Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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per le strade di Cosenza nr 2 del 10 febbraio 2002
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Le due “P”

Tornano alla ribalta due personaggi, Pagliuso e Padre Fedele, cercano soldi, ma per diverse ragioni

Due personaggi sono tornati ad occupare gli schermi televisivi. Due vecchie conoscenze hanno lanciato appelli ai cosentini. Pagliuso e Padre Fedele. Entrambi chiedono soldi. Il primo li vuole per rendere competitivo il Cosenza. Il secondo sollecita il senso di solidarietà, sperando che il buon cuore della gente lo aiuti a sfamare la piccola Anna, una bimba africana abbandonata dai genitori.
Pagliuso fa un discorso semplicissimo: “Siccome venite in pochi allo stadio, non ce la faccio a costruire una squadra forte. E quindi rassegnatevi a vegetare in serie B”.
Il monaco, invece, dice: “Questa neonata la dobbiamo adottare tutti insieme, in modo che la sua famiglia sia il mondo intero. Basta qualche moneta in più, e vedrete che le garantiremo un’esistenza dignitosa”.
La verità è che sia il presidente, sia il francescano, mentono. Dicono bugie, ma per cause diverse. Ambigua la prima. Giusta la seconda.
Pagliuso sostiene che per gestire il bilancio di una società di calcio, sono indispensabili anche i guadagni derivanti dalla vendita dei biglietti. È parzialmente falso. È noto, infatti, che il Cosenza, come tutti gli altri club professionisti, incamera ogni anno denaro fresco, ricavato dalle seguenti voci d’entrata: finanziamenti di Lega, sponsor, sponsor tecnico, diritti Tv criptata e cessione giocatori. Gli incassi al botteghino rappresentano solo le briciole. E quindi è strumentale affermare che da essi dipenda la programmazione di una società di calcio.
Padre Fedele racconta ai cosentini che senza il loro obolo, Anna non sopravviverebbe. È falso, perché il monaco non farebbe mai mancare il pane alla sua dolce figlioccia nera. A costo di toglierselo lui dalla bocca. Il fatto è che vuole pungerci nel nostro punto più debole: la tenerezza che proviamo verso i più piccoli. E sapete qual è il secondo fine del monaco? Sapete cosa ci fa con i soldi che incassa raccontando questa “bugia”? Vuole costruire una nuova Oasi Francescana, in cui alleverà mille Anne, e darà da mangiare e dormire ad altrettanti diseredati.
Insomma, due modi diversi di persuaderci che è arrivato il momento di contribuire al raggiungimento di un obiettivo comune. Solo che nel caso di Pagliuso, non è dato sapere quale sia il destino del denaro versato dai “contribuenti”. In quello di Padre Fedele, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Per quelli che non abbiano voglia e tempo di volare fino in Africa, basterà fare una passeggiata nei pressi di Piazza Riforma o alle spalle della chiesa del Crocifisso. Perché il Monaco la sua “squadra” la sta costruendo mattone dopo mattone, senza smantellare ogni anno l’edificio dalle fondamenta. Il Cosenza, invece, a fine stagione perde i pezzi migliori. Immaginate come sarebbe bello, per esempio, se a fine campionato, dopo aver venduto Mendil, Zaniolo e Modesto, Pagliuso facesse un fioretto e decidesse almeno di trattenerne uno. Magari Edusei. Sarebbe un piccolo gesto di buona volontà.
NB Padre Fedele è stato chiarissimo: la piccola Annetta non è adottabile, né sarà possibile darla in affidamento. Il suo destino dipende, quindi, dall'amore di tutti i cosentini. E perché non decidiamo di adottarla noialtri, popolo della Sud?

F.D.L.

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