Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 4 del 17 marzo 2002
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La telecamera della Bergamini

Piccoli grandi fratelli (sicuramente non nostri) ci osservano ogni domenica

Correva il 1984 e Wiston citadino dell’Oceania scorreva nero inchiostro, nel buio di un angolo nascosto, sulla carta ingiallita. Affidare ad un foglio le proprie inquietudini era il sol modo, per poter sfuggire alla psicopolizia.
Lettere cubitali dalla finestra nel muro….La guerra è pace, la libertà è schiavitù e l’ignoranza è la forza. La guerra continua ad essere tale, la liberta’ e l’ignoranza idem. George visionario del secondo millennio non poteva immaginare piccoli e grandi fratelli, piccoli e grandi sistemi di controllo. Esisteva solo il fratello maggiore quel che tutto guarda, scruta, conosce.
Negli anni a questo grande mezzo di controllo della nostra esistenza, si sono andati ad aggiungere un numero incommensurabile di piccoli e delle volte anche segreti spioni.
Non si parla di voyeurismo, ma di una sempre maggiore richiesta di sicurezza tale da erodere, in alcune occasioni, le libertà fondamentali di ogni individuo. La telecamera il metodo più semplice di risolvere le ansie dei pensionati e del cittadino. Piazze, aziende, case, automobili, banche, stadi, locali pubblici e privati, sotto il più stretto controllo dell’occhio elettronico per eccellenza.
Inquietante il genio di Orwell, inquietante l’abuso della tecnologia, secondo la vigente normativa tesa a controllare i “controllori”, ex legge 675 del 1996, ogni sistema di video sorveglianza dovrebbe essere seppur succintamente nella forma segnalato.
Il rischio di creare una società carceraria rimane alto, quando nel mondo, il “bene e il male” si servono degli stessi mezzi per affinare le proprie capacità operative. Era Leibniz qualche secolo fa ad ipotizzare la creazione di un edificio nel quale il padrone di casa potesse ascoltare e vedere tutto.
Ma quello era solo l’ipotesi di uno stato assoluto, la nostra società si serve delle nuove tecnologie per scopi commerciali e di ordine pubblico, ma ad un solo fine: il controllo sociale.
Vittime di questo crescente bisogno di controllo sociale sono anche gli ultrà. Anche nello stadio San Vito esiste un sistema di riprese a circuito chiuso (Avrete notato quel palo in mezzo alla Bergamini), nessuno lo ha dichiarato o segnalato.
Dovrebbero esistere dei cartelli a segnalare la presenza del sistema di ripresa, ma ovviamente tutto rientra nelle omissioni istituzionali.
Quale pericoloso criminale si nasconderà sulle gradinate del San Vito, per giustificare tutte queste attenzioni. Non solo a Cosenza ma in tutti gli stadi d’Italia, siete e sarete in onda.
Uno strano gioco di ruoli tra spiati e spioni, legato ai costi sociali di essere diventati “uomini di vetro”. “Una metafora” ricorda Stefano Rodotà (garante alla privacy) “nata nell’humus nazista”.
Nessuno ha nulla da nascondere e le norme parlano chiaro, quelli che esistono negli stadi sono meccanismi legittimi, ma spendere i denari della collettività a quanto sembra serve solo a svuotare sempre di più gli stadi.
La cristallizzazione dei ricordi, grazie a fotografia e immagini risponde all’ansia di controllo e di archiviazione del reale. Ma il villaggio globale ha tutta l’aria di un essere un paesone governato dal pettegolezzo.
L’informazione che si sposta sul filo del secondo, le fibre ottiche, la cucina di un appartamento popolare inquadrata dallo spione….che mette alla prova le sue capacità.
“FINO A CHE NON DIVENTERANNO COSCIENTI DEL LORO POTERE, NON SARANNO MAI CAPACI DI RIBELLARSI, E FINO A CHE NON SI SARANNO LIBERATI, NON DIVENTERANNO MAI COSCIENTI DEL LORO POTERE”

Giandomenico

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