Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
360gradi nr 3 del 3 marzo 2002
il sito

No borders - No nations

Mille lingue e mille sonorità diverse. Diari dal corteo dei migranti del 19 gennaio

Genova, 19 luglio 2001: corteo dei migranti… 30000 colorati manifestanti invadono pacificamente le strade della città.
Nessuno di noi immaginava cosa sarebbe accaduto il giorno successivo: durante gli scontri un ragazzo viene colpito a morte dalla pistola di uno o più carabinieri.
Roma, 19 gennaio 2002, sei mesi dopo, corteo dei migranti… 100000 persone si ridanno appuntamento per contestare il disegno di legge Bossi-Fini sull’immigrazione, e molti di loro saranno a Genova il giorno successivo per ricordare Carlo Giuliani e per ricordarlo ai suoi assassini.
All’appuntamento romano a piazza della Repubblica c'è un miscuglio di popoli, culture, colori e suoni che dice no al "contratto di soggiorno" e a tutte le vessazioni inflitte agli immigrati da un progetto antidemocratico e razzista.
Le condizioni di vita dei migranti nel nostro paese sono già drammatiche a causa dell'attuale legge Turco-Napolitano, ma il disegno di legge Bossi-Fini mira a peggiorarle terribilmente.
Il permesso di soggiorno sarà sostituito da un "contratto di soggiorno", con la conseguenza di vincolare alle leggi del profitto e ai ricatti dei datori di lavoro la permanenza in Italia degli immigrati.
Inoltre verrà introdotto il reato penale di immigrazione clandestina: in pratica gli immigrati che lasciano il loro paese e vengono in Italia alla ricerca di condizioni di vita accettabili saranno trattati alla stregua di comuni criminali.
Da ricordare, poi, i centri di permanenza temporanea (leggi detenzione) che sono carceri disumane (stanze di quattro metri per due e mezzo) per chi non ha il permesso di soggiorno.
Questo disegno di legge rientra nelle logiche del mercato globale e dello sfruttamento dei ricchi sui poveri poiché umilia e riduce a merce sottopagata gli immigrati che sbarcano sulla "nostra" penisola per cercare lavoro.
Resistere e manifestare contro il mercato globale significa anche condividere le lotte quotidiane di questi lavoratori che scendono in piazza per difendere i loro diritti.
E Cosenza ribelle non manca all'appuntamento. Una ben assortita rappresentanza di studenti, autonomi, ultrà e ciotarieddri “vari” sfila, fra un fischio e un fiasco, nei vari spezzoni del corteo.
Ecco le associazioni straniere (kurdi, palestinesi, brasiliani, africani, argentini… il mondo intero raccolto in un paio di chilometri): propaggini creative, interculturali espresse nello spazio e nel tempo.
E via via i social forum, centri sociali, sindacati, studenti, partiti e collettivi.
Uno degli spezzoni più significativi viene da Napoli ma raccoglie mille lingue e mille sonorità diverse.
La presenza del Forte Prenestino si distingue per l’impatto imponente dello striscione recante la scritta ASSASSINI. Sui battiti della musica techno centinaia di persone sfilano con il nastro adesivo al braccio, per simboleggiare quel rotolo che portava Carlo quando venne sparato in Piazza Alimonda.
Rimbombano nelle orecchie di tutti i manifestanti i cori palestinesi inneggianti all’Intifada e rimane come uno dei ricordi più toccanti il bandierone di quindici metri portato da donne e uomini di tutte le età, con la rabbia di chi da decenni subisce l’arroganza e i lutti provocati da chi è armato e appoggiato dagli stati occidentali.
Un momento di riflessione è dedicato al popolo argentino, vittima, anch’esso, ora più di prima, delle logiche neocolonialiste statunitensi: una banda argentina improvvisa uno spettacolo di protesta fatto di musica e ballo davanti all’ambasciata del proprio paese.
A debita distanza i facci brutte… brutte daveru! Inutile presenza a deturpare lo scenario colorato e festante. Il cordone è lì e ricorda le barriere che vorrebbero imporci; ma noi siamo in movimento e glielo ribadiamo con i nostri “segnali di fumo”.
La zimpunia aumenta ogni passo che facciamo: ai cori dell’Africa nera si mescolano i cori del Cosenza, arabo e cosentino si fondono naturalmente. Salita la chiarenza c’è chi comincia a dichiararsi attivista dell’”Ultrà Cosenza Social Forum” e cerca sottoscrizioni ppé ra purpett’i melanzane e ra sherpa bbona, coltivazioni biologiche locali contro McDonald's e mercato globale.
La nostra presenza al corteo con le sciarpe rossoblù e la bandiera kurda ci riappropria al nostro essere ultrà per vivere come soggetti pensanti e spezzare ogni catena e contraddizione di una società orientata al profitto economico e al disprezzo delle diversità.
Ma l’omologazione non è nel nostro dna e la fantasia e la spontaneità non ce le toglieranno nessun omino in divisa e nessun nano al governo!

Markuzzu RF & Gruppo Novità

sommario >>

<< archivio