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sotterranei pop nr 3 del 3 marzo 2002
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Radio Birdman

Due cd arrivati quasi contemporaneamente sul mercato, ripropongono all’attenzione del pubblico, uno dei nomi più carismatici della storia del rock

A venticinque anni di distanza dal secondo album in studio “Living Eyes”, canto del cigno di una breve ed intensa carriera, una antologia “The Essential Radio Birdman” pubblicata per il mercato statunitense dalla Sub Pop, ed un tributo italiano “Where The Action Is” pensato e realizzato a Reggio Calabria dal collega Roberto Calabrò, il gruppo australiano ritorna prepotentemente al centro delle cronache musicali. Nati dall’incontro tra Deniz Tek, americano di Ann Arbor come gli Stooges di Iggy Pop, e Rob Younger australiano di Sidney, i Radio Birdman sono riusciti a condensare in soli due album ed una manciata di singoli, l’essenza dello spirito del rock che di li a pochi anni (il gruppo nasce nel 1974) avrebbe sconvolto non solo i costumi musicali, con l’iconografia del punk. Pur non essendo un gruppo punk inteso in senso stretto, i Birdman ne anticiparono tutti gli stilemi: rifiuto delle regole e dei limiti imposti dall’industria musicale, nessun compromesso, libertà d’azione e grande creatività musicale. Influenzati dagli Stooges, più a livello di attitudine che di suono, i Radio Birdman hanno saputo condensare in un sorngwriting di alta qualità, il rock di Detroit con la psichedelia doorsiana, gli accenti surf e hard rock, con l’aggressività blues dei Rolling Stones. Qualcuno ha definito la loro musica, “la perfezione fatta rock’n’roll” giudizio solo all’apparenza roboante, visto che a riascoltare le 22 tracce di “The Essential” si ritrovano il calore, la rabbia, la poetica di questa arte del novecento. Brani come “New Race”, “Murder City Nights”, “Do The Pop”, “Hangin On” non sfigurano accanto ai classici del rock, mancano solo di una maggiore esposizione mediatica che li possa far assurgere al ruolo che meritano. Il lavoro proposto dalla Sub Pop, facilmente reperibile su mercato italiano, va inteso in questo senso e non come mera operazione revivalistica, come se degli archeologi avessero riportato in superficie un tesoro prezioso. Il lavoro proposto in quegli anni da Rob Younger, Deniz Tek, Pip Hoyle, Ron Keeley, Chris Masuak e Warwick Gilbert, ha lasciato tracce sostanziose non solo negli album ufficiali quali “Radios Appear”(!977) e “Living Eyes”(1978) cui si aggiunse nel 1996 il live “Ritualism”, ma anche nei lavori di tantissimi gruppi, non solo australiani, che continuano a proporsi con lo stesso spirito, ancora oggi. Proprio il secondo album dei Birdman, “Living Eyes” è stato scelto da Calabrò, come nome per la sua etichetta discografica. Un progetto nato dalla passione e che, attraverso questo tratto comune, lega quanti hanno partecipato a questo album tributo tutto italiano (ne esiste anche un altro pubblicato anni fa con il titolo “Flattery” in due volumi dalla Get hip) spingendoli a rielaborare con devozione, dodici brani del repertorio classico dei Birdman. Altro tratto comune è lo stile che unisce i gruppi chiamati a raccolta per questa operazione. Il garage rock, rende omogenea l’operazione un tantino a scapito della rielaborazione creativa, ma produce degli ottimi effetti soprattutto nelle prove dei catanzaresi Meat for Dog che infarciscono “Time To fall” con un pregevole suono di tromba leggermente accennato. Gran belle versioni sono anche quelle proposte da Crummy Stuff (Do The Pop) Thee S.T.P. (New Race) e Sonic Assassin che ripropongono una virulenta “Love Kills” già apparsa sul loro disco d’esordio. Sorprendono i Loose, la band forse più affine al modello originale, che azzardano un’interpretazione leggermente rallentata dell’originale che ne acuisce la visione psichedelica. La “Monday Morning Gunk” dell’altro gruppo calabrese presente, Men Of Mistery, pur apprezzabile, manca dei cori e risultando così un tantino debole. Per il resto tutto fila liscio fino all’esplosione finale con i brani di Thee S.T.P. e Temporal Sluts che chiudono alla grande con una energica versione registrata dal vivo di “Hangin On”. Bellissima la copertina firmata da Pedro un valore aggiunto per un cd consigliato non solo ai cultori della band di Sidney.

Eliseno Sposato

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