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Questa
nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico
quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza,
zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via
internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro
giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni,
la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per
l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide
con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media
e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una
valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che
finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando
le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi
racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella
mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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Pensiamo
già a Cagliari
Una
riflessione sullimportanza di riorganizzare le trasferte con
entusiasmo
A Como eravamo un centinaio. Da Cosenza sono partiti
in pochi. In quel settore si è rivisto lantico spirito
della nostra tifoseria. Presenti al gran completo i rossoblù
del nord: Pili russu, Pierolazio, Albino e Venite a Varese.
Tifo infernale per novanta minuti. Coro preferito contro i comaschi:
siete di Chiasso e non vi sentiamo. Insomma, se in casa
avessimo la stessa grinta delle trasferte, il San Vito tornerebbe
ad essere la bolgia di un tempo.
Ma mettiamo da parte le malinconie. Prepariamo le prossime tappe
della stagione, che si preannuncia insidiosa e difficile, soprattutto
se il Cosenza non riuscirà subito a tirarsi fuori dalla palude.
Guardiamo avanti e pensiamo già a Cagliari. In Sardegna ci
aspetta una trasferta difficile. E sarebbe opportuno affrontarla
organizzati e compatti. Pochi, ma buoni. Lidea è quella
di andare in aereo, utilizzando un minimo sostegno del coordinamento
club e una forma di autofinanziamento. Chi storce il muso pensando
allaereo ed afferma che è da snob o da Vip, non ha
capito un cazzo. Anzitutto, ormai viaggiano tutti in aereo. Lo fanno
i cagliaritani spesso e volentieri. Lo hanno fatto gli anconetani
per recarsi al SantElia. Stesso mezzo di trasporto usano gli
inglesi e le grandi tifoserie europee da anni. Abbattendo la spesa,
non si capisce perché non dovremmo farlo anche noi. Ah già
sì, perché in aereo viaggiano i figli di papà.
Ebbé, è vero, perché quelli che il lunedì
non devono dare conto a nessuno e a lavorare non ci devono andare,
figli di papà non lo sono!!!
Allora, non nascondiamoci dietro una mentalità antiquata
e provinciale. Se esiste ancora una briciola di entusiasmo, proviamo
a realizzare nuove occasioni per vivere tutti uniti sotto la stessa
bandiera. A Cagliari bisogna esserci. E sarebbe ora di farlo in
modo innovativo.
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