Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 2 del 10 febbraio 2002
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Alla ricerca di un’identità

La trasferta di domenica scorsa a Terni, come ampiamente previsto ha fatto saltare definitivamente lo storico rapporto d’amicizia esistente con i ternani. Premesso che personalmente non sono stato mai un grande amico degli stessi e che a Terni ho solo qualche amicizia sporadica come quella con BAFFO che anche in quest’occasione si è comportato stupendamente al pari dei WORKONG CLASS e che comunque, credetemi, continuerò tranquillamente a mangiare, pisciare e cagare anche senza l’amicizia dei ternani mi è sembrato opportuno far rilevare alcune cose che proprio non mi quadrano e che sono convinto non possano essere sottaciute. Dopo il rapporto con i genoani, giunto anch’esso alla frutta, quello dei pisani più inclinato della loro torre ecco saltato anche questo. Tutto sommato non ci sarebbe nulla di strano se tutto ciò facesse parte di una strategia, di un nuovo modo di essere ultras o di sentire la curva, di un fisiologico ricambio generazionale tanto più che per quanto mi riguarda non sono davvero incline alle facili amicizie. Facciamo un esempio: i veronesi ultimamente riuniti dietro la sigla “LA BANDA” hanno deciso, coscientemente, di limitare le loro amicizie, così hanno stabilito di mantenere quella con i laziali e quella con i triestini e di interrompere quelle con interisti e leccesi. Si sono dati in pratica una nuova identità nel solco di quella vecchia. Giusta o sbagliata che sia non m’interessa, però hanno scelto loro.
A Cosenza no, a Cosenza non è così. A Cosenza si rompono le amicizie perché l’ubriaco – ‘nciotato di turno ha stabilito per esempio di andare a rubare un motorino a Terni, si rompono le amicizie perché qualcuno ruba le sciarpe al collo dei pisani che sono in curva con noi (sic), a Cosenza, per esempio, succede che si va a Bergamo dove ti fanno trovare vino gratis per tutti e tu gli rubi le birre… e potrei continuare all’infinito con tanti altri maldestri esempi ai quali ho assistito personalmente.
E la curva?
La curva sta zitta subendo stupidamente perché hai visto mai che qualche banda di quartiere o qualche rambo dei vari gruppi che la popolano viene a rompere il culo proprio a me?
Questa non è mentalità ultras, mi dispiace ma è così e vi dico chiaramente a tutti che mi avete un po’ rotto i ciglioni con questo barcamenarci tutti nella mediocrità. Questi sono i nostri reali problemi, di queste cose si dovrebbe parlare (…anche voi di TAM TAM …). A Terni domenica scorsa insieme agli altri ragazzi di Amantea presenti e a qualcuno dell’ALKOOL GROUP ho letteralmente rischiato il linciaggio ma va bene così….. perché da un lato ce la siamo anche cercata, dato che anche noi come altri potevamo raggiungere le macchine “facendo altre strade” e invece dopo aver rifiutato la scorta (…. Ci mancava pure quella! ) ci siamo diretti sotto la loro curva a dirgli che a COSENZA non c’è solo gentaglia e “Zingari di merda”, come dicono loro, ma anche gente che si sente ultras anche nelle palle, anche se non è stato né piacevole né facile farlo in mezzo a 200 persone che ti gridano di tutto. Comunque al dì là delle amicizie personali che certo non scemano, l’amicizia dei ternani, ripeto, proprio non mi mancherà perchè se è vero che in origine gli errori sono stati commessi da parte cosentina è anche vero che successivamente i ternani hanno messo del loro e …forse non aspettavano altro. Allora …ognuno per la propria strada!
Tornando a noi e alle cose che più mi stanno a cuore non posso che insistere su un punto: la totale mancanza d’identità. E’ vero forse sono un po’ troppo catastrofico perché alla fine anche considerato i mille problemi che ci sono e la mancanza di stimoli dati dalla squadra, non è che sia tutto negativo visto che bene o male in casa il “gruppo” regge e in trasferta alla fine tutto sommato ci si riesce ancora a divertire, ma quello che mi colpisce e mi ferisce è la mancanza di una direzione univoca, di un’anima che ci leghi tutti, l’evidente mancanza di quella COSENTINITA’ che ci dovrebbe permettere di essere TIFOSERIA. Ognuno per conto proprio chiuso nel suo orticello, senza tanta voglia né tanta rabbia. Ve lo dico chiaro: che cazzo di tifoseria è una tifoseria che da anni non fa uno striscione, uno dove compaiano le parole “GRINTA”, “DIGNITA”, “CREDETECI”. La squadra fa schifo? Nessuno contesta…La polizia ci porta via qualcuno? Cazzi suoi!…
Tutto ci passa sopra tra un senso di incredibile apatia e una strana non curanza. Salvo poi assistere a scene squallide tra noi, spesso per niente (CROTONE? GENOVA?…..).
Forse poca gente tra quella presente oggi in curva è legata più di me al passato, ai NUCLEI SCONVOLTI per i quali sento tanta, ma tanta nostalgia ma oggi la curva volente o nolente è un’altra cosa e su di questa si deve lavorare, tenendo conto di tutti, perché tutti sono indispensabili dai COSENZA SUPPORTERS che stimo per la mentalità ma che vorrei meno “vasi di coccio”, agli ALKOOL GROUP che ammiro per la loro aggressività ma preferirei più razionali e aperti alla curva anche se non posso dimenticare che quando c’è stato bisogno di menare le mani (vedi CAGLIARI, PESCARA) intorno a me ho visto più che altro loro, a tutti gli altri gruppi che non cito per questioni di spazio. Importanti sono anche tutti i ragazzi della provincia che veramente potrebbero essere l’arma in più della curva e che invece troppe volte ho visto essere mortificati, derisi se non offesi dai “cosentini di città”…
Ripeto la ricerca di un’identità come obiettivo da porsi, motivazioni interne da trovare visto l’ennesimo campionato transitorio della squadra, confrontarsi, magari litigare, ma soprattutto allontanare lo spettro dell’apatia…visto che anche a breve ci aspettano sfide importanti vedi REGGIO CALABRIA, CAGLIARI, dove sarà bene essere compatti e soprattutto non sfigurare.
Mi piace chiudere con un pensiero per il mio amico bergamasco BOCIA dato che spesso quando giro l’Italia col Cosenza mi rimbomba in testa una delle sue frasi: “Bergamaschi tutti… senza fare gli smargiassi quando si è in giro in tanti, senza essere conigli quando si è in pochi, mi piace chiudere con un pensiero al BOCIA che in questo momento sta rischiando fortemente la galera nel processo in cui è imputato per un fatto che in realtà non ha commesso ma che paga per la sua coerenza, per quella sua speciale dignità di essere ultras. A tanti della nostra curva non chiedo questo… ci mancherebbe altro, chiedo però almeno di destarsi un attimo, di sentirsi veramente parte di un qualcosa, altrimenti di andare fuori dai ciglioni o magari di… abbonarsi a TELE +.

Sinceramente
Fabio Amantea Ovunque

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