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Alla
ricerca di unidentità
La
trasferta di domenica scorsa a Terni, come ampiamente previsto ha
fatto saltare definitivamente lo storico rapporto damicizia
esistente con i ternani. Premesso che personalmente non sono stato
mai un grande amico degli stessi e che a Terni ho solo qualche amicizia
sporadica come quella con BAFFO che anche in questoccasione
si è comportato stupendamente al pari dei WORKONG CLASS e
che comunque, credetemi, continuerò tranquillamente a mangiare,
pisciare e cagare anche senza lamicizia dei ternani mi è
sembrato opportuno far rilevare alcune cose che proprio non mi quadrano
e che sono convinto non possano essere sottaciute. Dopo il rapporto
con i genoani, giunto anchesso alla frutta, quello dei pisani
più inclinato della loro torre ecco saltato anche questo.
Tutto sommato non ci sarebbe nulla di strano se tutto ciò
facesse parte di una strategia, di un nuovo modo di essere ultras
o di sentire la curva, di un fisiologico ricambio generazionale
tanto più che per quanto mi riguarda non sono davvero incline
alle facili amicizie. Facciamo un esempio: i veronesi ultimamente
riuniti dietro la sigla LA BANDA hanno deciso, coscientemente,
di limitare le loro amicizie, così hanno stabilito di mantenere
quella con i laziali e quella con i triestini e di interrompere
quelle con interisti e leccesi. Si sono dati in pratica una nuova
identità nel solco di quella vecchia. Giusta o sbagliata
che sia non minteressa, però hanno scelto loro.
A Cosenza no, a Cosenza non è così. A Cosenza si rompono
le amicizie perché lubriaco nciotato di
turno ha stabilito per esempio di andare a rubare un motorino a
Terni, si rompono le amicizie perché qualcuno ruba le sciarpe
al collo dei pisani che sono in curva con noi (sic), a Cosenza,
per esempio, succede che si va a Bergamo dove ti fanno trovare vino
gratis per tutti e tu gli rubi le birre
e potrei continuare
allinfinito con tanti altri maldestri esempi ai quali ho assistito
personalmente.
E la curva?
La curva sta zitta subendo stupidamente perché hai visto
mai che qualche banda di quartiere o qualche rambo dei vari gruppi
che la popolano viene a rompere il culo proprio a me?
Questa non è mentalità ultras, mi dispiace ma è
così e vi dico chiaramente a tutti che mi avete un po
rotto i ciglioni con questo barcamenarci tutti nella mediocrità.
Questi sono i nostri reali problemi, di queste cose si dovrebbe
parlare (
anche voi di TAM TAM
). A Terni domenica scorsa
insieme agli altri ragazzi di Amantea presenti e a qualcuno dellALKOOL
GROUP ho letteralmente rischiato il linciaggio ma va bene così
..
perché da un lato ce la siamo anche cercata, dato che anche
noi come altri potevamo raggiungere le macchine facendo altre
strade e invece dopo aver rifiutato la scorta (
. Ci
mancava pure quella! ) ci siamo diretti sotto la loro curva a dirgli
che a COSENZA non cè solo gentaglia e Zingari
di merda, come dicono loro, ma anche gente che si sente ultras
anche nelle palle, anche se non è stato né piacevole
né facile farlo in mezzo a 200 persone che ti gridano di
tutto. Comunque al dì là delle amicizie personali
che certo non scemano, lamicizia dei ternani, ripeto, proprio
non mi mancherà perchè se è vero che in origine
gli errori sono stati commessi da parte cosentina è anche
vero che successivamente i ternani hanno messo del loro e
forse
non aspettavano altro. Allora
ognuno per la propria strada!
Tornando a noi e alle cose che più mi stanno a cuore non
posso che insistere su un punto: la totale mancanza didentità.
E vero forse sono un po troppo catastrofico perché
alla fine anche considerato i mille problemi che ci sono e la mancanza
di stimoli dati dalla squadra, non è che sia tutto negativo
visto che bene o male in casa il gruppo regge e in trasferta
alla fine tutto sommato ci si riesce ancora a divertire, ma quello
che mi colpisce e mi ferisce è la mancanza di una direzione
univoca, di unanima che ci leghi tutti, levidente mancanza
di quella COSENTINITA che ci dovrebbe permettere di essere
TIFOSERIA. Ognuno per conto proprio chiuso nel suo orticello, senza
tanta voglia né tanta rabbia. Ve lo dico chiaro: che cazzo
di tifoseria è una tifoseria che da anni non fa uno striscione,
uno dove compaiano le parole GRINTA, DIGNITA,
CREDETECI. La squadra fa schifo? Nessuno contesta
La
polizia ci porta via qualcuno? Cazzi suoi!
Tutto ci passa sopra tra un senso di incredibile apatia e una strana
non curanza. Salvo poi assistere a scene squallide tra noi, spesso
per niente (CROTONE? GENOVA?
..).
Forse poca gente tra quella presente oggi in curva è legata
più di me al passato, ai NUCLEI SCONVOLTI per i quali sento
tanta, ma tanta nostalgia ma oggi la curva volente o nolente è
unaltra cosa e su di questa si deve lavorare, tenendo conto
di tutti, perché tutti sono indispensabili dai COSENZA SUPPORTERS
che stimo per la mentalità ma che vorrei meno vasi
di coccio, agli ALKOOL GROUP che ammiro per la loro aggressività
ma preferirei più razionali e aperti alla curva anche se
non posso dimenticare che quando cè stato bisogno di
menare le mani (vedi CAGLIARI, PESCARA) intorno a me ho visto più
che altro loro, a tutti gli altri gruppi che non cito per questioni
di spazio. Importanti sono anche tutti i ragazzi della provincia
che veramente potrebbero essere larma in più della
curva e che invece troppe volte ho visto essere mortificati, derisi
se non offesi dai cosentini di città
Ripeto la ricerca di unidentità come obiettivo da porsi,
motivazioni interne da trovare visto lennesimo campionato
transitorio della squadra, confrontarsi, magari litigare, ma soprattutto
allontanare lo spettro dellapatia
visto che anche a breve
ci aspettano sfide importanti vedi REGGIO CALABRIA, CAGLIARI, dove
sarà bene essere compatti e soprattutto non sfigurare.
Mi piace chiudere con un pensiero per il mio amico bergamasco BOCIA
dato che spesso quando giro lItalia col Cosenza mi rimbomba
in testa una delle sue frasi: Bergamaschi tutti
senza
fare gli smargiassi quando si è in giro in tanti, senza essere
conigli quando si è in pochi, mi piace chiudere con un pensiero
al BOCIA che in questo momento sta rischiando fortemente la galera
nel processo in cui è imputato per un fatto che in realtà
non ha commesso ma che paga per la sua coerenza, per quella sua
speciale dignità di essere ultras. A tanti della nostra curva
non chiedo questo
ci mancherebbe altro, chiedo però
almeno di destarsi un attimo, di sentirsi veramente parte di un
qualcosa, altrimenti di andare fuori dai ciglioni o magari di
abbonarsi a TELE +.
Sinceramente
Fabio Amantea Ovunque
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