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La
dignità prima di tutto
Dopo
lesperienza di domenica scorsa a Terni torniamo ad essere
uniti e compatti verso Reggio
Il bilancio di unintera stagione può
dipendere dal risultato di una singola partita? Sullargomento,
sicuramente è difficile trovare unopinione unanime.
Tuttavia, siamo certi che per la maggior parte dei cuori rossoblù,
il derby del prossimo 22 febbraio rappresenta un traguardo simbolico
dal valore inestimabile. Se anche dal Granillo di Reggio il Cosenza
uscirà malconcio, allora vorrà dire che su questo
campionato dovremo stendere un velo pietoso, e cercare di limitare
i danni, perché la serie B è un torneo viscido. Si
rischia di scivolare e rompersi losso del collo.
Sarebbe un vero peccato. La sensazione comune è che, al di
là dellimprovvisazione con cui questa squadra è
stata costruita, in essa ci siano elementi di elevata qualità
tecnica. Diciamo la verità: nellautunno scorso, quando
gli 11 di Mondonico hanno trovato la formula giusta, tutti abbiamo
sognato seriamente che fosse lannata buona. Ci eravamo illusi.
Alla prova dei fatti, ci siamo ritrovati a sguazzare nella palude
di sempre. Ara squagliata da nivi, si su visti i shrunzi.
A Reggio Calabria potremmo ritrovare quel gusto della vittoria,
che ci manca da tempo. Sarebbe un miracolo ed una consolazione.
E soprattutto unoccasione per misurare lo stato di salute
della nostra tifoseria. Una presenza sparuta testimonierebbe che
simu muru e muru cu ru spitali. È vero che la
crisi nel tifo organizzato è un fatto generale. A Terni,
domenica scorsa, abbiamo misurato quanto sia difficile per tutti
ritrovare unità ed identità. I ternani, nonostante
la buona volontà di alcuni esponenti dei vecchi Freak, hanno
avuto nei nostri confronti un comportamento ambiguo e, diciamola
tutta, scorretto! Perché sarà pur vero che dal 1997
in poi noialtri abbiamo rimediato nei loro confronti una catena
di figure di merda. Però è indiscutibile che, a parte
poche eccezioni, negli ultimi anni a Terni le comitive cosentine
hanno trovato unatmosfera glaciale. Tensione ed offese. Dalle
tribune sono piovute ripetute provocazioni. Fino alla caccia alluomo
che si è sfiorata una settimana fa. Il clima respirato intorno
al Liberati andava ben al di là di una comprensibile
freddezza. Cera gente che aveva voglia di dargliele a quegli
infami dei cosentini. Eppure, a Cosenza le Fere
non erano state accolte male nella gara dandata. Ma evidentemente
dallaltra parte il messaggio non è stato raccolto.
E così la situazione è degenerata. Dalle pagine di
questo giornale abbiamo sempre criticato chi, tra noi cosentini,
combina guai in trasferta e poi non se ne assume la responsabilità.
Ma non possiamo subire atteggiamenti razzisti nei nostri confronti,
come quelli verificatisi intorno allo stadio di Terni. Che certi
gemellaggi fossero una grande ipocrisia, ce ne eravamo
già accorti. Adesso ne abbiamo avuto la conferma. Per il
futuro, bisognerà cercare di essere più distaccati.
Sarebbe stupendo recuperare almeno qualche briciola dellantica
dignità degli Ultrà Cosenza. Uniti e compatti verso
Reggio Calabria, come in quel lontano 1989.
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