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Ara
Fera
Benvenuti
alla fiera, che a Cosenza si svolge il 19 marzo, ma nel calcio non
chiude mai. Prego siori, vengano da questa parte. Ce ne è
per tutti. Basta avere il portafogli pieno ed un po di fede.
Al resto pensiamo noi.
Wanna Marchi di via Bendicenti e Peppuccio do Nascimiento si preparano
alla stagione delle grandi manovre sul mercato. Limperativo
è: Vendere!. Tanto qualche pollo lo si trova
sempre.
Si chiama Modesto, ma è un calciatore superbo. Se sulla
fascia gli mettete davanti uno stagionato come Lentini, vedrete
che diventerà un cavallo da corsa. Quellaltro, invece,
lo chiamavano il Pelé del Crati. Edusei è uno stallone.
Labbiamo scoperto noi. Lo cediamo con grande tristezza, ma
lo facciamo per lavvenire del ragazzo, altrimenti la serie
A non la vedrà mai.
E Mendil, il nuovo Platini. Soffre un pochino di nostalgia. Ma basterà
che tutte le sere gli cantiate la canzoncina di Aristoteles. Sì,
proprio quella, che la intonava sempre Oronzo Canà. Vedrete
che il giorno dopo i difensori avversari Mendil se lo ritroveranno
negli slip. È capace di dribblare pure quelli. Vi diamo lui
e gli altri in offerta speciale. In tutto, una quindicina di miliardi.
Sono tanti? Non si direbbe. Sapete, noi non possiamo reinvestirli,
perché dobbiamo coprire i buchi nel bilancio.
Vengano da questa parte, siori e siore. Lasta 2002 è
agli inizi. Bisogna cedere, valorizzare, scoprire nuovi talenti
e poi tornare a vendere. Tanto poi ci pensano gli amici
della televisione a convincere la gente che la società rossoblù
è in costante bancarotta. La colpa non è di questa
dirigenza, perché La Macchia e gli altri hanno lasciato
il Cosenza in mezzo ad un mare di guai, e solo quel santo di Pagliuso
poteva prendersela sulle spalle una croce simile.
Bisogna fare sacrifici. Vedrete che il Dio Moggi ci ricompenserà.
Cè anche Giannino la chiacchiera. Insomma, qualche
giovanotto del parco-giocatori ce lo affiderà. Un annetto
a Cosenza, qualche gol, un paio di sorrisi in Tv e i tifosi sono
sazi. È un popolo che si accontenta di poco. In fondo, allo
stadio non ci vengono. Quindi, nemmeno possono recriminare. Li facciamo
contenti e fessi. Basta qualche biglietto omaggio, un paio di favori
personali e anche i più critici si rassegneranno. A Cosenza,
un movimento dopinione contro lo smantellamento annuale della
squadra, non nascerà mai. Nessuna protesta costruttiva e
seria può attecchire. Perché siamo tutti amici.
Parola di Wanna Marchi...
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