità è sul campo.
Esso si chiama Parco Enza e si trova a Montecchio in provincia di Reggio Emilia. E il parco trema. Cori calcistici rimbombano sotto il basso tetto: Torino contro Sheffield, Schalke contro Roma, Cosenza contro Vienna.
La terrazza dove cenano le squadre dei mondiali antirazzisti è drappeggiata con stendardi, ardono fuochi di bengala, la mensa diventa lo stadio. Il calcio come festa, questo è ciò che volevano gli organizzatori dei mondiali alternativi. Una rete di ultras del calcio impegnati si deve continuare ad intrecciare, strutture per il lavoro antirazzista nello stadio devono crescere. Sono venti i fansclub da tutta l’Europa, associazioni di emigrati, centri giovanili e iniziative dei diritti umani. In totale 96squadre con più di mille giocatrici e giocatori.
Gli incontri, giocati su otto piccoli campi, durarono per otto giorni non-stop. ‘’L’ importante è un bel gioco’’ come detta Britt del Roter Stern Leipzig sul blocchetto degli appunti del reporter dopo una sconfitta. Sono arrivati in un pullman pieno da Leipzig, 80 partecipanti ai mondiali. Nemmeno gli schalkesi con la loro formazione bianco blu di 45 persone possono tenergli testa.Però gli azzurri reali hanno giocato bene e marciavano con la loro ‘’truppa di cetrioli’’facilmente e senza perdere un punto nel girone intermedio. Persero invece ‘’Britney Spears’’da Berlino come i ‘’Munchner Elfen’’ e anche ‘’Outermationals’’.
Accanto allo sport i mondiali offrirono tanta cultura. Ci furono manifestazioni basate sul dialogo e ogni sera musica nel parco Enza, dove i partecipanti anche campeggiavano-una sorta di villaggio olimpico e concerto all’aperto.
Facevano parte della compagnia anche numerosi ultras italiani, ultrà estremisti (?) come Massimo dei fighters juventus, presente già da venti anni, testimone della catastrofe dell’Heysel e convinto antirazzista. Egli parla del problema dell’estremismo di destra negli stadi italiani.
Vengono conca usati, dice lui, dall’ignoranza degli ufficiali.Cosi gli ultrà della Juve dopo l’incontro –scandalo della loro squadra contro la Lazio sono stati fatti girare per due ore attraverso Roma ,fino a che la polizia non aveva sgomberato la stazione dagli ultras della Lazio.Da ogni ponte volavano sassi sui pullman, racconta Massimo :’’contro queste cose sei impotente; ciò deve essere ripreso dalla politica ‘’.
I mondiali antirazzisti devono anche servire a trasportare la cultura degli ‘’ultras buoni’’sui media.
Non per ultimo questo torneo è un incontro di famiglia di ultras impegnati.Tali come Frank, di 29 anni, proprietario di un bar .Egli lavora nel progetto Doppelpass di Mannheimeir per la ‘’correttezza politica sugli spalti dello stadio Carl-Bens.Oppure Bruno, 33 anni, futuro insegnante : lui collabora con i ‘’Muchachos ‘’ a Dortmund, li raccoglie i soldi per rendere possibile l’entrata allo stadio a giovani socialmente deboli.
Accanto alle piccole iniziative degli ultras a Montecchio partecipano anche Organizzazioni come FARE (Il calcio contro il razzismo in Europa).
Queste sono promosse dall’ Unione Europea, hanno collaboratori principali negli stadi membro.
Rappresentante dell’ Austria è Kurt Wachter , 34 anni.Presso la sua postazione informativa egli racconta come è pervenuto al lavoro antirazzista : l’evento scatenante è stato l’incontro-scandalo Salzburg contro Eintracht Frankfurt della coppa UEFA del1994, quando 48.000 nello stadio viennese l’allora attaccante dell, Eintracht Anthony Yeboah lo hanno martellato con un uragano di Uh-Uh-Uh per minuti.
FARE unisce interessi specifici a livello internazionale, per rafforzare la posizione degli spettatori nei confronti di associazioni e forze di sicurezza. La sezione tedesca ‘’Baff’’ lavora attualmente ad una mostra itinerante sul tema razzismo.Questa da novembre sarà un viaggio con il titolo’’stadio come luogo del reato’’.
Anche gli ultras dello Schalke sono molto impegnati e accanto alle loro iniziative degli ultras antirazzisti hanno un progetto, il cui nome avrebbe potuto servire come motto ai mondiali antirazzisti : AL PALLONE GLI E’ INDIFFERENTE CHI LO CALCIA’’

Patric Seibel (Shalke 04 - Germania)

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