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Le
due P
Tornano
alla ribalta due personaggi, Pagliuso e Padre Fedele, cercano soldi,
ma per diverse ragioni
Due
personaggi sono tornati ad occupare gli schermi televisivi. Due
vecchie conoscenze hanno lanciato appelli ai cosentini. Pagliuso
e Padre Fedele. Entrambi chiedono soldi. Il primo li vuole per rendere
competitivo il Cosenza. Il secondo sollecita il senso di solidarietà,
sperando che il buon cuore della gente lo aiuti a sfamare la piccola
Anna, una bimba africana abbandonata dai genitori.
Pagliuso fa un discorso semplicissimo: Siccome venite in pochi
allo stadio, non ce la faccio a costruire una squadra forte. E quindi
rassegnatevi a vegetare in serie B.
Il monaco, invece, dice: Questa neonata la dobbiamo adottare
tutti insieme, in modo che la sua famiglia sia il mondo intero.
Basta qualche moneta in più, e vedrete che le garantiremo
unesistenza dignitosa.
La verità è che sia il presidente, sia il francescano,
mentono. Dicono bugie, ma per cause diverse. Ambigua la prima. Giusta
la seconda.
Pagliuso sostiene che per gestire il bilancio di una società
di calcio, sono indispensabili anche i guadagni derivanti dalla
vendita dei biglietti. È parzialmente falso. È noto,
infatti, che il Cosenza, come tutti gli altri club professionisti,
incamera ogni anno denaro fresco, ricavato dalle seguenti voci dentrata:
finanziamenti di Lega, sponsor, sponsor tecnico, diritti Tv criptata
e cessione giocatori. Gli incassi al botteghino rappresentano solo
le briciole. E quindi è strumentale affermare che da essi
dipenda la programmazione di una società di calcio.
Padre Fedele racconta ai cosentini che senza il loro obolo, Anna
non sopravviverebbe. È falso, perché il monaco non
farebbe mai mancare il pane alla sua dolce figlioccia nera. A costo
di toglierselo lui dalla bocca. Il fatto è che vuole pungerci
nel nostro punto più debole: la tenerezza che proviamo verso
i più piccoli. E sapete qual è il secondo fine del
monaco? Sapete cosa ci fa con i soldi che incassa raccontando questa
bugia? Vuole costruire una nuova Oasi Francescana, in
cui alleverà mille Anne, e darà da mangiare e dormire
ad altrettanti diseredati.
Insomma, due modi diversi di persuaderci che è arrivato il
momento di contribuire al raggiungimento di un obiettivo comune.
Solo che nel caso di Pagliuso, non è dato sapere quale sia
il destino del denaro versato dai contribuenti. In quello
di Padre Fedele, il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Per quelli che non abbiano voglia e tempo di volare fino in Africa,
basterà fare una passeggiata nei pressi di Piazza Riforma
o alle spalle della chiesa del Crocifisso. Perché il Monaco
la sua squadra la sta costruendo mattone dopo mattone,
senza smantellare ogni anno ledificio dalle fondamenta. Il
Cosenza, invece, a fine stagione perde i pezzi migliori. Immaginate
come sarebbe bello, per esempio, se a fine campionato, dopo aver
venduto Mendil, Zaniolo e Modesto, Pagliuso facesse un fioretto
e decidesse almeno di trattenerne uno. Magari Edusei. Sarebbe un
piccolo gesto di buona volontà.
NB Padre Fedele è stato chiarissimo: la piccola Annetta non
è adottabile, né sarà possibile darla in affidamento.
Il suo destino dipende, quindi, dall'amore di tutti i cosentini.
E perché non decidiamo di adottarla noialtri, popolo della
Sud?
F.D.L.
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