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A
difesa del tifo
Proposta
da numerosi gruppi e singoli Ultras la creazione di unAssociazione
di Tifosi di Curva che denunci repressione e criminalizzazione del
movimento
Il
mondo ultras è sempre più nella bufera: gruppi razzisti
e xenofobi "occupano" molte curve, la violenza assume
sempre più connotazioni demenziali che sfuggono ad ogni logica,
ad ogni codice. È in atto una deriva hooliganista funzionale
ad una criminalizzazione generalizzata degli ultras e del tifo organizzato,
una deriva hooliganista estranea ai valori ed alle culture espresse
dal movimento ultras, una deriva hooliganista che fomenta la repressione
secondo alcuni, per altri invece l'unica risposta possibile all'innalzarsi
del livello repressivo......ma l'emergenza non aiuta a fare chiarezza,
a capire quale sia la posta in gioco in questa torbida "caccia
alle streghe".
La criminalizzazione del mondo del tifo ultras e la conseguente
repressione sono funzionali ad interessi economici e politici coincidenti:
-le società ed il governo del calcio vogliono il superamento
del modello sportivo-partecipativo in favore dello "sport-business";
-i politici, sempre a caccia di emergenze da combattere, possono
invocare risposte esemplari, promulgando leggi antidemocratiche
col silenzio assenso dell'opinione pubblica;
-le formazioni politiche di stampo razzista trovano nelle curve
una vetrina ideale per ottenere visibilità, una visibilità
altrimenti negata;
-le forze dell'ordine vedono accresciuta la loro centralità
nelle strategie di controllo sociale, e la repressione diviene l'unica
prospettiva per affrontare ogni "emergenza".
A tutto questo il mondo ultras fatica a trovare risposte, a comunicare,
a gridare che i valori e le culture che lo contraddistinguono, certo
contraddittori, non sono assolutamente quelli del razzismo, della
xenofobia, della violenza gratuita, dell'hooliganismo tout-court.
Le culture ultras si fondano sulla partecipazione attiva, sulla
militanza, sulla costruzioni di comunità giovanili autorganizzate.
All'interno di questo percorso il ricorso alla violenza, inteso
molto spesso come autodifesa, viene visto e praticato come mezzo,
e non come fine: questa è la sostanziale differenza tra ultras
e teppisti.
Tutto questo non interessa certo a chi ha in mente un calcio, non
più passione popolare collettiva, ma asservito a logiche
commerciali. Un calcio che, decretando la messa al bando del tifo
organizzato, firma la sua stessa condanna a morte. C'è un
filo perverso che lega razzismo, repressione, show business, espulsione
degli ultras dagli stadi, un filo perverso che va reciso, troncato.
Gli ultras ed i tifosi di tutta Europa si schierano, combattono,
di sicuro non cercano di adeguarsi per salvaguardare meschini interessi
di qualche capo di formazioni politiche che vedono lo stadio come
luogo di conquista, di società... sportive che i valori dello
sport li tengono in considerazione solo se utili al proprio tornaconto
di S.P.A.!
E arrivato il momento di ribellarci, di organizzarci, di costruire
attraverso iniziative comuni, una associazione di tifosi di curva
che promuova campagne in difesa delle culture popolari del tifo,
che denunci la repressione e la criminalizzazione degli ultras,
che contrasti radicalmente la trasformazione del calcio in un freddo
"show business" dalle emozioni di plastica. Una associazione
di tifosi di curva che lotti con determinazione contro chi ci vuole
sacrificare sull'altare del profitto e del controllo sociale.
Lappello reca le firme di numerosi singoli ultras e di alcuni
gruppi. Nelle prossime settimane sarà ampliato, formalizzato
e reso pubblico.
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