Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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editoriale nr 4 del 17 marzo 2002
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Ara Fera

Benvenuti alla fiera, che a Cosenza si svolge il 19 marzo, ma nel calcio non chiude mai. “Prego siori, vengano da questa parte. Ce ne è per tutti. Basta avere il portafogli pieno ed un po’ di fede. Al resto pensiamo noi”.
Wanna Marchi di via Bendicenti e Peppuccio do Nascimiento si preparano alla stagione delle grandi manovre sul mercato. L’imperativo è: “Vendere!”. Tanto qualche pollo lo si trova sempre.
“Si chiama Modesto, ma è un calciatore superbo. Se sulla fascia gli mettete davanti uno stagionato come Lentini, vedrete che diventerà un cavallo da corsa. Quell’altro, invece, lo chiamavano il Pelé del Crati. Edusei è uno stallone. L’abbiamo scoperto noi. Lo cediamo con grande tristezza, ma lo facciamo per l’avvenire del ragazzo, altrimenti la serie A non la vedrà mai.
E Mendil, il nuovo Platini. Soffre un pochino di nostalgia. Ma basterà che tutte le sere gli cantiate la canzoncina di Aristoteles. Sì, proprio quella, che la intonava sempre Oronzo Canà. Vedrete che il giorno dopo i difensori avversari Mendil se lo ritroveranno negli slip. È capace di dribblare pure quelli. Vi diamo lui e gli altri in offerta speciale. In tutto, una quindicina di miliardi. Sono tanti? Non si direbbe. Sapete, noi non possiamo reinvestirli, perché dobbiamo coprire i buchi nel bilancio”.
Vengano da questa parte, siori e siore. L’asta 2002 è agli inizi. Bisogna cedere, valorizzare, scoprire nuovi talenti e poi tornare a vendere. Tanto poi ci pensano gli “amici” della televisione a convincere la gente che la società rossoblù è in costante bancarotta. La colpa non è di questa dirigenza, perché “La Macchia e gli altri hanno lasciato il Cosenza in mezzo ad un mare di guai, e solo quel santo di Pagliuso poteva prendersela sulle spalle una croce simile”.
Bisogna fare sacrifici. Vedrete che il Dio Moggi ci ricompenserà. C’è anche Giannino la chiacchiera. Insomma, qualche giovanotto del parco-giocatori ce lo affiderà. Un annetto a Cosenza, qualche gol, un paio di sorrisi in Tv e i tifosi sono sazi. È un popolo che si accontenta di poco. In fondo, allo stadio non ci vengono. Quindi, nemmeno possono recriminare. Li facciamo contenti e fessi. Basta qualche biglietto omaggio, un paio di “favori” personali e anche i più critici si rassegneranno. A Cosenza, un movimento d’opinione contro lo smantellamento annuale della squadra, non nascerà mai. Nessuna protesta costruttiva e seria può attecchire. Perché siamo tutti “amici”. Parola di Wanna Marchi...

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