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Sognando
superZampagna
Diciamocelo
chiaro e tondo. Al gol di Fabbrini, molti si sono detti: "Qui
finisce male". Anche perché il Modena, squadra quadrata
e velocissima, aveva quasi piazzato il raddoppio. E, ne siamo sicuri,
avesse insistito, avrebbe trovato calorosa accoglienza nelle retrovie
silane. Lo svarione di Di Sole (anche qui, siamo sinceri) non è
l'ultimo di una difesa troppe volte andata in difficoltà.
Si pensi a Oshadogan contro il Como, giusto per fare un nome solo.
Certo è che, dopo aver visto un Di Sole e una difesa stile
Nesta nel derby capitolino, si è risvegliata. Non ha fatto
una prova eccezionale, non è stata perfetta. Ma una cosa
va detta: si sono visti determinazione e carisma. Cose che questa
squadra pareva aver lasciato tempo addietro in soffitta...
Insomma, segnali positivi? Si, ma non dimentichiamo che il Cosenza
è ancora lì. Si dimena, lotta, cerca di venir fuori
da un posto in classifica che non le fa onore. Nel senso che, al
Braglia, si fronteggiavano due squadra che la classifica dichiara
distanti di 20 lunghezze. Il Modena ha mostrato di meritarle poco
poco. Dicevamo: siamo lì. Perché è pur vero
che un punto a Modena è cosa graditissima, specie per come
si erano messe le cose. Ma i punti dalla quart'ultima sono appena
5. In sostanza: basta una sconfitta e siamo risucchiati nel vortice.
Trentatrè i punti dei rossoblù al momento. Il calendario
non dà certo una mano a migliorarsi già da oggi. Gli
adorati fratelli salernitani (granata... colore simile all'amaranto:
valga per loro quello che scrisse Giandomenico sui reggitani prima
del derby d'andata...) sono in corsa. Di più: sono lanciatissimi
verso le posizioni che contano. E le squadre di Zeman in primavera
fanno sempre cose eccelse.
Il Cosenza deve temere poco, secondo me, i singoli del giocattolo
creato da Zeman a sua immagine e somiglianza. Qui è questione
di collettivo. Organizzazione di gioco: questo va studiato e ristudiato.
Nessuno si metta in testa di giocare d'attesa e ripartire. Di ergere
barricate nè tantomeno di fare l'arrembaggio. A Modena i
rossoblù hanno corso il serio rischio di perdere la testa.
In uno stadio caldissimo, contro una prima della classe, sotto di
un gol dopo 2 minuti. La testa non l'hanno persa e, anzi, hanno
saputo aspettare il momento per colpire e hanno colpito con una
zampata di Tatti. A proposito: e se fosse proprio la difesa di Zeman
a doversi preoccupare, se in settimana saranno rientrati Zaniolo
e Giampaolo?
Dietro la bagarre si fa più intensa. E questa giornata di
campionato la renderà ancora più confusa. Prendete
le quart'ultime. Hanno 28 punti (non sono messe maluccio) e vanno
incontro a due match duri: il Cittadella a Napoli (De Canio sa che
questo è l'ultimo intercity per il paradiso: lo prenda!);
la Ternana va ad Ancona. In riva all'Adriatico di recente hanno
riscoperto di non essere una cattiva squadra e lo sono andati a
dimostrare un pò dovunque ultimamente. Arrivando addirittura
a solo 2 punti dai rossoblù. I possibili risvolti di queste
due sfide sono tanti. Uno, mica tanto improbabile, è che
entrambe restino appiedate a 28.
Chi potrebbe uscire dalla mischia è la Samp. Anche se fare
affidamento sulla squadra blucerchiata, in questo periodo, non è
proprio come puntare su Varenne... Incontra la Pistoiese: Stringara
spera che il Modena trovi i tre punti a Cagliari. Sarebbe l'occasione
per i toscani di entrare più da vicino nella lotta salvezza.
Altrimenti, non proprio amen, ma quasi.
E non dimentichiamoci che, a proposito di amen, il Siena c'è
vicinissimo. Basta poco. Per esempio perdere con il Como in Lombardia
e poi regalarci tre punti il giorno prima di Pasqua. Non sarebbe
proprio un miracolo, però...
Come avrete capito, la salvezza è fattibilissima. Solo un
Cosenza abilissimo in harakiri potrebbe scivolare al quart'ultimo
posto. Undici giornate al termine e, conti approssimativi alla mano,
la salvezza sta come al solito attorno ai 44-45 punti. Dura sbilanciarsi
sulle cifre, ma i rossoblù possono fare affidamento su partite
chiave (Messina, Ancona e Crotone) tutte in casa. Partite che, se
ben giocate, se giocate con lo spirito giusto, fruttano 9 punti.
Che sommati ai 33 fanno 42. So che sono calcoli assurdi, però
potrebbero tornarci utili dopo la sosta pasquale.
Una piccola precisazione. Due settimane fa ho scritto di un certo
Mirtai. Qualcuno mi ha detto di averlo cercato in tutta Italia,
senza risultato. Ovviamente scherzo: è stato un mio errore.
Il giocatore in questione è Myrtay (questione di 'y'). Ed
è comunque uno degli obbiettivi del mercato rossoblù.
Sempre radio mercato ha fatto trapelare una voce interessante. Ciccio
Marino, dopo breve soggiorno a Oxford, venuto a sapere delle dichiarazioni
della Reggina sull'acquisto di Savoldi, ha dichiarato: "La
Reggina non ha comprato un cazzo di niente". Un modo per dire
che Savoldi è ancora a metà e il Cosenza è
pronto a far valere questa sua metà. Come? Primo tassello:
cedere ai reggini Mendil. Credetemi, è un bene. Secondo tassello:
ottenere il prestito di Bogdani. La cosa potrebbe essere fattibile
anche perché i reggini riscuoterebbero Savoldi solo per girarlo
a un prezzo di 10 mln di ¤ alla Salernitana. Obbiettivo:
puntare su due attaccanti giovani da lanciare in A. E (finale con
botto) in rossoblù approderebbe (ripeto: approderebbe) (ribadisco
il condizionale e sottolineo che non è affatto una boiata
partorita dal mio cervello sognatore) Ciccio Cozza.
A questo punto, due semplici constatazioni. Per la seconda volta
in tutta la mia vita, oggi mi trovo impossibilitato ad assistere
a una partita che sento tantissimo. La prima: salutate i salernitani
anche da parte mia (usando le mani in modo appropriato). La seconda:
vorrei che foste tantissimi, così tanti da spaventare l'armata
di Zeman. Fuori la voce, ragazzi! Questa non è una partita
normale. Speriamo che qualcuno di buona volontà si trasformi
in superZampagna...
Andrea
Marotta
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