Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 2 del 10 febbraio 2002
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La legge é uguale per tutti

Da Roma un barlume di speranza per chi ancora non ha appeso la sciarpa al chiodo e resiste tra abusi e prevaricazioni. Questo deve essere lo spirito del giovane tifoso, che ha deciso di ricorrere fino in cassazione, per vedere riconosciuto il proprio diritto a difendersi dalle accuse infamanti che gli erano contestate.
Il protocollo utilizzato sempre lo stesso, notifica a casa tramite missiva del provvedimento di diffida, aggravato dall’obbligo di firma. Nessun avviso e nessuna possibilità di difesa, se non a costi elevatissimi(per un ricorso). Un impianto perfetto, difficilmente qualche giovane scavezzacollo avrebbe tentato la via della giustizia, troppo lunga e costosa.
E in questo paese dove non siamo tutti il Silvio o il Cesare della situazione, molti hanno perso fiducia nelle istituzioni.
Ma questa volta la suprema corte ha ridato fiducia e ristabilito parzialmente giustizia.Infatti secondo la sentenza n.1617 del 17 gennaio del 2002, le ordinanze del gip confermative delle decisioni del questore non hanno efficacia nel caso, non si sia dato il tempo di presentare una memoria difensiva. Questo quello che è accaduto finora, decisione e convalida nello stesso giorno. Secondo i giudici di piazza Cavour, la daspo (diffida) “deve essere considerata una misura di prevenzione atipica” e in quanto tale, limitando la libertà personale deve essere motivata e differita. Non essendo stato finora disposta con una valutazione dei giudici e un “concreto” accertamento della pericolosità sociale del soggetto, la cassazione aggiunge “che il provvedimento del questore deve essere corredato dall’avviso che l’interessato ha possibilità di presentare memorie e deduzioni davanti al gip, in vista della decisione che deve essere assunta in attesa di convalida”.
Un diritto riconosciuto a tutti i cittadini ristabilito dopo anni di repressiva applicazione della legge. Su quali basi si chiedeva l’intervento del giudice nel testo legislativo? Solo per esigenze di legittimità. Ma questa legittimità dove risiedeva se le decisioni del questore non venivano mai analizzate nel merito? Uno stato di polizia intorno agli stadi.
Non saranno utilizzati più i moduli prestampati, non si può limitare la libertà personale attraverso un modello standard, “Gli atti di convalida dovranno essere motivati, sia pur concisamente”. Questa sentenza bacchetta fortemente il ruolo e lo spirito arbitrario di tale legge (vedi tamtam 2 aprile 2000). Nessuno deve meravigliarsi se le diffide nel campionato in corso sono aumentate del 151%. I tifosi, lo dimostra la sentenza della cassazione, vengono trattati come carne bovina, marchiati senza nessun controllo. Ci sono voluti anni di soprusi e processi, ma quel giovane ultrà ha raggiunto un obbiettivo fondamentale. “In sede di convalida, l’autorità giudiziaria - sancisce la cassazione - non può limitarsi a un mero controllo formale, che svuoterebbe il suo intervento di ogni contenuto, ma deve accertare la pericolosità del soggetto e la sussistenza degli elementi che il questore ha posto a fondamento della sua decisione”.
Quindi tempi più lunghi per tutto il procedimento e la sola applicazione di provvedimenti legittimi.
Normalmente amareggiati ministro e sindacati di polizia, secondo i quali “la sentenza della cassazione dimostra che in materia di sicurezza negli stadi in Italia siamo all’anno zero”…

Giandomenico Carino

 

Da Venezia
Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 29 dicembre si è svolta presso l'osteria allo sbirro morto la cena di presentazione del progetto "el estadìo del bae". ad aprire la giornata era stata alle 15 la partita di calcio, pomposamente denominata "primo trofeo el clandestin", tra la nostra rappresentativa ULTRAS UNIONE DIFFIDATI e la squadra della COMUNITà MOLDAVA di MARGHERA, formata dai ragazzi moldavi che seguono le partite dalla curva sud. siccome l'incontro era di carattere assolutamente amichevole non importa ricordare il risultato (che paraculi che siamo...), hanno comunque vinto, anzi stravinto i moldavi rinforzati però da alcuni nuovi acquisti, una nota di colore è stata rappresentata dalla nostra attitudine burlona: l'incontro tra "diffidati" e "clandestini" si è giocato sul campo parrocchiale di via nicolodi, proprio di fronte alla questura...per la serie "cicca e...obbedisci!".
NB Anche la nostra testata, e quindi i ragazzi che affollano la sud, darà il contributo alla costruzione in Chiapas dello Stadio del Bae. Ricordiamo che Francesco Bae era un ultras del Venezia, deceduto recentemente. Una persona che aveva molto a cuore la storica amicizia tra unionisti e cosentini. A partire dalla prossima partita in casa, sarà in vendita una sciarpa commemorativa al costo di 10 euro, che servirà a sostenere la costruzione dello stadio.

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