Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 3 del 3 marzo 2002
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Una assoluzione che ci da’ sollievo

Il “Bocia” libero da accuse assurde ed infamanti

Claudio “Il Bocia” di Bergamo è stato assolto dall’accusa di aver aggredito pochi anni fa due tifosi napoletani prima di un Atalanta-Napoli. Quella della digos bergamasca era una vera e propria infamia nei confronti di un ultrà che si è sempre distinto per lealtà e coraggio. Bisognava trovare un colpevole, e gli inquirenti hanno fatto leva sulla debolezza di alcuni giovani bergamaschi per incriminare il “Bocia”, un elemento scomodo, perché poco incline a piegarsi a compromessi e mediazioni. L’accusa era assurda. Secondo Il Pm, Claudio avrebbe colpito un napoletano con un corpo contundente in vetro, presumibilmente un bicchiere. Nella circostanza, il giovane partenopeo aveva riportato una profonda ferita ad un occhio. La lesione era talmente grave, che il ragazzo avrebbe successivamente perso la vista, chiedendo un pesante risarcimento danni ai suoi presunti aggressori. Per individuare i colpevoli, la polizia aveva fermato alcuni tifosi bergamaschi, sottoponendoli al consueto “trattamento” persuasivo. Questi avevano ceduto alle pressioni poliziesche, scaricando sul “Bocia” la pesante responsabilità dell’aggressione. Ma Claudio è stato validamente difeso da un avvocato che è riuscito a dimostrare la sua totale estraneità ai fatti. E quindi, le scorsa settimana, è stato assolto dall’infamante accusa. Il Pm aveva chiesto sette anni di reclusione. La condanna avrebbe rappresentato un oltraggio alla dignità ed alla giustizia, oltre che un segnale intimidatorio nei confronti di tutti gli ultrà. È noto, infatti, che in tempi recenti, grazie ad una sentenza della Cassazione ed alle iniziative di alcune associazioni garantiste, l’impianto normativo escogitato dai governi per distruggere definitivamente il tifo organizzato, è entrato parzialmente in crisi. L’evidenza dimostra che la nuova legge è stata concepita per sorvegliare, punire indiscriminatamente ed esportare fuori dagli stadi sistemi di intervento repressivo che servono solo ad azzerare le libertà più elementari. Per questi e mille altri motivi, la assoluzione del “Bocia” è un fatto significativo ed importante. Un chiaro esempio di come si possa mettere in croce una persona innocente, sottoponendola allo stress psicologico di processi estenuanti ed allucinanti mattinate in Procura. A Claudio, che in questi anni con la sua curva è rimasto uno dei pochi baluardi della cultura ultrà, la solidarietà e gli auguri della redazione di Tam Tam e delle curva “Bergamini”.

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