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Il
lupo pede il pelo....
Anche
a Terni abbiamo perso due punti, e siamo tornati nella zona a ridosso
delle ultime
Pazzesco. Il torneo del Cosenza troverebbe nei dizionari
di tutto il mondo un solo aggettivo possibile, quello con cui comincio
larticolo. Dicono tutti che la serie A questanno è
impossibile, perché le prime quattro sono in fuga. Falso:
sono le inseguitrici che, Napoli a parte, latitano. Prendete il
torneo di serie B dello scorso anno, alla stessa giornata. Sapete
quanti punti ha la prima in classifica (per la cronaca, il Chievo)?
44. Insomma, appena uno in più delle tre di testa di questanno.
Il discorso è che, nonostante organici più che competitivi,
Vicenza e Sampdoria non hanno proprio il passo delle inseguitrici.
Il Palermo ha limpressione di essere lì per caso e,
daltronde, i programmi sono di centrare la A nelle prossime
stagioni. Zeman forse non tornerà dove gli spetta in questo
torneo, ma la squadra è giovane e il prossimo anno potrebbe
fare come lEmpoli di oggi.
Questo, insomma, poteva essere il famigerato anno buono. Solo che
il Cosenza, tra metà dicembre e fino a oggi, ha dimenticato
un paio di cose. La prima: che in superiorità numerica è
un dovere vincere. La seconda: che se gli scontri diretti si possono
anche perdere, partite come quella contro il Cittadella devono essere
vinte. La terza: che gli scontri diretti sono occasioni troppo preziose
per lasciarcele sfuggire. Dimentichiamo le figuracce rimediate con
Empoli e Modena.
Con la Ternana (una squadraccia) la musica si è ripetuta.
Fabris (34 anni), al 90°, in mezzo a 7 avversari, ha potuto
stoppare, girarsi in area e calciare a rete. La difesa guardava
attonita. Certo, il pari di Terni ha qualche scusante (il primo
gol di Fabris è al limite della regolarità), ma non
giustificazioni. Sul 2-0, specie ora che stai lottando per salvarti,
devi tenere palla e lanciare i contropiedi. E, invece, negli ultimi
minuti, sembrava di rivedere la stessa squadra di De Rosa: terrorizzata,
quasi che giocasse a palla avvelenata. Il problema è che
in panchina ora cè Mondonico.
Ora, cè da fare una cosa sola. La prima è vincere
oggi e, credetemi, se così non sarà, a fine partita
mettetevi le mani nei capelli. Perché, dopo la Pistoiese
(squadra assai mediocre) ci sono Como e Reggina fuori casa, Vicenza
al S.Vito e Modena ancora fuori casa. Da far tremare i polsi. Le
cose sono due, egualmente possibili per una squadra con i nervi
a pezzi. Una: fare 4 punti in 5 partite e trovarsi in mezzo alla
lotta per non retrocedere. Due: vincere praticamente dappertutto.
Non datemi dello scemo, perché sarebbe possibile: il Cosenza
di Terni ha giocato unottima partita, specie nel secondo tempo.
Cè il gioco, manca la tranquillità. Come con
De Rosa. Viene da dire, appunto, il lupo perde il pelo, ma non il
vizio: sia con De Rosa che con Mondonico, alla lunga, le pecche
sono le stesse. E allora, proprio per questo, proprio in queste
condizioni, tutto è davvero possibile. Da una debacle amarissima
a una resurrezione.
Tornando ad essere un po più realisti, dico che la
quota salvezza potrebbe essere a 44 punti. Ora come ora ai rossoblu
ne mancano 15. Non è unimpresa, certo. Ma è
un peccato che, proprio quando avremmo potuto programmare (ammesso
che in questa città sia possibile, perché, si sa,
quando si tira fuori questa parolina magica, salta sempre fuori
la storia dei bilanci in rosso) per il prossimo anno. Qualcosa è
stata già fatta. Diawara e Morrone sono dei buoni innesti,
così come Traversa. Antonelli, anche se è stato acquistato
tempo fa, è un giovane promettente. Baldi è assai
meglio di Apa. Ci sono state alcuni prestiti: Pavone al Como. Colle
mi pare sia andato al Lecco (e ci rimanga). Il problema è
che gli arrivi sono stati tutti quanti in prestito, Baldi a parte.
A giugno, in pratica, si dovrà rifondare.
In che modo? Ricordiamoci che Savoldi e Zampagna sono ancora nostri.
Che se la Reggina ha cercato fino allultimo Tatti, significa
che in Dumbo non crede poi tanto. Che il Siena sta lentamente sprofondando
in C (che gioia, ragazzi!). Che la valutazione di Zaniolo e quella
di Mendil stanno continuando a salire. Che magari, con la storia
di Modesto, si potrebbe riuscire a tenere ancora un anno Morrone.
E così Diawara. Che, per chi non lo sapesse, arriva a Cosenza
dopo essere stato licenziato dal Bolton. Per ubriachezza. E Cosenza
non è il posto migliore per disintossicarsi
Andrea
Marotta
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