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Riceviamo
e pubblichiamo
Giù le mani dal CSA Gramna
Già
da alcuni giorni giravano in città, voci diverse sul possibile
utilizzo dei locali del Villaggio del fanciullo da destinare come
alloggi per gli immigrati della città, ma nessuno degli occupanti
si sarebbe mai aspettato dalla sera alla mattina il concretizzarsi
di quelle voci quando ci siamo trovati a dover aprire la struttura
ai tecnici del Comune e ad un vigile urbano( fra laltro molto
gentili) ai quali avevano riferito che il Centro sociale non esisteva
più e che non vi era nessuno. Gli stessi in seguito ad una
ricognizione dello stabile per una verifica dello stato fisico dei
locali, con sommo stupore hanno constatato che diversi locali erano
realmente occupati ed utilizzati. Pur non essendo i proprietari
legali del Villaggio non sarebbe stato giusto coinvolgere
qualcuno dei compagni che ne fa parte nellincontro avutosi
fra i rappresentanti degli immigrati e alcuni amministratori del
Comune di Cosenza? Visto che si sta parlando di ridestinare ad altro
utilizzo lo stabile in cui ci troviamo qualcuno avrebbe dovuto almeno
avvertirci di quello che stava accadendo e farci partecipare alla
contrattazione avviatasi con gli occupanti di Via Milelli e con
gli immigrati, visto che è intenzione del Comune di lasciarci
negli spazi che già utilizziamo. Così facendo e senza
la necessaria chiarezza e trasparenza da parte di TUTTI
(compagni ed amministratori) si corre il rischio di creare situazioni
ambigue che potrebbero sfociare in rischiose incomprensioni.
Noi saremmo ben disposti e pronti ad iniziare negli spazi del C.S.A
Gramna una nuova esperienza con chiunque, (siano essi
i fratelli immigrati, altre associazioni o singoli compagni), abbia
voglia di operare nel sociale, rispetti e condivida determinate
regole sociali che dovrebbero essere insite nella natura umana e
che ritengo superfluo menzionare.
Citare la gloriosa storia del C.S.A Gramna
fatta di numerose lotte sociali, dimpegno e militanza sul
territorio per difendere i diritti degli sfruttati e degli emarginati,
di denunce e di persecuzioni fino alle vicende di giugno 2000, che
tutti conoscono e di cui alcuni di noi sono stati protagonisti,
non avrebbe senso al fine di difendere quelle quattro mura in cui
stiamo. Sono daccordo che non si vive di rendita sul passato,
ma è altrettanto vero che chi ha considerato OGGI il C.S.A
Gramna un posto abbandonato o è MIOPE o è
in malafede. Negli ultimi tre anni sono passati nel nostro spazio
decine di giovani che hanno partecipato alle iniziative di lotta
al fianco dei senza tetto, degli immigrati, che hanno compiuto occupazioni
simboliche (per le quali abbiamo già pagato!) che hanno partecipato
attivamente alla costruzione delle iniziative ambientaliste e antimperialiste
come quella svoltasi davanti lENEA a Policoro, fino allorganizzazione
insieme ad altri compagni della partenza per Genova contro il G8,
abbiamo organizzato concerti, ospitato e accolto con gli ultrà
della curva del Cosenza giovani di altre tifoserie amiche, ospitato
per un periodo la Rete del Sud Ribelle, organizzato proiezioni,
dibattiti, aperto nuove attività sociali quali la Palestra
della Società sportiva Boxe popolare, la sala prove, la birreria
e lo spazio comunicAzione.
E anche vero che negli ultimi cinque mesi abbiamo avuto delle
difficoltà, ma non pensiamo che per essere rispettati o per
affermare la nostra esistenza bisogna necessariamente produrre senza
sosta in nome di una leggittimità di chicchessia.
Non siamo quelli che per ogni piccolo o grande concerto o festa
mandiamo articoli ai quotidiani locali, non siamo quelli che mettiamo
i cappelli alle iniziative politiche, non lo facciamo
per paura delle eventuali denunce, ma per il rispetto di quelli
che Vi partecipano e che non si identificano in nessun collettivo
o centro sociale. Sulla stessa lunghezza donda abbiamo ragionato
e ragioniamo quando volutamente abbiamo omesso il nome Gramna
nelle recenti iniziative prima menzionate. Non cinteressa
apparire più belli e forti agli occhi di qualcuno,
ma portare avanti con lealtà le nostre idee e soprattutto
con la consapevolezza di ciò che realmente siamo.
Questo è loggetto di discussione e riflessione che
proponiamo ai collettivi, ai centri sociali, alle associazioni e
perché no anche ai cosìdetti cani sciolti
della politica
Come fare a non accorgersi di tutto questo? Noi un idea ce labbiamo
e la renderemo pubblica quando ci sarà modo di confrontarsi
pubblicamente con gli altri centri sociali, associazioni ed amministratori
della città.
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